All’alba del solstizio, con Yoko Ono. Alla Triennale di Milano si celebrano i cinquant’anni dalla performance Morning Piece. Fra yoga e funghi. Ecco immagini e video

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Morning Piece, Triennale di Milano 2015 07

All’alba del solstizio / celebrate le mattine / del passato, del futuro e del presente. / Ascoltate il mondo. Toccatevi / al sorgere del sole”. È ancora buio quando fuori dalla Triennale di Milano cominciano a radunarsi, la mattina di domenica 21 giugno, piccoli gruppi di persone attrezzate per praticare yoga. L’appuntamento è per le cinque, bisogna attraversare qualche corridoio per raggiungere il giardino. Ma a cosa si deve questo insolito ritrovo, che coinvolge non pochi partecipanti? Si celebrano i cinquant’anni dalla performance Morning Piece (1964) to George Maciunas (New York), di Yoko Ono, nonché la mostra Yoko Ono: One Woman Show, 1960-1971, che in questi giorni è ospitata dal MoMA di New York.
Ecco ciò che ha permesso a dei perfetti sconosciuti di trovarsi insieme per salutare centootto volte il sole, guidati da Simona Tarabini. Elio Marchesini e Silvia Catasta, rispettivamente alle percussioni e al flauto, durante la performance improvvisano musica dal vivo. Nel pieno della performance si raggiunge un’atmosfera di sintonia e un buon livello di silenzio, neanche giornalisti e fotografi, che si aggirano rispettosi tra i praticanti, comportano alcun disturbo.

Coordina Inkyung Hwang, artista coreana, che alle sette, a conclusione degli esercizi yoga, avvicina alcuni dei praticanti e li abbraccia, per la performance Embrace of the living ones. È sempre lei, al momento della colazione, a spiegarci che ha scelto gli alimenti offerti con il critico Tommaso Trini: oltre a caffè e centrifughe, crema di mela verde e avocado, pesche tagliate a metà – come simbolo del sole – e funghi champignon sul pane con un filo di miele, in ricordo di John Cage (che di funghi fu esperto). Noi c’eravamo, e vi raccontiamo tutto con immagini e video…

Lucia Grassiccia

 

 

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