Giuseppe Stampone. Fra Prometeogallery a Milano e Padiglione Cuba a Venezia

Per il Padiglione Cuba alla Biennale di Venezia ha costruito un modello di Casa particular un cubo minimale realizzato con grandi moduli della Lego. Per la Prometeogallery di Milano, il famigerato manifesto “Non togliete il pane ai figli dei nostri lavoratori. Acquistate prodotti italiani” declinato in lingue ed etnice. Focus su Giuseppe Stampone.

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Giuseppe Stampone - Emigration Made Pavilion 148 - veduta della mostra presso la Prometeogallery, Milano 2015

Giuseppe Stampone – Emigration Made Pavilion 148 – veduta della mostra presso la Prometeogallery, Milano 2015

GIUSEPPE STAMPONE: LUI CHI È
Giuseppe Stampone (Cluses, 1974) è un artista figlio del proprio tempo, di una società globalizzata che pretende l’onnipresenza virtuale, la sovresposizione voluta o apparentemente casuale, la mise-en-scène di un mondo centrifugato, dove tutto diventa micro o macroscopico a seconda del lavaggio. Una vita liquida, come la chiama Bauman, sempre più frenetica e costretta ad adeguarsi alle attitudini del gruppo per non sentirsi esclusa dal sistema, o peggio ancora cadere nell’oblio.
Vivo in una realtà collettiva e connettiva, ho deciso di prendere la tavola da surf e cavalcare lo tsunami. Oggi uno o fa surf o rischia di cadere nel mare della comunicazione”, dice lui. E spesso lo fa con una semplice bic, il mezzo più comune per scrivere e disegnare. Lo fa nella sua personale alla Prometeo Gallery di Milano, al padiglione cubano della Biennale di Venezia, nei group show Breaking Silence. Crimes in Peacetime al MIT di Boston e Nero su Bianco – Black on White alla American Academy di Roma, per la cocuratela di Robert Storr.
In questa iperattività fatta di mostre, eventi, partecipazioni, trova il tempo di sollevare polveroni sui social network, coinvolgendo decine di persone e dando vita a discussioni con centinaia di commenti su tematiche politiche e sociali.

Giuseppe Stampone, progetto Casa Particular, Padiglione Cuba, Biennale di Venezia 2015

Giuseppe Stampone, progetto Casa Particular, Padiglione Cuba, Biennale di Venezia 2015

IL PADIGLIONE CUBA ALLA BIENNALE DI VENEZIA
Invitato insieme a quattro artisti cubani e tre artisti internazionali, Stampone ha progettato per il padiglione cubano, intitolato El artista entre la individualidad yel contexto – leggete qui l’intervista al co-curatore Giacomo Zaza – un lavoro site specific.
Il progetto parte da una data: 17 dicembre 2014. Quel giorno, il presidente statunitense Barack Obama annuncia l’intenzione di porre fine all’embargo contro Cuba, prospettando una nuova fase di collaborazione. Anche il governo cubano mostra timide aperture verso gli Usa e le politiche liberali, prevedendo l’esistenza di contratti internazionali o di imprese controllate. Una delle prime forme di privatizzazione dei servizi sono state le Casas particulares, ovvero alloggi per turisti presso famiglie cubane. Oltre all’aspetto politico di questa novità, va rilevato anche quello culturale, l’interazione tra pubblico e privato che abbraccia un’estetica del quotidiano in cui lo “straniero” viene immerso in una dimensione di ospitalità come parte integrante del luogo.
Partendo da queste premesse, Stampone ha costruito per il Padiglione Cuba un modello di Casa particular come un cubo minimale realizzato con grandi moduli della Lego, rigorosamente bianchi. All’interno di questa struttura si trovano mobili (realizzati sempre con i Lego) e un televisore che trasmette un video-tutorial in spagnolo con sottotitoli in inglese per costruire la propria casa particular. Un tutorial che rimanda al concetto di Global Education, un discorso che Stampone porta avanti ormai da anni, “i cui meccanismi di apprendimento sono il sentiero privilegiato del sapere pedagogico rivolto all’istruzione estetica, un metodo d’insegnamento trasversale e plurale che mira a diseducare l’individuo nei confronti di norme prestabilite”, spiega l’artista.

