23 maggio, l’Italia ricorda Giovanni Falcone. E Palermo ci prova anche con l’arte pubblica. Prendendo due brutte cantonate. Opere abusive? Macché…

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Salvatore Gottuso, 17 e cinquantotto, 2015

Salvatore Gottuso, 17 e cinquantotto, 2015

ANTIMAFIA E ARTE “ENGAGÉ”
Palermo e il brutto dell’antimafia. E non c’entrano, stavolta, considerazioni politiche in chiave sciasciana, tra ambigui “professionisti” del settore. Qui parliamo d’arte e impegno civile. E di comunicazione. Perché per quanto sacrosanta possa essere una causa, niente – tantomeno un tema sociale – giustifica un’opera brutta, scadente, fuori luogo. La delicatezza è d’obbligo, quanto la qualità.
Trascorso questo 23 maggio in mezzo ai consueti slogan, alle cerimonie, le citazioni e i ricordi commossi, resta l’eco di quell’esplosione sulla Palermo-Capaci, rinnovata ogni anno. E poi restano, nel mucchio, certe iniziative mediocri, inspiegabilmente promosse e autorizzate.

Giovanni Falcone

Giovanni Falcone

UN RICORDO SPLATTER PER GIOVANNI FALCONE E LA STRAGE DEL ‘92
Tra il 22 e il 24 maggio, mentre tutta l’Italia ricordava Giovanni Falcone, il giovane “maestro scultore” – così ufficialmente definito –  Salvatore Gottuso piazzava la sua installazione dal titolo 17 e cinquantotto a Palermo, sulla centralissima via Cavour, a due passi dal Teatro Massimo. Un perimetro di macerie, con un manichino-salma coperto da un lenzuolo e i resti della deflagrazione intorno. Inclusi brandelli di corpo, macchie di sangue e porzioni di lamiera. In poche parole: la gratuità dell’orrore, il cattivo gusto, la voglia – dichiarata – di “aggradire” emotivamente  il passante. Nessuno spostamento concettuale, nessuna finezza intellettuale, trasposizione simbolica o seduzione narrativa. Semplicemente la brutta copia di un evento tragico, scimmiottato con attitudine splatter. La domanda è: ma perché? E soprattutto, com’è possibile siano stati concessi i permessi, con tanto di partecipazione all’opening di alcuni consiglieri comunali? Agghiacciante, tour court.

STREET ART IN MEMORIA DI NINNI CASSARÀ
Più digeribile, ma altrettanto evitabile, l’episodio che ha riguardato il liceo linguistico palermitano Ninni Cassarà, dove in questi giorni è spuntato un murale dedicato al commissario di polizia, vittima di mafia trent’anni fa. L’autrice, che ha cercato di tradurre in pittura alcune suggestioni elaborate dagli studenti, si chiama Marisa Polizzi, ex studentessa dell’Accademia di Belle Arti. Di murales progettati nelle scuole se ne vedono sempre più spesso; ed è, in generale, una pratica intelligente, fortemente educativa. Nei casi migliori, almeno. Laddove esiste un percorso didattico adeguato, ma soprattutto il talento di un artista, la sua testimonianza esemplare e la bellezza del suo lavoro. In questo caso, invece, l’istituto palermitano si ritrova in dono un wall painting malamente tirato via, dal sapore amatoriale, tecnicamente e iconograficamente debolissimo.

Marisa Polizzi, murale per la scuola Ninni Cassarà, Palermo

Marisa Polizzi, murale per la scuola Ninni Cassarà, Palermo

Inaugurato anch’esso il 23 maggio, il muro nasce nell’ambito del progetto S.O. S. Scuola lanciato da L’Alveare Cinema, in collaborazione – addirittura – con il Ministero dell’Istruzione: a proposito di garanzie istituzionali.
In definitiva, che bisogno c’è di tanti murales, di tanta arte urbana, di tante installazioni a cielo aperto, quando la qualità manca? E perché mai le amministrazioni pubbliche rinunciano alla selezione e al controllo, addirittura sponsorizzando senza alcun criterio? La retorica del bene comune e dello spazio pubblico si lascia dietro, sovente, un’insopportabile scia d’approssimazione. Dimenticando che se l’arte è sempre eccellenza, quella engagé viaggia su un crinale difficile. Il populismo è un’altra storia. Il dilettantismo anche.

