Venezia Updates: la decostruzione dell’Arsenale. Ecco le prime immagini della mostra internazionale di Okwui Enwezor

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Dopo i Giardini di Castello, L’Arsenale. Un primo giro nel serpentone che ospita il secondo step della grande mostra internazionale di Okwui Enwezor ribadisce, per certi versi, l’impressione che abbiamo riportata al Palaexpo: un allestimento pesantissimo dal punto di vista degli interventi, perfetto come geometrie e architetture, ma col risultato di frammentare enormemente il percorso espositivo. L’Arsenale, insomma, non c’è più.
Poche, pochissime le opere “da Biennale”, fatta salva una stanza tutta piena di panni e terra colorati coi gradienti di Katherina Grosse. Bella anche la sala dei video di Chantal Akerman, mentre escono benino anche Monica Bonvicini, Sarah Sze e Oscar Murillo. La cosa più poetica è la leggerezza degli aerei azionati a mano dall’artista Eduardo Ballesteros. Il resto, dopo lo start segnato dalle sciabole-ninfee di Adel Abdessemed illuminate dai neon di Bruce Nauman, è politica, razza, razzismo, tanti video, tanto rigore ma poca chiarezza. Peccato per la pittura, spesso appartata e con qualche declinazione commerciale: basti vedere le due sale di Georg Baselitz e Chris Ofili. Il resto, lo lasciamo a voi con l’ampia fotogallery…

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  • qualcuno si è accorto che fanno sempre la stessa mostra ogni due anni da almeno 15 anni???????

    • Giampaolo Abbondio

      E tu ti sei accorto che scrivi la stessa cosa cinquanta volte al giorno da almeno quattro anni? E ormai sei diventato rilevante come il giornale di due giorni fa…

      • Whitehouse

        Se le persone come te, che potrebbero, non fanno nulla, la diagnosi rimane sempre la stessa. E io la ripeto. Se nessuno fa nulla io non posso essere rilevante. Io la cura la metto in pratica attraverso modalità alternative e consapevoli. Ma appunto, se la mia cura fosse seguita vorrebbe dire che il malato non è malato.

        In italia per anni, come tutt’ora, non c’è una cultura dell’arte e dell’opera d’arte. In un settore che presenta una crisi anche a livello internazionale (vedi questa ennesima biennale uguale a se stessa). La biennale sembra un expo biennale. Un disco rotto che gira.

        • Silvano

          Amico mio i tempi dell’arte non sono quelli della moda, che ogni stagione si cambia

          Hai una visione televisiva dell’arte!

          Per i cambi di paradigma nell’arte c’è bisogno di secoli, manco di decenni!

        • Giampaolo Abbondio

          Perdonami cosa dovrei fare Io? Personalmente perseguo una mia idea di arte, non cerco di salvare il mondo…son solo un bottegaio (che peraltro ha appena riaperto dopo tre anni di chiusura).

          • Whitehouse

            E quindi io cosa dovrei fare? In sei anni ho scritto, proposto, argomentato. Io temo che il settore sia pieno di incapaci, prestati all’arte da facoltà che iper-scolarizzano ma che rendono disoccupati. E quindi occuparsi di arte vacsempre bene. Tutto quello che fai va bene. Come le biennali e questa biennale.

          • Giampaolo Abbondio

            Chi t’ha chiesto niente? O meglio, se proprio una richiesta ti si può fare è quella di finirla di tempestare di commenti furiosamente solipsistici qualsiasi discussione…come dice quello, chi parla conosce solo quello che dice, chi ascolta può imparare molto.

  • Anna

    Capisco l’impellente necessità di pubblicare, ma almeno potreste rinominare le immagini in maniera adeguata. Davvero poco professionale

    • christian caliandro

      E questa animosità è davvero sgradevole, oltre che inspiegabile. Invece di dire “grazie, ma che belle foto, ma come avete fatto?”, e di soffermarti per esempio almeno un secondo a considerare con un certo stupore come fino a pochissimo tempo fa fosse TECNICAMENTE impossibile avere una galleria del genere, praticamente in diretta, che fai? Ti attacchi a questa cosa dei ‘titoli-delle-foto’.

  • angelov

    Gli sdoppiamenti a cui la realtà ci ha abituati e costretti,
    l’hanno resa una specie di teatro-continuo;
    e questi allestimenti così molto scenografici,
    e così poco artistici, ne sono la legittima espressione.

    • angelaeco

      la vita è un teatro continuo, qui c’è un poco di scenografia in più

  • Nel complesso molta confusione, tematiche all’acqua di rose, di opere artistiche ben poche, allestimento mediocre, via rimpiango Gioni

    • angelaeco

      Andrò la prossima settimana sono proprio molto curioso