Giuseppe Stampone, Stargate, Prometeogallery

Giuseppe Stampone, Stargate, Prometeogallery

LA PERSONALE ALLA PROMETEOGALLERY DI MILANO
Sui principi di connessione e condivisione si struttura anche Expo 2015. Stampone ha tuttavia qualcosa da ridire: “Expo è una concezione anacronistica per mettere in evidenza l’eccellenza di ciascun Paese. Con il progetto ‘Emigration Made’ ho voluto ribaltare il concetto obsoleto di ‘Made in’. Come fai a concepire il ‘Made in’ quando viviamo nel villaggio globale?”.
Le opere esposte da Prometeo, che vanno dai disegni alle sculture, esplorano la nozione di confine socio-politico e le molteplici forme di controllo che ne derivano. Concepito come un padiglione immaginario da aggiungere alla fiera, Stampone affronta la questione della migrazione in modo apparentemente giocoso. Treni, navi e camion giocattolo dipinti di nero, mezzi di trasporto usati dagli immigrati per fuggire dai loro Paesi d’origine alla ricerca di un mondo ideale, sono trasformati dall’artista in veicoli controllati all’interno dello spazio della galleria.
A indagare ancora sulla questione dello “straniero”, una serie di disegni a penna bic che ritraggono il famoso manifesto autarchico di Giacinto Mondaini in cui appare una bambina dagli occhi spauriti che tiene del pane in mano e sotto la scritta “Non togliete il pane ai figli dei nostri lavoratori. Acquistate prodotti italiani”. Stampone replica il manifesto in diverse lingue, cambiando anche i tratti somatici della bambina a seconda della nazionalità rappresentata, facendosi così beffa dell’idea delle etichette di merchandising protezionistiche che hanno origine dalle pubblicità fasciste.

Giorgia Calò

Venezia // fino al 22 novembre 2015
Biennale di Venezia – Padiglione Cuba
a cura di Jorge Fernández Torres e Giacomo Zaza
ISOLA DI SAN SERVOLO
[email protected]
www.venicebiennalecuba.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44348/56-biennale-padiglione-cubano/

Milano // fino al 5 giugno 2015
Giuseppe Stampone – Emigration Made Pavilion 148
PROMETEOGALLERY
Via Ventura 3
02 26924450
[email protected]

www.prometeogallery.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43615/giuseppe-stampone-emigration-made-pavilion-148/

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  • eb

    Grande e mitico stamp1

  • mark

    Ho visitato la biennale e quest’opera mi ha colpito tanto oltre al discorso politico ed artistico dal punto di vista estetico e’ davvero notevole, un intreccio tra architettura e scultura dalle Linee nette e decise molto razionale minimale pulito davvero bella

  • valen

    La casa particolar realizzata con i lego trovo idea intelligente dal forte senso visivo, il  concetto di semplicità viene elevato a potenza ed esaltato, una povertà per certi versi di linee e forme, le costruzioni dei bambini che diventano architettura il bianco delle pareti che sa di spento e di sporco sembra per  quasi un plastico

  • paoletto

    la mostra di Milano in occasione dell’expo è di grande attualità, di stampone conoscevo gli abecedari, le installazioni interattive sono davvero fighe, anche la concezione dell’arte che come un gioco cerca di spiegare e di intrufolarsi nelle realtà e nelle relazioni sociali, farò di sicuro tappa a Venezia e andrò a visitare il padiglione Cuba, grazie per la segnalazione! PAoletto

  • eb
    • artribune

      Grazie per l’integrazione, è un contributo utilissimo! :)

      • Ma ci rendiamo conto che il tutorial spiega come costruire una casa del Lego? Cuba entra nel capitalismo preponendo un airbnb casereccio? Quindi? E’ una notizia? Se siete ironici non si sta capendo. Questa riflessione capitalismo/non capitalismo penso fosse cosa già bollita e sorpassata negli anni 80. A parte la superficialità dell’operazione: il concetto di airbbnb non necessariamente apre al capitalismo, se per esempio iniziano ad andare a Cuba persone con idee socialiste e comuniste nella testa. Veramente. Sono abbastanza allibito. Stampone Super PR

        • claudia cosalli

          sei un rosicone parli per luoghi comuni e senza conoscenza ma sei stata mai a cuba ? i tuoi scritti fanno ridere, ti hanno massacrato e preso in giro tutti ! di hanno dato dell’ artista fallito critico di serie b e ancora continui a scrivere superficialità

          Luca Rossi lo vedi come fai ehh lo vedi…..!! Eppure non sembri uno di serie B, ma ti comporti come la volpe che non arriva all’uva e si fa la biennale per i fatti suoi.. ops dice che acerba, non fare così.. sembri sempre il solito invidioso, l’invidia fa maleeeeee !! Poi sempre la solita pippa: Stampone è simpatico ma è pure (tuo malgrado forse) anche bravo, e ricaschi smpre là: Stampone e solstizio fanno progetti e laboratori con i bambini e le scuole di tutto il mondo, vincono premi e riconoscimenti dalla comunità europea di milioni di euro……un consiglio lascia da parte tue fissazioni da complottista da locanda e le tue teorie reazionare da tastiera, e inizia veramente a fare qualcosa per l’arte e l’artista con la A maiuscola…. per quanto riguarda Stampone il tempo ci dirà se avevi ragione, se è bravo o meno, per il momento vince lui e non puoi fare niente…. contano solo i numeri, e la qualità. ARRIVEDERCI

          • Whitehouse Blog

            Io credo che il tutorial della “casa particular’ dica tutto…a buon intenditor..
            Il mio è un atto d’amore verso Stampone. I rosiconi stanno zitti :)

          • luca rosicone

            caro Luca bianco non sei credibile perchè la tua ossessionata gelosia ( ormai malattia ) di manifesta per qualla che è di solito la gente non parla di cose inutile a cui non è interessato. Tana

            sei un rosicone parli per luoghi comuni e senza conoscenza ma sei stata mai a cuba ? i tuoi scritti fanno ridere, ti hanno massacrato e preso in giro tutti ! di hanno dato dell’ artista fallito critico di serie b e ancora continui a scrivere superficialità

