Architettura in Città 2015. A Torino si discute di “sconfinamenti”. 105 appuntamenti fra talk, conferenze, spettacoli, proiezioni

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Lost Rivers, di Caroline Bacle

Lost Rivers, di Caroline Bacle

TORINO CAPITALE ITALIANA DELL’ARCHITETTURA, PER 5 GIORNI
Sono 6500 le presenze registrate nel 2014 per il festival Architettura in Città, promosso dalla Fondazione OAT e dell’Ordine degli Architetti di Torino. Un contesto di nicchia, per appassionati di architettura, cultura urbanistica e dinamiche del territorio, ma che riesce a intercettare flussi consistenti di pubblico grazie all’ampissimo palinsesto e alla varietà delle proposte. Quest’anno si replica, dal 30 giugno al 4 luglio, con ben 105 iniziative: 26 incontri e conferenze, 28 mostre e installazioni, 18 itinerari di visita, 8 spettacoli (tra teatro e cinema), 6 presentazioni di libri e 5 laboratori.
Torino, già fulcro impostante per l’arte contemporanea ed il design, racconta così anche la sua vocazione architettonica, confezionando un evento dislocato tra la prestigiosa ex Borsa valori e una serie di location diffuse.

Blu cinQue, VertigoSuite#2

blucinQue, VertigoSuite#2

PROGETTARE SCONFINANDO. RIFLESSIONI SUL MEDITERRANEO ED EPSLORAZIONI ELETTRONICHE
Il tema scelto per il 2015? “Sconfinamenti”: partendo da concetto di confine, come vincolo obbligatorio per ogni progettista, abituato a sezionare, delimitare, edificare, suddividere, si sposta lo sguardo un po’ più in là immaginando una pratica costruttiva che preveda la rottura del confine stesso, la sua messa  discussione. Da un punto di vista estetico, formale, sociale, culturale.
Tra i moltissimi appuntamenti in calendario, il paesaggista Andreas Kipar dello studio Land incontra la curatrice Simona Galateo per parlare di sconfinamenti naturali; a discutere di confini geopolitici, riflettendo sui flussi migratori e sul Mar Mediterraneo – immenso tessuto connettivo che unisce e separa popoli e culture – saranno l’architetto Alfonso Femìa dello studio 5+1AA e la scrittrice sarda Michela Murgia. E ancora, lo sconfinamento nei processi formativi è al centro dell’incontro tra Sandy Attia dello studio Modus di Bolzano, esperta nella progettazione di scuole e centri educativi, e Vea Vecchi, che dal 1994 collabora con la fondazione Reggio Children.
Tanti gli eventi live, tra cui lo show della compagnia blucinQue, VertigoSuite#2: contaminazioni fra teatro, danza, circo, musica elettronica, giocando con la condizione di sospensione e cambiamento; il 2 luglio la proiezione del film “Lost Rivers” di Caroline Bacle, che porta a galla la realtà affascinante dei tanti fiumi che i processi di urbanizzazione hanno sacrificato, coprendoli con nuove strade.
Infine il 3 luglio, grazie alla collaborazione con Musica 90, il concerto di Antye Greie, in cui si fondono strumenti analogici, beat elettronici, speech vocali, campionamenti, lasciando sconfinare la tradizione della musica tedesca con il rigore industrial e le sperimentazioni electro più attuali.

www.architetturaincitta.it

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