Helga Marsala

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  • BioArt.Lab

    Cara Helga Marsala,non è che si faccia definire Maestro scultore, ma quello è proprio il titolo che l’Accademia di belle arti sezione marmo di Carrara (Toscana) ha conferito col massimo dei voti di laurea proprio al MAESTRO SCULTORE SALVATORE GOTTUSO!!!
    Non posso dire lo stesso di lei e del ruolo che ricopre come critico d’Arte, poiché la sua biografia (che così orgogliosa di autocompiacimento sbandiera su internet) non fa riferimento a nessun titolo di studio credibile che possa attribuirle questo pesante ruolo di critico.
    Per titolo credibile si intende minimo una laurea in storia dell’arte o nei rami delle belle arti, in modo da poter identificare ed analizzare meglio un’opera per appunto essere un critico.
    Saremmo proprio curiosi di sapere se appunto possiede un titolo professionale atto a giudicare un’opera e ad analizzarla nella realizzazione scenico/pratica e cercare di identificare il messaggio che un linguaggio artistico diverso vuol lanciare più che cadere nella scarsa ideologia da comune passante di strada.Sempre se ha i titoli atti ad un critico.
    Perchè non ha fornito una critica all’installazione in se (come un critico dovrebbe limitarsi a fare), ma ha diffamato l’artista e puntato il dito sugli enti pubblici svariate volte, questo ci induce a pensare che il suo articolo sia solo un attacco più politico (cosa che non ci appartiene) che di caratura artistica culturale.
    Pertanto la esortiamo pubblicamente a curare più l’aspetto di analisi dell’opera che il contesto demagogico… Da quando la rappresentazione della realtà è fuori luogo o di disgusto??
    In una Palermo sempre più decadente in qualità artistica, non ci meravigliamo se anche i critici siano ancor peggio di pseudo artisti che sponsorizzano facenti parte delle solite nicchie ristrette e raccomandate dalla politica !!Per caso questa iniziativa promossa non è piaciuta a terzi a cui lei non può dire no?
    Presto anche la redazione riceverà il comunicato ufficiale e non solo.

    • Marco Enrico Giacomelli

      Accidenti, allora dobbiamo dire ad Achille Bonito Oliva, giusto per citare un nome, che non è un critico d’arte, essendosi laureato in Giurisprudenza. Poverino, e lui che credeva il contrario. Sarà una delusione.

      • BioArt.Lab

        Direi che il confronto con Oliva sia un po eccessivo, sopravvalutato direi,non pensa ?Poi sarà che per chi crea con le proprie mani è più credibile una critica negativa da chi fa altrettanto che sicuramente sarà più costruttiva, che da chi invece sa solo dialogare e avere padronanza della scrittura, certo poi ci sono le eccezioni, ma non penso proprio riguardino la persona in questione.
        Sa Marco Enrico Giacomelli, penso che questo articolo sarà quello con più commenti della sua collega, almeno alzerà il suo indice di “ZERO” commenti rispetto agli altri … segno che o sono perfetti o magari non li legge nessuno, chissà!
        Ad ognuno il beneficio del dubbio.
        Lei è il vicedirettore vero?