            Luca Rossi lo vedi come fai ehh lo vedi…..!! Eppure non sembri uno di serie B, ma ti comporti come la volpe che non arriva all’uva e si fa la biennale per i fatti suoi.. ops dice che acerba, non fare così.. sembri sempre il solito invidioso, l’invidia fa maleeeeee !! Poi sempre la solita pippa: Stampone è simpatico ma è pure (tuo malgrado forse) anche bravo, e ricaschi smpre là: Stampone e solstizio fanno progetti e laboratori con i bambini e le scuole di tutto il mondo, vincono premi e riconoscimenti dalla comunità europea di milioni di euro……un consiglio lascia da parte tue fissazioni da complottista da locanda e le tue teorie reazionare da tastiera, e inizia veramente a fare qualcosa per l’arte e l’artista con la A maiuscola…. per quanto riguarda Stampone il tempo ci dirà se avevi ragione, se è bravo o meno, per il momento vince lui e non puoi fare niente…. contano solo i numeri, e la qualità. ARRIVEDERCI

        • claudia cosalli

          Isola dei Famosi ;
          Da quello che hai appena scritto si vede e si legge la tua disperazione e il tuo modo di essere. Mi sembra una risposta di un ruffiano di quarto ordine; vergognati artribune è un giornale serio, la necesità della critica! quale critica la tua? sei un artista fallito e un critico mancato leggiti l’articolo di Tosatti e impara come si scrive, per anni hai sempre criticato tutto e tutti, hai criticato artisti che da anni con coerenza e qualità a differenza tua lavorono e vivono di questo lavoro, sei il peggio del peggio, sei impreparato, non aggiornato e non scrivi mai niente di interessante rappresenti il peggio del gossip ma sopratutto sei disinformato e anacronistico antico non ci hai mai capito nulla, tutti gli artisti che hai criticato a differenza tua lavorono in tutto il mondo, per favore Artribune non gli rispondete neanche più a questo sficato, siete un cruppo di lavoro di qualità e quantità sono anni che vi leggo ma vi prego basta basta con questi personaggi improvissati che come gli opinionisti nell’isola dei famosi non sanno fare nulla e sono di cattivi esempi per i nostri figli .

        • luisa ardizzi

          Marzulli dice ; fatti una domanda e datti una risposta, ma sei troppo simpatico ! vuoi fare critica e poi ti chiedi se in questo video l’artista vuole essere ironico? troppo carino, solamente una persona con la tua creatività può pensare che questo video non è ironico, solo tu non l’hai capito, ormai sei il mio mito.

          https://m.youtube.com/watch?v=bldljCt9blQ

          • Whitehouse Blog

            Caro Giuseppe (quanti pseudonimi!), prima di girare il mondo a caccia di idee, ti suggerisco di rimanere immobile e rendere “particolare” prima di tutto la tua di casa :)

        • mark

          o Rossi ma sei stato mai a Cuba? sei entrato mai in una casa particular?Hai parlato mai con le persone che ci abitano o l’hai vista per la prima volta su google immagini dopo averlo letto su questo articolo?

          Continui su questa strada parli, parli parli e non consci, ti contraddici continuamente non leggi, non viaggi, non ti informi, a volte non capisci, a volte non ci arrivi proprio, però parli scrivi, fai dei confronti, intrecci dei concetti fai tanta confusione un prezzemolino caciarone un po’ peracottaro molto buffo ma molto casinista un simpatico pasticcione, realmente credevo fossi più intelligente ma ammetto che sei una delusione un consiglio lascia perdere, l’arte è un’altra cosa, prova con la Tv lo spettacolo, in questo momento di mediocrità puoi provare anche con la politica…potresti farcela anche tu dopo Razzi

        • Roberto Ago

          Caro Luca, era da un po’ che non mi immergevo nei commentari di Artribune e trovarti sempre in prima linea mi ha divertito e insieme intristito. Non posso dare torto a chi ti dica che hai abbastanza stufato. Lo so che sei in buona fede e condivido quasi sempre i tuoi giudizi, ma a che pro? La tua azione di grillo parlante è semplicemente inutile (o forse utile a te solo), come già ti dissi molto tempo fa. Se hai tutte queste energie e non ti pesa scrivere senza compenso, perché non confezioni un articolo al mese ben scritto e argomentato con quegli stessi strumenti che dilapidi nei commenti? Sarebbe molto più utile sia al pubblico che a te stesso, e sono abbastanza sicuro che i colleghi di Artribune ti verrebbero incontro. Al momento nessuno ha ancora mostrato il coraggio di fare una critica seria elargendo qualche direttiva ma soprattutto stroncando gli artisti e i loro mentori qualora lo meritino (altrimenti sono vaghe speculazioni), dunque, chi meglio di te? Vuoi spiegare all’Italia perché Stampone o Presicce (indico loro solo perché piattelli prediletti dal nostro) finiranno in un nulla di fatto come già tanti altri? Benissimo, fallo come si deve e senza esagerare in acredine. Chessò, due o tre artisti al mese, diciamo una riproposizione approfondita della tua Italian Area. Punteresti al primato di audience. Inoltre, criticare va bene ma non con l’autopromozione in allegato, è una caduta di stile che inficia sia la tua guerriglia critica che la tua credibilità di artista. Fossi in te mi darei a una critica seria e inflessibile punto, ma se proprio non vuoi rinunciare alla creatività promuovila sul tuo blog e basta. Un caro saluto! Bob

