Opening al buio a Milano. L’artista è il misterioso Deca, il “nuovo” spazio è la galleria Toselli: ma le vere opere d’arte sono i visitatori…

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Deca, Be, Galleria Toselli, Milano 16

L’invito era di quelli pensati apposta per solleticare la curiosità: “Il nome non è un nome ma uno pseudonimo, Deca. Il titolo è criptico, Be. Dell’artista non si sa ancora nulla (è alla sua prima mostra) e delle opere ancora meno”. Noi ci siamo caduti e siamo andati puntualmente nelle vicinanze di Piazza Sempione, a Milano, dove – nello spazio di alcune decine di metri quadri, alla Galleria Toselli – espone per la prima volta il trentenne Deca. Alle pareti, alcuni gruppi di superfici metalliche riflettenti: quadranti di medio-piccolo formato che distorcono il contesto a causa di estroflessioni minime.
Il curatore della personale introduce il percorso come “costellato dalle vere opere d’arte che saranno gli spettatori… Deca si presenta al mondo con lo stile del guastatore, del bombarolo… Deca ama stupirci con effetti speciali. È sorprendente, inaspettato. Usa materiali molto innovati e le sue opere si nascondono sui muri. Ci sono e non ci sono“. In galleria le distorsioni dei riflessi, su leggerissime superfici metalliche, giocano piacevolmente con punto di capitone ed estroflessioni anodizzate secondo diverse tonalità, dal blu, all’oro, all’argento al rosso.
Nonostante il tema dell’esistenza travisata, sospesa, impressa e dinamizzata possa attrarre lo sguardo, trasformandosi nella sensazione di una falsa incolumità provocata, trasmessa dall’individuazione di un punctum sulle superfici metalliche, il percorso non trasmette alcuna connessione con la propria contemporaneità, nessuna nuova estensione dei propri, insiti, registri sensibili. Ecco le immagini del misterioso opening…

Ginevra Bria

Fino al 12 giugno
Deca. Be
Galleria Toselli
Via Mario Pagano 4, 20131 Milano
www.galleriatoselli.com

 

 

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  • Elizabeth Buckingsale

    l’arte dei gimmick, santo dio che magone che mi viene

  • aldo

    “Spazio afferente alla galleria Toselli”?! la mostra è negli spazi della galleria Toselli, mica nei corridoi…

    • artribune

      La dicitura è stata semplificata per evitare incomprensioni, grazie! :)

  • Clementina Grandi

    con tutti quegli specchi a parete chi ha fatto la recensione ha perso un pò la bussola…

  • Marco Selph

    Mi sa che la giornalista nella trappola di Deca c’è cascata totalmente!

  • Dario Buzz Barini

    La mostra l’ho vista ed era nella Galleria, e di metalli e superfici metalliche neanche l’ombra (o il riflesso)… sicura di non aver sbagliato indirizzo?

  • Max

    A parte la metallicità non metallata, per nulla percepita, mi chiedo se la falsa incolumità provocata, sottacendo il tema dell’esistenza travisata, strasmetta alcuna connessione con la supercazzola prematurata.

  • artribune

    Come confermato dagli organizzatori della mostra durante lo stesso opening, sono esposte in galleria una serie di superfici metalliche riflettenti e non di specchi in senso stretto: si veda l’immagine che ci è stata fornita per spiegare la tecnica utilizzata.

    Grazie a tutti per le precisazioni, ma confermiamo che la nostra collaboratrice non ha “sbagliato mostra”, nè definizione delle opere. :)

  • Luca Tomio, Galleria Toselli

    Mi spiace smentire ma né io nè Toselli nè l’artista abbiamo mai detto a chichessia che le opere sono “superfici metaliche rifletettenti” soprattutto perché NON lo sono assolutamente. Ed inoltre la foto esibita non è mai stata inviata per specificare la tecnica delle opere… Definire le opere esposte “superfici metalliche rifletettenti” è del tutto errato. In realtà sono proprio specchi ma realizzati con un materiale molto innovativo…
    Il sacrosanto e intoccabile diritto di critica e di cronaca si fonda sempre su una attenta raccolta delle informazioni.

    • artribune

      La sua smentita non solo è sacrosanta, ma estremamente utile per far luce a questo punto sulla natura “materiale” delle opere.
      Per quanto riguarda la fornitura dell’immagine, riformuliamo la frase: “per spiegare la tecnica utilizzata, si veda l’immagine che ci è stata fornita”; non volevamo mettere in relazione diretta le due asserzioni!
      Tornando al materiale delle opere in mostra: di cosa si tratta? Fino a prova contraria – nell’oggetto “specchio” rientrano anche le sole e pure superfici metalliche riflettenti (tali sono gli specchi stradali per aumentare la visibilità in corso di manovra), anche se in generale si parla di lastre di vetro sul cui retro viene comunque applicata una pellicola di argento o alluminio.
      A questo punto, se dobbiamo escludere che siano superfici metalliche e che siano vetri con pellicole metalliche applicate, restiamo a corto di definizioni e le chiediamo di fornircene una. Grazie! :)

