Saul Steinberg al Politecnico di Milano

Politecnico, Milano – fino al 29 maggio 2015. Una ricchissima rassegna di disegni e contributi video. Per testimoniare dell’opera di Saul Steinberg, architetto illustratore. E del rapporto con la sua città d’adozione.

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Milano Via Pascoli in 1936 from Memory, 1970 - Originally published in The New Yorker, October 7, 1974 - © The Saul Steinberg Foundation-ARS, NY

Milano Via Pascoli in 1936 from Memory, 1970 – Originally published in The New Yorker, October 7, 1974 – © The Saul Steinberg Foundation-ARS, NY

In-categorizzabile. Così potremmo definire la figura poliedrica di Saul Steinberg (Ramnicu Sarat, 1914 – New York, 1999) dopo aver visto la sua opera nella splendida e scientificamente solida mostra allo Spazio Mostre Guido Nardi del Politecnico di Milano.
Dell’illustre ex studente si racconta, con documenti originali, fotografie, schizzi e una videointervista di Sergio Zavoli, il legame con la città, l’amicizia storica con Aldo Buzzi, il ritorno in Italia nel dopoguerra, la sua collaborazione con lo studio BBPR ed Ernesto N. Rogers, e le pubblicazioni su Domus.
Articolata in sei sezioni – Studente al Politecnico di Milano 1933-1940, La campagna d’Italia, A Milano, dopo la guerra: labirinti, Ancora Milano, Disegnare le città, The Art of Living – la mostra ripercorre e gli anni milanesi di Steinberg per ricostruire i frammenti del suo attento lavoro sulla città, sull’architettura, sugli spazi del vivere quotidiano attraverso i suoi disegni che sintetizzavano “in due dimensioni” la complessità del reale. A sua firma sono infatti lo sgraffito murale del Labirinto dei ragazzi per la X Triennale (1954) e quello di Casa Mayer in via Bigli (1961), purtroppo distrutto.

Saul Steinberg a Milano - veduta della mostra al Politecnico di Milano, 2015 - photo Gerardo Semprebon

Saul Steinberg a Milano – veduta della mostra al Politecnico di Milano, 2015 – photo Gerardo Semprebon

Le sue prime illustrazioni apparvero intorno agli Anni Quaranta su Harper’s Bazaar e Life, spianando la strada per le sei decadi di successi grazie alle sue copertine, e i disegni, pubblicati da The New Yorker, di cui si può dire che ne abbia immortalato l’identità nell’immaginario mondiale.
Se, come lui stesso amava definirlo, il disegno non è altro che “un modo di ragionare su carta”, Steinberg ha saputo esprimere con ironia e acume tutta la complessità dell’epoca che ha attraversato, sviluppando una sintesi di linguaggio che lo ha reso inconfondibile e incommensurabile.

Flavia Chiavaroli

Milano // fino al 29 maggio 2015
Saul Steinberg a Milano
a cura di Ilaria Valente, Luigi Spinelli, Cassandra Cozza
Politecnico – Spazio mostre Guido Nardi
Via Ampère 2
www.eventi.polimi.it/#Steinberg

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/45097/saul-steinberg-a-milano/

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