          • Whitehouse blog

            Grazie Roberto. In realtà questi commenti sono occasionali, e mai motivati da acredine verso la persona. Forse nemmeno all’artista, quanto ad un sistema intorno. L’auto promozione è un modo per non proporre solo una critica distruttiva, ma una critica che sappia anche indicare una via costruttiva. Io mi occupo di altro, il vero male per artisti e addetti ai lavori è una professionalizzazione forzata (che non non vuol dire non essere professionali).
            Proveró a fare ad Artribune la tua proposta. Grazie, LR

          • Ciao Roberto, ma scusa. Non è tutto promozione? Anche questo articolo promuove le opere di un determinato artista in una determinata galleria. Anche tu quando scrivi i tuoi articoli pensi ad una proposta organica e proponi nelle immagini delle tue opere. Allora smettiamola di nasconderci dietro ad un dito, e pensiamo alle tante voci (anche promozionali) come fossero portatrici di un confronto fertile. Il vero dramma è l’incapacità di fare le differenze tra le diverse proposte.

          • Roberto Ago

            Luca c’è modo e modo. Quando in un mio scritto appaiono anche delle mie immagini, che oltretutto non sempre si traducono in lavori da appendere al muro, stai sicuro che non si tratta di criticare alcun artista. Ci mancherebbe. E poi ultimamente viaggio verso tutt’altri interessi. Al contrario, l’indistinzione di ruoli che tanto sbandieri è il tuo problema numero uno, te l’ho detto mille volte. O critichi tutto e tutti spesso con cognizione, o ti autopromuovi dando l’esempio senza criticare nessuno. Le due cose assieme, invece, stonano necessariamente. Siccume credo che a livello di occhio sei messo molto meglio di tanti “curators” e sedicenti critici, se vuoi fare un buon servizio a questo Paese confeziona come si deve i tuoi interventi e limitati a commentare lo stretto necessario. Ora però ti devo salutare, stammi bene! R

          • Whitehouse Blog

            Caro Roberto,
            La mia critica è spontanea e naturale. Da questa critica sono discesi diversi progetti del fare. Perché oggi non puoi criticare senza tentare vie alternative. Tutti criticano tutto. È diventato troppo facile e agevole criticare. Vedi lo strumento dei social e di internet in generale. Il vero problema sono gli addetti ai lavori (giornalisti, direttori, curatori, critici, galleristi, ecc) che non capiscono quanto sia importante creare uno spazio di confronto. Io vengo ostracizzato. Anche da Artribune. Una situazione assurda, tipica italiana, per proteggere l’amico dell’amico.

  • eb

    il tutorial della casa particular di stampone

  • Massimiliano

    Questa idolatria forzata su Stampone la dice lunga. Vorrei sapere Stampone quanto paga per avere questi servizietti. Artribune vergogna.

  • eb2

    Il favoritismo sistematico di Artribune verso Tosatti e Stampone (tosone) da la nausea. Per opere e percorsi pretenziosi e mediocri. Questa è l’italietta, e il motivo per cui l’Italia non ce la può fare. In questi atteggiamenti subdoli c’è il verybello, dove tu mi assicuri visibilità e io appena posso ti do un banner.

  • angelaeco

    Non la voglio perdere

  • Giuseppe Stampone è un ragazzo simpatico e pieno di voglia di emergere. Pieno di energia. Ciò nonostante le sue opere e le sue teorie tra educazione e globalizzazione sono raffazzonate, imprecise e -francamente -pesantemente ritardatarie. La globalizzazione inizia negli anni 50 per poi coinvolgere anche il cosiddetto “terzo mondo” negli anni 90. Quello che sostiene il suo lavoro sono delle continue e incisive pubbliche relazioni. Questo stesso focus sembra abbastanza gratuito. Non so quale sia il fine, forse confondere le idee al collezionismo, ossia a sessantenni con i jeans color salmone. Siamo sempre davanti ad una generazione (man)tenuta in ostaggio da un “paese per vecchi”. Sempre molto interessante.

    • mario

      La globalizzazione inizia negli anni ’50, ma per chi è nato negli anni ’70 si trova a vivere oggi un concetto di globalizzazione nuova relativa ai recenti media di comunicazione. Vuoi forse dirmi che youtube esisteva già negli anni ’50? Mmm raffazzonata è la tua argomentazione e la scarsa conoscenza che hai della ricerca artistica di Stampone:
      He’s artistic quest represents the synthesis and formalisation of the concept encapsulated by the term Global Education.
      His artistic output ranges from interactive multimedia installations to monumental and participatory public art projects. Simultaneously, his work makes reference to the “reasons for doing” by dwelling on the aesthetic gratification that comes from drawing with a Bic pen.

