Che mondo sarebbe senza la Biennale di Venezia?

Una serie di video prodotti da Art.sy e UBS mette insieme storie e opinioni di artisti, curatori, visitatori, protagonisti della Biennale di Venezia. Un ritratto di una grande istituzione culturale, intodotto da questo short film, che ne ricostruisce in breve la vicenda. Ponendo un quesito: come sarebbe il mondo senza la Biennale?

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Che cos’è – e quando nasce – la Biennale d’Arte di Venezia? Prova a rispondere, tra ironia, sintesi e un’infilata di flashback, il cortometraggio girato da Oscar Boyson e promosso da Art.sy e UBS, appena lanciato in rete per annunciare “Behind the Biennale,” serie di short film che svela le storie di artisti, curatori, visitatori, senza dimenticare lo sguardo e la percezione dei veneziani.
Con uno speach rapidissimo e un montaggio altrettanto spedito, il video ripercorre a volo d’uccello i 120 anni della più antica e prestigiosa esposizione internazionale d’arte. Un’occasione per le singole nazioni di affacciarsi sulla scena mondiale, definendo (o rimettendo in discussione) il proprio immaginario e la propria identità, tra rivolgimenti politici ed evoluzioni culturali.

La Biennale di Venezia, padiglione centrale

La Biennale di Venezia, padiglione centrale

E alla fine la domanda portante è una: “come sarebbe il mondo senza la Biennale?”. Pensiero impossibile, come rivelano i sorrisi imbarazzati e gli occhi sgranati dei curatori intervistati? Perché in fondo è come chiedersi cosa sarebbe il XX secolo senza il lancio dei manifesti anti-biennale di Marinetti, da un balcone di Piazza San Marco, senza la scoperta di figure come Pollock, Klimt, Modigliani o Picasso, o anche senza le performance di pionieri come Abramovic e Ulay… E se in tanti, tra i profani, farebbero spallucce, a volerci pensare sul serio monta una vertigine strana: senza la Biennale il Novecento non sarebbe stato lo stesso. Eretico, convulso, audace, controverso, fragile e introspettivo, rivoluzionario ed inquieto, come le grandi immagini contemporanee lo hanno definito e raccontato. Secolo accelerato e breve, nel nome dell’arte e del suo segno indiscreto.

Helga Marsala

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