Giuseppe Pietroniro e lo spazio come illusione. L’artista romano è il nuovo ospite dei Martedì Critici al Macro

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Giuseppe Pietroniro - Modular l’opera - veduta della mostra presso lo Studio Geddes, Roma 2014 - photo Davide Franceschini

Giuseppe Pietroniro – Modular l’opera – veduta della mostra presso lo Studio Geddes, Roma 2014 – photo Davide Franceschini

Nato a Toronto nel 1968, ma formatosi a Roma, Giuseppe Pietroniro lavora con diversi linguaggi,  sfruttando l’idea di intersezione e di dialogo concettuale tra forme, luoghi, prospettive. Passando dalla fotografia al disegno e l’installazione, Pietroniro sviluppa interventi ambientali, spesso minimali, volti a modificare la percezione dello spazio, minando la certezza dello sguardo e la consuetudine dell’attraversamento. Ciò che è familiare diventa improvvisamente estraneo, tra seduzione ed inquietudine. Specchi, vetri, superfici metalliche, giochi percettivi, sono il suo arsenale semplice e a un tempo raffinato, utile per innescare disorientamenti sottili. Una poetica del dubbio e dell’ambiguo,  praticando sfondamenti, aperture, moltiplicazioni, illusionismi, spostamenti. Senza mai perdere, nell’estremo rigore formale, la solennità e l’apparente coerenza dell’architettura, delle geometrie, delle luci cristalline.
Pietroniro, tra i protagonisti più noti della scena romana, sarà al centro del palco dei Martedì Critici, il 26 maggio, insieme ai due curatori, Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti. L’appuntamento è a Roma, presso la Sala Cinema del MACRO, dove l’artista ha in corso – fino al prossimo 26 luglio – una personale dal titolo “È come se nulla fosse…”, per la rassegna Appunti di una generazione #1.

 – Helga Marsala

I Martedì Critici – Giuseppe Pietroniro
a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti
26 maggio 2015, ore 18
MACRO – Via Nizza, 138, Roma
www.museomacro.org
www.imartedicritici.com

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