      Stampone’s method is based upon the chain of relationships, collaborations, connections and participations developed through the Solstizio network he founded.

      Global Education is a meta-project and a “formal experience”. Its purpose is to act as a catalyst to a new culture, a vita activa (Arendt) to formulate grammatical trajectories which confront and question the understandings and unease of today’s world. On the other hand, it builds a world capable of reviving perception of experience within a new physical, mental and interactive dimension where the collective abrogates the suffering of the solitary individual and art becomes a collective binding agent thanks to the intimate core of our own experience.
      In this cyber age we are living in, knowledge becomes connective because everyone can interact, exchanging their own experiences with others in shared topics and areas of interest.

      “Global Education” is a project born into the light of these changes. It starts with alphabet primers drawn in Bic pen (school equipment par excellence), playing on popular themes, tags, symbols and images – often pertinent to historical facts or current events. These are followed by concept maps, slogans, interactive installations and tours in various countries of the world like the ones the artist organised for the Kochi and Havana Biennales (2012).

      Stampone’s work is a “formal experience”. If the form is closed and crystallised, experience of the form creates a discussion on the artist’s part within a community from which he requires interaction and participation.

      The various mediums adopted serve to intensify the urgency of the circumstances. For Stampone, the artist must return to placing ethical commitment before aesthetics, political activism in the everyday, and an urgent need to construct connective structures and platforms that are cognitive, tactile and transfiguring.

      His approach is nuanced and methodical, inviting the public to reflect on fundamental issues like immigration, access to water resources or war through such projects as Greetings from.. (2010 – present), Architecture of Intelligence (2007 – present), Acquerelli per non sprecare la vita (2006 – 2012) and Why? (2007 – present).

      Artists in the postmodern era are fairly certain of the idea of disaster and conflict: Stampone is aware that the challenge today is to spread information to the public and ensure that it is being discussed by people who want to learn more.

      An artist must gain experience on the front line, sharing the “social drama” of the people rather than merely citing impersonal links to remote experiences.

      The important thing is to demolish the mysteries of communication by juxtaposing the allure of a savant sign with the post-production of meanings and signifiers. A sign that interprets files of images and symbols downloaded from the internet, that fluid media archive we can all tap into, which contains “Great History” as well as the infinite stories of each and every one of us.
      Those are the stories that interest Stampone, and it is for this reason that he expanded “Global Education” to hands-on learning, involving people of all ages in the creation of a work. Sometimes he chooses a specific theme, other times he trusts in the free imagination of the people.

      In this sense, the artist defines himself as an “intelligent photocopier” because he captures people’s experiences and copies them onto an alphabetic grid to create participatory assemblies where he and the community use lateral thinking associations to decide together which word should be associated with a specific image. For example, the image of a gold ingot is matched with the ‘H’ of H2O; the image of Jesus to the ‘S’ of Superman etc.

      The Global Education project consists of a desire for a new literacy that is not given and created by a few for the many, but recreated through the active participation of people by way of a shared alphabet.
      Stampone will live in a place for a while (China, the USA etc.) and get to know the local people and schools. He is particularly interested in primary schools because he sees the energy of an uncontaminated and unstructured life in the children. He makes notes on their stories, then returns to his studio to work on the letters and maps born from the experience.

      He uses the ABC format because he seeks to reopen the dictatorial literacy we have been subjected to and rewrite it thanks to the experience and help of others. Stampone asks the local adults and children to help him, using them as an encyclopaedia to obtain as much information as possible, interpreting nothing but creating a narrative archive.

      Once the letters are ready, he displays them as slogans (e.g. Arbeit Macht Frei, 2012; Hasta la Victoria Siempre, 2011; Yes We can, 2012..) and georeferences them on his emotional maps. Furthermore, with these same letters he creates tourist guides that shatter standard impressions about specific places by relating the experiences of the local people involved. The Global Education dictionary contains over 100,000 images listed in alphabetical order, each corresponding to an individual participant. An atlas of emotions, with the first and last names of every person who contributed to the resetting of world geography against any sort of viewing dictatorship. A dictionary made up of people’s experiences, created with a customised alphabet that rewrites thoughts, places and stories.

      The workshop is an essential and integral part of an overall project dedicated to the training, education and teaching of art and life today, but also to the creation of a constructive journey with a transnational and Babel-like imprint that brings the problems, joys and sorrows of everyday life into view.

      Global Education is expanding thanks also to the Solstizio Network, founded by the artist in 2008:
      “Since I was a child, I’ve had to count on my own network to survive (I was born in a French banlieue, the son of immigrants). You can’t create a Network and you can’t invent one, either!

      These days, a lot of people think that the Network has replaced the word System. But the System is another world, with different dynamics and different rhythms. We have moved from the chronological and sequential perspective of the Renaissance to Tactile and Connective Cyberspace.
      The Network is “architecture of intelligence” (to borrow a term from Derrick De Kerckove); it’s the union of Mind, Body and Space, a public space made up of connections and sharing among different disciplines, methods, languages and media for the purpose of expanding our observation of contemporary reality.
      A Network is an Area of interest where individuals post their own private journal, in which ‘I’ becomes ‘We’ but the ‘We’ does not cancel out the identity of each single element making up the network.