        • angelov

          Penso che sia necessario rispondere a dei commenti così aggressivi, che sostanzialmente esprimono un punto di vista con il quale sarebbe più giusto stabilire un contatto, che semplicemente cestinare, come purtroppo succede spesso.
          Se fosse necessario essere laureati, per poter scrivere d’Arte, poiché per comprendere i supposti ma non certi arcani dell’espressione artistica sarebbero necessarie delle conoscenze approfondite ed esoteriche, e quindi anche per fruirne semplicemente da parte degli spettatori, un qualche orientamento o privilegiata attitudine, allora l’arte visiva sarebbe una forma d’espressione di serie B, rispetto alle arti letterarie.
          Capisco che nel Sud dell’Italia, è più facile conseguire una Laurea di quanto non lo sia al Nord, e quando l’hai conseguita, è come se ti avessero rilasciato la “Licenza di uccidere”; ma ciò non deve giustificare un tono così perentorio e intimidatorio.
          E’ facile dire mafia, ma il fenomeno è molto più complesso e va ben al di la delle più fervide immaginazioni e fantasie, tanto è vero che spesso si rivelano mafiosi dei comportamenti che avevano tutta l’apparenza di non esserlo fino al momento in cui non sono stati smascherati.
          Per quanti riguarda poi il Maestro scultore in questione, andrebbe detto che persino i più grandi artisti del passato e viventi, a volte sono incappati in incidenti di percorso, sopra i quali sono stati stesi veli pietosi, come quello appunto dell’istallazione commentata in questo articolo.
          Finirò con una provocazione: il Nord ama il Sud, e si aspetta perciò da esso che porga l’altra guancia…e ciò è forse anche vero viceversa.

          • BioArt.Lab

            Angelov, commenti aggressivi?Perchè l’articolo pubblicato è stato più leggero? si sta sviando il vero concetto iniziale, qui si sta parlando ed è agli occhi di ogni critico (vero) d’arte che ne capisce, artista, professore o giornalista che l’articolo scritto di professionale non ha nulla!!! Ripeto non si è analizzata l’opera ma si è diffamato gratuitamente e attaccato chi ci ha autorizzati, di critico non ho letto NULLA!SCADENTI!!! Smettiamola con la disinformazione comodista e di parte, un critico che dovrebbe avere buon occhio ed essere un buon osservatore, non si accorge che ci sono 2 cavalletti informativi?un tavolo con opuscoli con tanto di biografia e relazione dell’opera a spiegazione del pensiero che si vuol trasmettere? e si limita a scrivere “nessuna seduzione narrativa?” — Qua si è al limite del ridicolo, la verità è che nei 3 giorni di esposizione, questa fantomatica critica di nome Helga Marsala, noi, non l’abbiamo mai vista, in più l’intervista che ha postato in articolo, non è della redazione Artribune ma fornita ad un operatore GDS… è facile fare qualcosa col lavoro altrui e montare a piacimento, perché non veniva lei a fare qualche domanda??Che ripeto, mai vista!!! Quindi si scredita volutamente una persona, tramite video e foto acquisite da terzi, tramite interviste mai fatte, di non presenza attiva e soprattutto con l’arroganza di non avere ripercussioni???FOLLIA PURA E INCOPETENTE!!!ora rispondo anche alla sua ipotesi formulata … un artista non ha bisogno di titoli o altro per esprimersi, ci trova completamente d’accordo, perché è lui che crea, lui si mette in gioco, l’espressione non ha cultura … ma un critico no!!! Un critico per giudicare l’operato, il pensiero e alle volte l’indole di qualcuno che si mette in gioco, allora bhe, scusi, ma si pretende lo studio se non crei attivamente … una critica senza analisi creata in maniera bigotta da una persona senza titolo della materia non farebbe piacere a nessuno leggerla.. Per noi l’artista è anche il meccanico sotto casa che con un linguaggio diverso si esprime, ma ad opera d’arte appunto!! Perché non tutti lo sanno fare!! L’arte a Palermo è diventato un comizio … non rispondo neanche al suo pensiero fra Laurea al nord o al sud, poiché lo ritengo davvero infantile e privo di ogni elemento di cui tener conto!!

