La guerra dei No Tav in Val di Susa. Nuovo murale di Blu: solidarietà ai dissidenti condannati per l’assalto al cantiere di Chiomonte

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Blu a lavoro sul nuovo murale di Chiomonte

Blu a lavoro sul nuovo murale di Chiomonte

TRE ATTIVISTI NO TAV A DIMOCILIARI
Ancora condanne, per la comunità dei No Tav. Dopo i quattro attivisti ritenuti colpevoli di “danneggiamento” e inizialmente imputati di terrorismo (accusa poi decaduta), la stessa sorte è toccata adesso a Lucio Alberti, Graziano Mazzarelli e Francesco Sala, nella notte fra il 13 e il 14 maggio 2013 macchiatisi di atti vandalici, incendio, detenzione e porto di armi da guerra, violenza a pubblico ufficiale. Fu il pesante attacco al cantiere Tav di Chiomonte, in quelle valli del Piemonte che sono, da anni, teatro di un conflitto durissimo tra forze di polizia, autorità politiche e società ferroviarie da un lato, contestatori, anarchici, associazioni ambientaliste, militanti cinque stelle e giovani dei centri sociali, dall’altro. La pena inflitta: due anni, 10 mesi e 20 giorni, da scontare ai domiciliari.

Uno dei tanti tweet sull'azione di Blu a Chiomonte

Uno dei tanti tweet sull’azione di Blu a Chiomonte

BLU E LA STREET ART COME RESISTENZA
E in questo momento duro, in cui la legge punisce chi – con le maniere forti – aveva radicalizzato la protesta contro l’alta velocità e l’aggressione al paesaggio, anche l’arte dà la sua testimonianza. Parliamo di Blu, ça va sans dire, il più indipendente e politicamente impegnato degli street artisti italiani, nonché uno dei talenti più brillanti a livello internazionale. La realizzazione di un suo murale in Val di Susa, in segno di solidarietà ai tre attivisti condannati, era stato annunciato lo scorso 26 maggio, con un tam tam via social. Con questa azione, accompagnata da una partita di bocce e ad un sit-in, la variegata famiglia dei ribelli voleva così manifestare il suo dissenso nei confronti della condanna, ribadendo un incrollabile No alla costruzione della Tav.

Blu a lavoro sul nuovo murale di Chiomonte

Blu a lavoro sul nuovo murale di Chiomonte

IL TRENO, IL SERPENTE E IL CAPITALE
Scelto un largo muro, in prossimità della centrale di Chiomonte, all’altezza del ponte sulla Dora, il dietrofront è stato inevitabile: forse temendo nuovi tafferugli, le forze dell’ordine avevano presidiato la zona, con grate e blindati. La strategia, a quel punto, non è stata quella della resa, semmai dell’aggiramento. Con relativo cambio location. Individuato un nuovo punto, stavolta lungo un sottopasso ferroviario, l’opera di Blu ha regolarmente visto la luce il 27 maggio.
Immagine diretta ed eloquente, con un minaccioso ouroboros – il serpente che ingoia se stesso – in forma di treno; tutt’intorno ruspe, camionette della polizia ed un simbolico mucchietto di banconote. Ancora un murale anti-sistema per Blu, ancora un ispirato gesto di protesta, scagliato in faccia alla politica dello sviluppo industriale, del capitale e del liberismo economico. E al di là delle diverse posizioni sul tema, resta l’efficacia di un’azione per sua natura illegale ma pacifica, concettualmente rigorosa e artisticamente valida. Gli assalti anarchici e i sabotaggi vandalici sono un’altra faccia della protesta. Quella più debole, probabilmente.

– Helga Marsala

 

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