      We need to move on from a ‘Technical’ perception of a network towards an anthropological techno-culture that includes everything and embraces difference.

      The artist is a politician who performs, who recreates a new Aesthetic of the everyday, using ‘Intelligence as an art form’. By intelligence, I mean the ability to feel and develop connections, hence Architecture of Intelligence: mind, body and space.
      McLuhan sees in artistic endeavour and the figure of the artist a Pioneer, someone who uses his antennae to perceive and anticipate – straddling the anomalous and future transformations.

      The outside and the inside coincide; the centre and the edges collapse and consequently no artistic project and no vision can escape the feeling that everything is closely related to us. This too means the end of perspective and the advent of Proprioception”

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      • Invece no. Ma non sarò certo io a fare un corso di aggiornamento sulla globalizzazione. Tra anni 50 e adesso è cambiata una sola cosa. E Stampone non sta lavorando su questa cosa. Ma se Artribune incensa Stampone e ostracizza le nostre iniziative, vorrà dire che Stampone è un genio.

        • mario

          Genio? Son daccordo con te!!!

        • Marco Enrico Giacomelli

          Vedi Luca, questo è l’ennesimo tuo errore: ragionare in maniera schmittiana, per amico/nemico, con contrapposizioni semplici nella loro dissonanza e monolitiche al loro interno. Per farti capire: non siamo noi contro di te. Innanzitutto perché non esiste un noi come lo intendi tu: esiste Helga, Massimo, Caterina, Arianna, Marta e via dicendo, per una lista di circa 900 nomi. Che per fortuna pensano ognuno con la propria testa. Quando Vincenzo Trione è stato nominato per il Padiglione Italia, abbiamo pubblicato mezza dozzina di editoriali: con altrettanti punti di vista diversi. Questo è Artribune, ti piaccia o no. In entrambi i casi, noi continuiamo così, sebbene sia faticoso. Certo è più semplice ribadire per anni tre concetti. A ognuno secondo i propri bisogni, ognuno secondo le proprie possibilità, come scriveva qualcuno un secolo e mezzo fa. Bonne chance.

          • Caro Marco Enrico, grazie per la tua risposta, che ormai considero un lusso. Vi ho proposto un articolo su biennale ed expo e non mi avete risposto. Vi abbiamo chiesto una mano per un progetto di divulgazione (MyDuchamp), ci avete detto ok, e poi più nulla. Quando nel bene e nel male andiamo a toccare questioni centrali come: il valore, il ruolo, il concetto di rivoluzione oggi, il “contemporaneo”, la necessità della critica per coltivare un senso critico che può servire ben oltre il piccolo sistema dell’arte, ecc. Non so. Io non ho mai avuto un atteggiamento negativo ma sempre costruttivo (anche nelle critiche), questo non da tre anni ma da sei anni. Non mi sto lamentando. Continueremo a comunicare con voi e a proporre punti di vista costruttivi e fattivi. Vedremo :)

          • arianna renzetti

            Da quello che hai appena scritto si vede e si legge la tua disperazione e il tuo modo di essere. Mi sembra una risposta di un ruffiano di quarto ordine; vergognati artribune è un giornale serio, la necesità della critica! quale critica la tua? sei un artista fallito e un critico mancato leggiti l’articolo di Tosatti e impara come si scrive, per anni hai sempre criticato tutto e tutti, hai criticato artisti che da anni con coerenza e qualità a differenza tua lavorono e vivono di questo lavoro, sei il peggio del peggio, sei impreparato, non aggiornato e non scrivi mai niente di interessante rappresenti il peggio del gossip ma sopratutto sei disinformato e anacronistico antico non ci hai mai capito nulla, tutti gli artisti che hai criticato a differenza tua lavorono in tutto il mondo, per favore Artribune non gli rispondete neanche più a questo sficato, siete un cruppo di lavoro di qualità e quantità sono anni che vi leggo ma vi prego basta basta con questi personaggi improvissati che come gli opinionisti nell’isola dei famosi non sanno fare nulla e sono di cattivi esempi per i nostri figli .

          • ahahaha. Ed invece il tuo commento dimostra proprio il contrario. In questi sei anni il blogs whitehouse ha affrontato nodi critici centrali:

            – ikea evoluta. Ossia caricare arbitrariamente di valore alcune opere d’arte, senza alcuna critica che potesse argomentare e motivare il valore dell’opera. Qualcosa di simile al caso Parmalat di fine anni 90 (p-art-malat). Questo non solo in italia.

            -la nonni genitori foundation ossia il fenomeno per cui le generazione dei nostri nonni e genitori mantengono (in tutti i sensi) in ostaggio le generazioni più giovani. Di artisti e non solo. Un vero ammortizzatore sociale per una paese in cui il ruolo di artista non è riconosciuto.

            – giovani indiana jones. Ossia la tendenza dei più giovani di citare incessantemente il passato, quasi per essere accettati in un paese per vecchi tramite una retorica passatista (arena, biscotti, andreottà calò, ecc).