          • BioArt.Lab

            Perché poi, mi scusi, seguendo la sua logica, anche una persona senza aver mai letto un libro o aver studiato, ma con gran cervello, allora oggi potrebbe essere un critico d’Arte???? Cioè una persona adopera anni se non decenni della propria vita ad approfondire, plasmare e sacrificare il proprio tempo per ciò in cui crede e per come vuol dialogare al mondo, per poi essere giudicato e magari troncato di netto da qualcuno senza un titolo??? RIPETO FOLLIA PURA!! SI VAGHEGGIA …

          • artribune

            Lei sta trascurando due elementi fondamentali in un qualsiasi dibattito critico o culturale, anche il più acceso:
            – le buone maniere, motivo per cui accettiamo volentieri il confronto con il signor Bonanno e SOS Scuola che hanno sì sollevato dubbi sull’articolo, ma senza permettersi di attaccare personalmente un membro del nostro staff di redazione,
            – il fatto che la nostra collega – professionista al pari di tutto lo staff, perché scrivere d’arte significa leggere d’arte, guardare arte, pensare d’arte al di là delle ore richieste a sostenere un qualsiasi esame universitario, trattandosi dell’impegno di una vita che precede e segue qualsiasi titolo di studio – ha comunque espresso una critica alle due opere, spiegando in quali aspetti estetici risultano a suo giudizio manchevoli. Un giudizio sintetico, ma che ha motivato in entrambi i casi.
            Assolutamente non motivate sono invece le sue illazioni nei confronti della persona di Helga Marsala, neppure più dell’articolo.
            E con questo, siete pregati vivamente di partecipare al dibattito in modo meno offensivo per gli altri partecipanti, a cominciare dagli autori.
            Grazie.

          • BioArt.Lab

            Ripetiamo per la milionesima volta che nessuna analisi critica è stata formulata nell’articolo e che la Signora Helga Marsala non ha alcun titolo professionale a giudicare nessun tipo di opere d’Arte, nel momento in cui si limita a personali ed insulsi metri di giudizio non contestualmente analitici ne professionali ma esclusivamente forme visive e privedi ogni contradditorio veritiero … siete nella posizione di una critica diffamatoria denunciabile, vi preghiamo di a partecipare voi ad una riflessione e modifica dell’articolo con più consoni metodi di critica …
            buona serata

      • BioArt.Lab

        Ah e comunque Achille Bonito Oliva era anche insegnante di storia dell’Arte, conseguì dopo Giurisprudenza tale laurea!!Sarà deluso di essere mal ricordato da lei :)