      • Luca Tomio, Galleria Toselli

        la natura “materiale” di un’opera è solo il supporto di un’idea. quella di Deca è quella di far cadere l’osservatore in una “trappola visiva”: sembra ma non è… in questo caso vi posso garantire che non si tratta né di superfici metalliche né di pellicole metalliche applicate su vetro. Deca lavora con materiali molto innovativi e all’avanguardia, in questo caso pellicole non metalliche che possono essere estroflesse… Il mago però è Deca e solo il mago, se vuole, può svelare il trucco fino in fondo…

        • Deca

          Pellicole viniliche riflettenti ed elastiche…il trucco si può anche svelare anche perchè la magia sta sempre nell’occhio di chi la fa vedere…

          • Deca

            ops! ..di chi la sa vedere..

  • Luigi

    Conosco Deca da tanto,ed è sempre stato così,come questa sua personale: divertente,leggero,semplice ma sorprendente.

  • Leonardo

    è un tira e molla,ogni tanto sparisce un piede poi ritorna ma non vi è più qualcosaltro..grande Deca! mi è piaciuta molto.

  • Fabiana Krassowski

    good job.Da vedere

  • Marta

    ‘l’arte deve nascere dal materiale, ogni materiale ha il suo linguaggio, è un linguaggio!’ Bravo!

  • Erica

    Dall’inizio alla fine : distorsione, alterazione, mutamento. Mi è piaciuta molto, complimenti all’artista.

  • simona

    Gli specchi sono come un romanzo che percorre una strada maestra.A volte riflettono l’azzurro del cielo,a volte il rosa del tramonto,passando a l’oro degli stolti per terminare nell’eccitante argento…HARD!

  • Federico Bevacqua

    Ho apprezzato molto la mostra di Deca. I materiali poco usuali creano forme e giochi destabilizzanti. La ricerca, l’elaborazione ed il concetto sono assolutamente degni d’ attenzione. In particolare, credo che la dinamicità, la logica della fluttuazione, come anello di congiunzione delle opere, sia fortemente attuale, a milano, oggi. Come se già si avvertisse il bisogno di questa mostra. Bravo!

  • Ugo

    Bellissima mostra con un allestimento perfetto!Da Vedere assolutamente!!!

  • Irene

    Altro che ‘dinamicità’, ‘destabilizzazione’ e ‘logiche della fluttuazione’. Sono andata a visitare la mostra di persona, pareva strano che l’occhio della Bria avesse fallito. Ci si trova davanti ad una personale che non ha un discorso visivo autonomo, ma è solo il frutto di una monotona ripetizione, intervallata da fuoriuscite di punti prospettici e vaarazioni di cromatismi da design industriale. Si consiglia tutti gli aspiranti critici e curatori che hanno scritto i loro commenti di ripassare alacremente la Storia dell’arte. Le foto d’accompagnamento di questa notizia sono fin troppo belle, per un percorso che cerca di elevare a semplice sperimentazione plastica un’inutile superficialità. Fossi stata nella Bria avrei distrutto la personale senza alcuna remora.

  • Luigi

    “tanta acredine dimostra che Deca canta fuori dal coro,come solo i veri artisti sanno fare e come insegna la storia dell’arte.”

  • Tommy

    Davanti alle opere di Deca ho perso letteralmente la testa !!!!congratulazioni

  • IRENED

    All’arte italiana non servono pessimi critici ma veri artisti.
    l’arte italiana sta perdendo sempre piu forza: lo si vede alla biennale, nelle fiere e nelle aste internazionali.

  • Danilo

    Ottimo divertimento, mi ricorda quando da bambino andavamo al luna park di Roma. In quell’eta’ erano più interessanti gli specchi …. oggi possiamo trovarli anche a ZZZZOOOO MARINE!!!!

  • Patrizia

    amo’! chi l’ha detto che l’arte deve essere seriosa e noiosa?! è un’idea da vecchio snob… e poi prova a mettere un paio di questi specchi a soffitto, nella stanza giusta, e poi vedrai che ti diverti anche adesso!!!

  • Danilo

    Patrizia mi sembra un paradosso, così il punctum diventa ancora più piccolo!

  • Patrizia

    il vero punctum della questione è che al mondo dell’arte contemporanea serve meno spocchia, meno boria, meno arzigogoli formali e intellettuali. Ben venga la semplicità di Deca, la sua leggerezza e la sua ironia.

  • rino

    ma che siamo nel 1973?

  • Alfredo

    Perché il 73? Facciamo il 76.. l’anno di “tutto il resto è noia”

  • duccio

    entri sobrio ed esci ubriaco…sostanzialmente diverso da come ti vedi di solito. preciso, perfetto, con il ciuffo sempre a posto.
    una fresca sintesi di Fontana, Pistoletto e Castellani riuniti.