Cinque Monet conducono l’asta di Sotheby’s a New York che si chiude a 368 milioni di dollari. E un paesaggio di van Gogh segna record dal 1998

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Vincent van Gogh, Allee des Alischamps (1888)

Vincent van Gogh, Allee des Alischamps (1888)

È il momento d’oro di Monet e la evening sale di Sotheby’s che si è svolta ieri a New York l’ha ribadito con numeri a sei zeri. Dei 368,3 milioni di dollari incassati a fine serata, 115 milioni – quasi un terzo del totale – è stato raggiungo solo dalla vendita di cinque dipinti del pittore impressionista. Prima tra tutte, la tela del 1905 della serie delle Ninfee che ha sorpassato le stime di prevendita, attestandosi sui 54 milioni di dollari, secondo record più alto per Monet dopo gli 80,5 milioni che Christie’s vanta dal 2008 per la vendita di un’opera dell’artista francese. Anche la veduta veneziana di Palazzo Ducale sul Canal Grande del 1908, ha superato le previsioni ed è stata battuta per poco più di 23 milioni di dollari.
A dare la spinta decisiva all’asta assieme ai Monet, è stato l’olio su tela di Vincent van Gogh L’Allée des Alyscamps: il paesaggio del 1888 è stato conteso da ben cinque collezionisti, tra i quali l’ha spuntata infine un privato asiatico, con un’offerta finale di 66,3 milioni di dollari: la cifra quintuplica la valutazione d’asta che fu fatta del dipinto nel 2003. Per di più, era dal 1998 che un quadro di van Gogh non raggiungeva un prezzo d’asta così elevato.
La evening sale è stata la seconda serata più fruttuosa nella storia della casa d’aste inglese per l’arte moderna e impressionista, dopo la memorabile vendita newyorkese dello scorso novembre in cui Sotheby’s ha incassato ben 422,1 milioni di dollari. Tra questa sfilza di numeri, si aggiunge che molte delle opere in catalogo erano fuori dal mercato da oltre cinquant’anni e che più del 30 per cento degli acquirenti della scorsa serata sono di origine asiatica e sono proprio loro che portano a casa tre dei cinque top lot dell’asta. È l’ennesima conferma del grande potere d’acquisto dell’Estremo Oriente nel mercato mondiale.

Marta Pettinau

 

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