Venezia Updates: il pubblico del vernissage della Biennale? È donna, eterosessuale, laureato e cattolico. I risultati del Poll di Hans Haacke ai Giardini

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Hans Haacke, Pool

Hans Haacke, Pool

La Biennale in numeri? Te la racconta Hans Haacke con il suo nuovo Poll, che torna in Laguna dopo (e insieme) al più famoso Moma Poll del 1970, nel quale l’artista tedesco – americano interrogava i visitatori circa la politica di Nixon in Indocina e la reazione del governatore Rockfeller. Ma questa volta niente box di plexiglas e foglietti di carta, nessun alambicco. Giunge in aiuto (e in tempo reale) la tecnologia con ipad e sitting room e una ventina di domande ai visitatori.
Il quadro che ad oggi 7 maggio emerge dal questionario, targettizzato naturalmente sugli operatori del settore che in questi giorni stanno affollando l’opening della Biennale è molto interessante e dà anche il giusto inquadramento anagrafico. Con qualche sorpresa. Emerge infatti, con un campione piuttosto vasto, che il pubblico dell’opening è soprattutto donna e eterosessuale, al 32% composto da persone tra i 40 e i 60 anni, ma con una buona percentuale anche di giovani entro i 25 anni, ha la laurea specialistica e il dottorato. Ha comprato opere per una cifra pari a un range tra 1000 e 10.000 euro, è cattolico romano.
Proviene per lo più dall’Europa occidentale (27%) e dal Nord America (23%). Solo il 15% è italiano. E nonostante i temi della mostra di Enwezor lo 0% è Africano. Fa il curatore, il direttore del museo, e solo al 12 % l’artista. Guadagna, ma non tantissimo. Il reddito medio si colloca, infatti,  tra i 20 e i 50.000 euro; una buona percentuale porta a casa meno di 20.000 euro (21 %). Solo l’1% è Paperone, con più di 5 milioni. E veniamo alle opinioni, radicalmente progressiste: la maggior parte dei visitatori ritiene di vivere in un luogo non a rischio di censura per le opere d’arte, mentre il 41 % parla di censura occasionale. Vorrebbero inoltre che i Musei non venissero costruiti in cantieri non a norma con lavoratori sfruttati e a rischio, chiedendo alle istituzioni di monitorare su questo aspetto. Lo spettatore tipo della biennale, stando a Haacke, ritiene inoltre che banche e sponsor entrino in qualche modo nel merito dei contenuti dei progetti che supportano, veicolandone pertanto inclusioni o omissioni e crede negli investimenti pubblici come unica soluzione per rafforzare l’Unione Europea, a sfavore invece di una scelta austera. È contrario alla disuguaglianza economica e sociale ed è impegnato a livello civile, tanto da aver votato al 58% alle ultime elezioni. Tiene, infine, all’ambiente e vorrebbe che che la politica del proprio Paese facesse di più per questo tema. E tu come la pensi?

Santa Nastro

 

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  • Lella Antinozzi

    Ma Hans Haacke, per chi sta lavorando?

    • angelov

      ma per la CIA, naturalmente…
      (Centrale Informativa Avanspettacolo)