  • Gentile Helga,
    intanto grazie per
    aver parlato del murale di S.O.S. Scuola, lo riteniamo comunque un
    dato positivo visto il valore della testata Artribune che seguiamo
    con grande interesse. Per la stessa ragione tuttavia sentiamo la
    necessità di dovere sottolineare pubblicamente alcune note di
    disinformazione che ci auguriamo siano dovute a occasionale
    superficialità, che francamente è un po’ l’atmosfera generale che
    si respira anche nelle scelte stilistiche della sua scrittura e della
    sua critica. Innanzitutto il murale, come largamente documentato dai
    comunicati stampa e dagli articoli dei suoi colleghi, è dedicato
    alla memoria di Ninni Cassarà e di Roberto Antiochia. Le sembrerà
    un dettaglio, ma per chi ha immaginato e costruito l’evento del 23
    maggio (studenti, volontari palermitani e non, artisti, familiari
    delle vittime di mafia) non lo è affatto, perché vede cara Helga,
    il murale non è solo un esercizio di stile per addetti ai lavori ma
    una pratica di memoria e impegno antimafia, reale e lontanissima
    dalla retorica stucchevole che troppo serpeggia nelle commemorazioni
    e che in tutti i modi abbiamo voluto evitare. Ha dimenticato di
    citare un ragazzo di 22 anni morto in un giorno di ferie, il 6 agosto
    di trent’anni fa, ed è una leggerezza che da una testata come
    Artribune ci sarebbe volentieri risparmiati. Stessa leggerezza (e ben
    più grave dal punto di vista deontologico) che ha dimostrato
    decidendo di scrivere un articolo senza aver visto l’opera, se non in
    foto. Leggerezza che ha dimostrato pubblicando, su un articolo in
    negativo, una foto con due minorenni presa dai social network. Sia
    chiaro, i giudizi sono leciti, e non li discutiamo, ci sarebbe
    piaciuto che fossero meglio argomentati, anche solo per puro gusto
    giornalistico. Se fosse venuta a trovarci o se ci avesse contattato,
    le avremmo spiegato degli “incidenti di percorso” che ha dovuto
    superare l’artista Marisa Polizzi, generosa volontaria fin dai tempi
    del primo cantiere del progetto S.O.S. Scuola al Liceo Cassarà
    (ormai un anno fa), decidendo di presentare l’opera al pubblico se
    pure incompleta nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci.
    Il murale, nello spirito del progetto S.O.S. Scuola, è in divenire,
    ma lei appunto non poteva immaginarlo, ce ne rendiamo conto. Altre
    due annotazioni ce le concederà: la prima riguarda il progetto
    S.O.S. Scuola che scientemente ha deciso di non raccontare nel suo
    articolo (dando l’idea che fosse legato solo a un evento sporadico,
    quando invece è un progetto che dura da un anno e che ha vinto il
    Civi Europaeo Premium, solo per dirne una, e che è oggetto di una
    web serie coprodotta da Rai Fiction), le suggeriamo di visitare il
    nostro sito http://www.sosscuola.com
    per capirne qualcosina in più, non è difficile, serve solo un po’
    di curiosità. La seconda riguarda la collaborazione con il “MIUR”
    che è legata all’evento stesso del 23 Maggio, la manifestazione
    “Palermo chiama Italia” come avrà letto sui giornali. Ultima
    considerazione, che è una nostra curiosità, ma cosa intende quando
    dice che le “istituzioni” dovrebbe controllare “l’arte”? E’
    un retaggio dal gusto fascista che rispediamo al mittente. Ci
    auguriamo di aver capito male e la invitiamo a visitare il Liceo
    Linguistico Ninni Cassarà, se ha memoria di quello che era un tempo
    siamo sicuri che sarà una bella sorpresa. Un caro saluto.

    • Helga Marsala

      Gentilissimi, ribadisco l’apprezzamento per il vostro impegno e per i progetti che state portando avanti. Ciò non toglie che questo specifico lavoro pittorico lascia a desiderare, a mio modesto parere.
      Mi spiace per l’omissione su Antiochia, aggiungo il suo nome al testo, è giusto. Non è un dettaglio.

      Quanto all’esercizio di stile, non capisco cosa intende: ci sono tanti artisti bravissimi e con solidi curriculum che fanno murales in spazi pubbici (anche scuole) e si dedicano a progetti sociali, una cosa non esclude l’altra. Il fatto che alla base ci sia un’intenzione didattica o commemorativa non può giustificare l’approssimazione o la mediocrità, altrimenti semplicemente si sceglie di non usare l’arte come linguaggio. La buona arte non è esercizio di stile: è buona arte. E basta.

      Sarei venuta volentieri all’inaugurazione, ma non sono stata invitata. Ho appreso la notizia dal vostro sito e da qualche testata locale. E naturalmente mi sono documentata. Ho abbastanza esperienza per capire da una serie di buone immagini che pittura sto guardando e di valutare un artista, cosa che chi fa il mestiere si ritorva a fare di continuo, all’interno di concorsi, progetti, bandi, e naturalmente col lavoro di critica. Vedere da vicino l’opera? Sì, se avessi dovuto fare una recensione approfondita. Ma per una notizia di questo tipo possono essere sufficienti le immagini. E purtroppo non credo di trovarmi di fronte a un’artista di alto livello (magari migliorerà nel tempo, è solo un problema di esperienza), nè ad un buon muro. Resta naturalmente una mia valutazione personale, di cui mi assumo la responsabilità.