            – un pubblico vero totalmente assente e abbandonato nel sistema dell’arte italiano. E quindi l’arte come opportunità persa e volutamente rimossa dal dibattito pubblico. L’assenza di divulgatori capaci che possano creare un ponte tra arte e pubblico. Un ponte che sia uno spazio di confronto non un dogma di pensiero.

            potrei andare avanti, cara arianna tosatti o arianna stampone :))))

          • mark

            Oh Luca Rossi ma perchè, perchè perchè? mi piacerebbe sapere perchè?
            Perchè fai così? Ti serve pubblicità? Hai bisogno che si senta o si legga da qualche parte il tuo nome? Credi davvero che fare così ti porti immagine, ti dia importanza ed onore?
            E ti rimetti sempre avanti tu, cerchi di riproporti in varie salse, ma realmente (forse ancora te lo ha detto nessuno) sei alla fruttaaaa !!! Poi ho capito che ormai soffri determinati artisti, e da questo si capisce il tuo disadattamento all’arte, non si capisce cosa vuoi fare e cosa vuoi dire, ti agiti e ti smuovi come un elefante affetto da uno schizzofrenia paranoide.
            E basta con le cose che hai fatto e che pensi siano buone..la gente se ne fregaaaaaaa

            Poi la risposta a Giacomelli…dire comica è fargli un complimento da una parte, dall’altra si nota quasi un voglia di adulazione sfrenata che rasenta il peggior leccaculismo italico, ma come, tu combatti, polemizzi, non perdi un colpo, poi appena trovi l’occasione diventi il cortigiano del sistema e dei suoi meccanismi… bhaaaa

          • viola flavis

            o Rossi ma sei stato mai a Cuba? sei entrato mai in una casa particular?Hai parlato mai con le persone che ci abitano o l’hai vista per la prima volta su google immagini dopo averlo letto su questo articolo?

            Continui su questa strada parli, parli parli e non consci, ti contraddici continuamente non leggi, non viaggi, non ti informi, a volte non capisci, a volte non ci arrivi proprio, però parli scrivi, fai dei confronti, intrecci dei concetti fai tanta confusione un prezzemolino caciarone un po’ peracottaro molto buffo ma molto casinista un simpatico pasticcione, realmente credevo fossi più intelligente ma ammetto che sei una delusione un consiglio lascia perdere, l’arte è un’altra cosa, prova con la Tv lo spettacolo, in questo momento di mediocrità puoi provare anche con la politica…potresti farcela anche tu dopo Razzi

          • francesco tiberi

            sei un ruffiano, la vergogna per tutta la categoria degli artisti. chi legge la tua risposta capisce quando sei nullo, artribune è un giornale serio e non deve più neanche risponderti, sei scivoloso e ruffiano altro che critica costruttiva parlerei di lingua corrotta, ma mi spiace per te ma non è colpa di nessuno del tuo fallimento e come artista e come critico. Voglio farti una domanda sincera;
            ma non è triste parlare sempre delle mostre fatte da altri ?, non è triste parlare dei lavori fatti da altri ? non è triste non poter mai parlare dei propri lavori o fare vedere le proprie mostre? ma perchè invece di parlare di garndi artisti non parli della tua miseria artistica?

          • massimo laghi

            Non capisco perché offendi le persone a caso. Io ho solo fatto una critica a questo progetto. Non ci vedo nulla di male. Anzi, l’artista dovrebbe apprezzare più questa critica rispetto a pacche sulle spalle spesso finte. Con questo passo e chiudo.

  • giorgio

    mamma mia che stress! alla biennale si passava davanti alla “casa lego” senza essere particolarmente attirati… poi facciamoci una domanda seria perché lui viene ospitato in un padiglione straniero pieno di artisti di altri paesi…. boh? mi trovo d’accordo con whitehouse blog, sarà pure simpatico come artista ma tra questa operazione biennale e la mostra a Bergamo, insomma! almeno li i disegni erano carini e fatti bene…vabbè spremiamo le meningi!!

    • mario

      dunque sei andato sia a Milano che a Venezia per vedere il “simpatico” Stampone, ma vorrei capire cosa hai visto, se spremi un po’ le meningi non ti fa male, l’arte dovrebbe servire anche a questo tipo di fitness!

      • giorgio

        quello che c’era da vedere… (casomai bergamo)… vuoi spremere le meningi anche tu? non capisco questo tuo appunto un po’ spigoloso… dai rilassati!

