Cannes Updates: chiamatelo “flatgate”. Storie di tacco e punta: si infittisce il caso delle scarpe che non sono ammesse sul red carpet

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Cannes

RED CARPET VIETATO AI TACCHI BASSI
Le polemiche legate alla storia delle scarpe alte ancora non è chiusa. Da quando ad alcune signore di mezza età è stato vietato l’ingresso via red carpet alle proiezioni di gala, la discussione non si è ancora placata e sembra che invece stia prendendo le fosche pieghe della discriminazione di genere. Sebbene non ci siano regole scritte che impongono tacchi alti, le guardie che vigilano l’entrata del tappeto rosso hanno bloccato delle donne con allacciati bassi paillettati. Il direttore artistico Thierry Fremaux si è subito lanciato in un disclaimer, dove scaricava la patata bollente direttamente sulla security, colpevole di aver frainteso le istruzioni relative all’etichetta.

FESTIVAL DI CANNES CODIFICATO E GERARCHICO
Non è una novità che il Festival di Cannes sia uno dei più codificati e gerarchici del mondo: esiste infatti il regolamento che obbliga a vestiti formali, ma non accenna al tipo di complementi vietati. La normativa esige anche abito nero per fotografi e cameraman, regole che se si vuole accedere alle pedane devono tassativamente essere osservate, pena il divieto assoluto di ingresso e nota di richiamo dell’organizzazione. Le guardie accusate sono le stesse che al rientro dal pranzo al Castello hanno sequestrato i regali del Sindaco, perché “l’editto del giorno non permetteva l’ingresso di liquidi nel palazzo del cinema”. La transizione dallo zelo delle guardie, alla discriminazione di genere non è chiaro come sia avvenuta, perché all’improvviso l’opinione pubblica ha cominciato a parlare di uguaglianza, contando il numero dei film a regia femminile contro quelli del sesso opposto.

POLEMICA ESPLOSA PROPRIO IN UN ANNO DEDICATO ALLE DONNE
Fremaux, che ha sentito il suo Festival preso di mira ingiustamente, in un anno poi dedicato proprio alle donne, si è lamentato che questi conti nessuno li ha mai fatti sulla line up di Venezia, Berlino o sugli Oscar. Ciò nonostante, alcune rappresentanti della falange femminile si sono scagliate in difesa della categoria: l’Oscar Andrea Arnold, per esempio, ha detto ”ho avuto due film in selezione, spero non soltanto per equilibrare le quote femminili”. D’altra parte un festival come Cannes è anche glamour, e se qualcuno decide di presentarsi con le pantofole della nonna può passare dal retro, senza necessità di avere i suoi quindici minuti di celebrità. Eppure da Hollywood a Bollywood ormai la crociata è iniziata e sembra tutt’altro che destinata a chiudersi col Festival.

Federica Polidoro

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