Nevrosi collettive e turbamenti geopolitici. Blasted, una mostra ad Atene

Due opere video, per raccontare il senso di un progetto espositivo: Société Réaliste e Basma Alsharif sono tra gli artisti in mostra ad Atene, fino al 23 maggio, per la collettiva "Blasted". Finissage speciale, su Artribune Television, intercettando nevrosi, conflitti, paure di un'epoca complessa

Print pagePDF pageEmail page

Bojan Radojcić, Genetic Engineering

Bojan Radojcić, Genetic Engineering

Blasted: dannato, maledetto. Come dannati erano i protagonisti dell’omonima opera teatrale, con cui debuttò Sarah Kane nel 1995. Un concentrato di violenza e disperazione, raccontando una Londra infernale, regno di stupratori, cannibali, belve feroci. E dannata fu l’esistenza di Kane, drammaturga che destò scandalo, amando maestri come Artaud, Beckett o Howard Brenton, e che vinta dalla depressione si suicidò, prima che andasse in scena la sua ultima fatica, 4.48 Psychosis. Là dove scriveva, tra l’orizzonte muto e il respiro corto, “Niente può estinguere la mia rabbia. E niente può restaurare la mia fede. Questo non è un mondo in cui voglio vivere”.
A quel primo spettacolo spietato ruba il titolo la collettiva curata da Zara Audiello presso l’art center Beton7 di Atene, su cui cala il sipario il prossimo 23 maggio. Sedici artisti internazionali sembrano succhiare linfa oscura da quelle pagine di nevrosi, ossessioni, paradossi e ferite, interpretando la violenza ai tempi della paura, delle ansie collettive, dei crolli e dei confini incerti.
Il progetto “Blasted” incanala tutto questo in una direzione geopolitica: l’Occidente della crisi economica e delle grandi mutazioni territoriali, degli scontri fra nazionalisti ed europeisti, euroscettici e filo-comunitari, pigs e giganti, apocalittici e integrati. L’Europa dei fasti e dell’austerity, delle utopie politiche e delle gogne finanziarie, delle ondate migratorie e delle frontiere chiuse, delle recrudescenze nazi-fasciste e dei micro focolai rivoluzionari. L’Europa che cambia, naufragando, resistendo. Ai confini di un Medio Oriente in fiamme.
In mostra anche due video, in cui la narrazione si annulla in un flusso di immagini,voci, silenzi, per una scrittura del paradosso e del fallimento, dell’impossibilità o del vuoto.

SOCIÉTÉ RÉALISTE
The Fountainhead
full-length movie, 2010
(estratto)

Un lungometraggio basato sull’omonimo film di propaganda capitalista del 1949, sceneggiato da Ayn Rand, scrittrice e filosofa statunitense di origine russa, teorica dell’oggettivismo, sostenitrice dell’individualismo moderno e sacerdotessa del libertarismo americano. Protagonista è un architetto razionalista, simbolo di una genialità incentrata sulla forza dell’ego.
Il ready made imperfetto di Société Réaliste vive nel gesto della sottrazione e della sparizione: cancellati il suono e le presenze umane, gli artisti trasformano la pellicola in una esplorazione dello spazio architettonico, immagine del potere e dell’autorità, tra desolazione e allucinazione.

 

BASMA ALSHARIF
We began by measuring distance
19m, single channel SD video, 2009
(estratto)

La distanza tra Ginevra e Madrid; quella tra Madrid e Oslo; e ancora quella tra Gaza e Gerusalemme. Manciate di chilometri, per un esercizio orale simbolico, ossessivo. Misurare luoghi vicini e lontani, uguali e diversi, di guerra o di pace: la lunga cantilena diventa, sulla soglia tra poesia, ingenuità e concetto, una maniera per definire perimetri ed essenze. E intanto scorrono immagini di città, di conflitti e di macerie, di universi subacquei, di volti e memorie: tra la visone ed il suono il senso si perde, oltre ogni possibile rappresentazione. È il dramma che non ha voce, la storia che non trova riscatto né drammaturgia.

Helga Marsala

Blasted
12-23 maggio 2015
Artisti: Rebecca Agnes, Basma AlSharif, Ludovic Bernhardt, Eirene Efstathiou, Zoe Giabouldaki, Goran Micevski, Stefania Migliorati, Maria Mitsopoulou & Tina Voreadi, Campus Novel, Mariagiovanna Nuzzi, Giorgos Papadatos, Bojan Radojcić, Société Réaliste, Ivana Smiljanić, Slobodan Stošić, Salon de Vortex (Yiannis Isidorou-Yiannis Grigoriadis)
Beton7 –  7 Pidnas, Votanikos-Atene 1855
www.beton7.com

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community