  • mark

    Luca Rossi lo vedi come fai ehh lo vedi…..!! Eppure non sembri uno di serie B, ma ti comporti come la volpe che non arriva all’uva e si fa la biennale per i fatti suoi.. ops dice che acerba, non fare così.. sembri sempre il solito invidioso, l’invidia fa maleeeeee !! Poi sempre la solita pippa: Stampone è simpatico ma è pure (tuo malgrado forse) anche bravo, e ricaschi smpre là: Stampone e solstizio fanno progetti e laboratori con i bambini e le scuole di tutto il mondo, vincono premi e riconoscimenti dalla comunità europea di milioni di euro……un consiglio lascia da parte tue fissazioni da complottista da locanda e le tue teorie reazionare da tastiera, e inizia veramente a fare qualcosa per l’arte e l’artista con la A maiuscola…. per quanto riguarda Stampone il tempo ci dirà se avevi ragione, se è bravo o meno, per il momento vince lui e non puoi fare niente…. contano solo i numeri, e la qualità. ARRIVEDERCI
    Mark

  • luana cura

    rispondi a Mark non scappare codardo che fai scappi appena non sai cosa rispondere ‘ sei troppo semplice troppo facile ormai tutti hanno capito il tuo trucco di serie c rispondi a quello che hanno scritto ;

    Oh Luca Rossi ma perchè, perchè perchè? mi piacerebbe sapere perchè?
    Perchè fai così? Ti serve pubblicità? Hai bisogno che si senta o si legga da qualche parte il tuo nome? Credi davvero che fare così ti porti immagine, ti dia importanza ed onore?
    E ti rimetti sempre avanti tu, cerchi di riproporti in varie salse, ma realmente (forse ancora te lo ha detto nessuno) sei alla fruttaaaa !!! Poi ho capito che ormai soffri determinati artisti, e da questo si capisce il tuo disadattamento all’arte, non si capisce cosa vuoi fare e cosa vuoi dire, ti agiti e ti smuovi come un elefante affetto da uno schizzofrenia paranoide.
    E basta con le cose che hai fatto e che pensi siano buone..la gente se ne fregaaaaaaa

    Poi la risposta a Giacomelli…dire comica è fargli un complimento da una parte, dall’altra si nota quasi un voglia di adulazione sfrenata che rasenta il peggior leccaculismo italico, ma come, tu combatti, polemizzi, non perdi un colpo, poi appena trovi l’occasione diventi il cortigiano del sistema e dei suoi meccanismi… bhaaaa

  • luigi meneghin

    bell’idea luana faccio la stessa cosa copio ed incollo la risposta di Mark
    rispondi a Mark non scappare codardo che fai scappi appena non sai cosa rispondere ‘ sei troppo semplice troppo facile ormai tutti hanno capito il tuo trucco di serie c rispondi a quello che hanno scritto ;

    Oh Luca Rossi ma perchè, perchè perchè? mi piacerebbe sapere perchè?
    Perchè fai così? Ti serve pubblicità? Hai bisogno che si senta o si legga da qualche parte il tuo nome? Credi davvero che fare così ti porti immagine, ti dia importanza ed onore?
    E ti rimetti sempre avanti tu, cerchi di riproporti in varie salse, ma realmente (forse ancora te lo ha detto nessuno) sei alla fruttaaaa !!! Poi ho capito che ormai soffri determinati artisti, e da questo si capisce il tuo disadattamento all’arte, non si capisce cosa vuoi fare e cosa vuoi dire, ti agiti e ti smuovi come un elefante affetto da uno schizzofrenia paranoide.
    E basta con le cose che hai fatto e che pensi siano buone..la gente se ne fregaaaaaaa

    Poi la risposta a Giacomelli…dire comica è fargli un complimento da una parte, dall’altra si nota quasi un voglia di adulazione sfrenata che rasenta il peggior leccaculismo italico, ma come, tu combatti, polemizzi, non perdi un colpo, poi appena trovi l’occasione diventi il cortigiano del sistema e dei suoi meccanismi… bhaaaa

  • artribune

    Cerchiamo tutti di riportare la discussione a monte: alle opere, prima ancora che all’artista. Questa critica della critica della critica non è costruttiva, anzi: è un dispendio di energie collettive. Grazie!

    • Sono d’accordo. Io mi focalizzerei sulla “casa particular” e sul suo rapporto con la globalizzazione. Non vedo in questa intuizione una novità o una visione inedita delle cose. Il concetto dell’ospitalità “in casa” è qualcosa di diffuso in tutto il mondo (airbnb), ed è una pratica trasversale che non è né buona né cattiva. Non si capisce dove l’artista voglia arrivare. Penso che ci sia una grossa confusione di fondo, da parte di Stampone, nel rapportasi con il concetto di globalizzazione e di artista ai tempi della globalizzazione. Ossia il nostro vuole proporre un Cattelan che applica il metodo Montessori. Senza che sia chiaro cosa intende per “educazione globale”, concetto fumoso quanto scivoloso. Non viviamo nel villaggio globale, i localismi mantengono caratteristiche proprie e caratteristiche condivise.

    • Ignazio

      E’ un lavoro molto debole su.

  • Giuseppe Stampone

    Finale Champions 2015, 9 anni dopo la rinascita della Juve si completerà a Berlino
    gooooooollllllllllllllllllllllllllll Siamo in finale !
    Godoooooooooooooooooooooooo

    https://m.youtube.com/watch?v=zXA3Q-SsUCU

  • sabatino marco di salvatore

    Voglio Citare senza molte chiacchiere un “Genio” ke da un piccolo paese (Modena)ha Creato un “MITO” riconosciuto in Tutto il Mondo un esempio di Made in Italy x eccellenza di cui esserne fieri:” IN ITALIA TI PERDONANO TUTTO TRANNE IL SUCCESSO”( ENZO FERRARI)…Buon divertimento!!!