Se ne va a 69 anni Chris Burden. Il celebre artista concettuale è morto dopo una lunga malattia nella sua casa in California

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Chris Burden

Nella sua biografia fa bella mostra di sé la partecipazione alla 48ma edizione della Biennale di Venezia, assieme a molte altre importanti kermesse globali, fra cui ben tre edizioni della Whitney Biennial, nel 1977, 1989 e 1997. E proprio mentre la Biennale apre al pubblico la sua edizione numero 56, giunge la notizia della prematura scomparsa di questo protagonista dell’arte concettuale: Chris Burden è morto questa mattina – domenica 10 maggio – a 69 anni nella sua casa di Topanga Canyon, in California, dopo aver combattuto per 18 mesi con un melanoma maligno, come ha raccontato Paul Schimmel, ex chief curator del Museum of Contemporary Art di Los Angeles e suo grande amico.
La dimensione del personaggio merita ben più di qualche riga di omaggio, e ben presto Artribune provvederà. Per ora ricordiamo che era nato a Boston nel 1946, figlio di un ingegnere, iniziando la sua formazione come architetto. Fin dalla fine degli anni ’60 aveva iniziato a sperimentare opere performative di body-art radicale, giungendo ad essere riconosciuto come uno dei maggiori scultori della sua generazione. Memorabili molte sue performance: nel 1971 per esempio si chiude per cinque giorni in un armadietto di metallo, bevendo soltanto acqua. Nello stesso anno, in Shooting Piece, si fa sparare un colpo di pistola su un braccio da una certa distanza, restando lievemente ferito. Dal 1978 Burden ha tenuto la cattedra di New Media Art presso l’UCLA. Urban Light, grande scultura composta da 202 antichi lampioni di ghisa restaurati che prende la forma di un tempio classico, posta nel 2008 all’ingresso del Los Angeles County Museum of Art, è diventata un simbolo della città.
Fra le sua ultime opere pubbliche c’è la grande installazione ancora visibile – le nostre immagini che vedete sotto sono di oggi – sulla facciata e sul tetto del New Museum di New York. La sua ultima personale è stata appena inaugurata nella succursale parigina della Gagosian Gallery a Bourget.

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