      Sull’ultimo passaggio, la rassicuro: nessun rigurgito fascista. Intendo solo dire che le istituzioni prima di finanziare, patrocinare o avallare progetti, dovrebbero essere in grado di valutarne la qualità. Cosa che non accade sovente. Poi, da privati cittadini, in spazi privati, ognuno faccia quel che crede. Ma le Istituzioni hanno il dovere di promuovere qualità e merito là dove ci si trova nella dimensione della collettività. Tutto qua.
      E mi creda: apprezzo il vostro lavoro. Che continuerò a seguire. Il mio consiglio (che può anche cestinare immediatamente) è solo di migliorare un po’ l’aspetto artistico. Non c’è niente di male a dirlo.

      Un caro saluto,
      Helga

  • Luca Bonanno

    Un tempo esistevano giornalisti che si prendevano la briga di recarsi sui luoghi oggetto delle loro critiche prima di esprimere pareri o sentenziare verdetti pressappochisti. Cara Helga, adesso ti scrivo in qualità di coordinatore SOS scuola per il Sud Italia e ovviamente lo faccio in relazione a quanto hai scritto sul murales realizzato da Marisa Polizzi. Se ti fossi degnata di venirci a trovare a scuola, avresti scoperto innanzitutto che il murales (di 14 x 5,30 metri) ha avuto un tempo di lavorazione di appena dieci giorni e questo purtroppo non è dipeso da noi. Inoltre è anche venuto giù il diluvio per tre giorni e quindi non è stato possibile completarlo come si deve, anche mettendoci tutto l’impegno possibile. Nonostante ciò, abbiamo deciso comunque di non annullare l’inaugurazione prevista per il 23 Maggio, in quanto Sergio Cassarà, per la prima volta, ha deciso di presenziare ad una commemorazione legata a suo fratello Ninni, e questo lo ha fatto proprio per l’assenza totale di passerella politica e di retorica celebrativa. Il murales aveva e ha una funzione ben diversa rispetto a quella enfatizzata nel tuo articolo. Il lavoro di Marisa e stato soprattutto un complicato relazionarsi con i bambini del quartiere, lo stesso in cui sino a vent’anni fa venivano ammazzate le vittime di mafia sciogliendole nell’acido (leggasi Vicolo Pipitone). Il progetto SOS scuola ha sempre ricevuto critiche positive (da testate nazionali e locali che hanno l’abitudine di inviare i loro giornalisti sul luogo prima di scrivere un articolo) proprio per la sua importante e oggettiva valenza sociale e basta visionare il sito http://www.sosscuola.com per comprendere davvero quello di cui sto parlando. Hai unito tutto in un unico calderone come è tua abitudine fare, però questa volta ti invito davvero a non infangare il progetto accostandolo a squallidi fini che non ha mai avuto e mai avrà. Detto questo, nei prossimi giorni, Marisa Polizzi potrà finire il lavoro che aveva appena iniziato, così come è stato ampiamente detto durante l’inaugurazione a cui tu ovviamente non hai partecipato. Quando vorrai capire davvero cos’è SOS scuola sei sempre la benvenuta nei locali di Via Don Orione, gli stessi in cui si sta realizzando, da un anno a questa parte, un piccolo miracolo immerso nel più totale degrado.

    • Helga Marsala

      Iniziativa ottima, ci mancherebbe. Nessuno mette in dubbio le motivazioni o lo spirito di fondo. Ma il risultato artistico è scadente, così come è stato presentato. Un muro non finito non si presenta alla stampa e alla città (e mi pare comunque che sia a buon punto, tanto da poter capire di cosa stiamo parlando). E le difficoltà tecniche o il tempo limitato non sono cose che possono riguardare l’osservatore. Un’opera si presenta nel modo migliore, sempre: il resto sono problemi di chi la fa, non di chi la guarda.
      Resto dell’idea che servono una cura è una selezione migliore, con artisti solidi, per i progetti di natura pubblica. Le buone intenzioni e le giuste cause non bastano. La battuta sul calderone e sulle mie abitudini non merita risposta: giornalisticamente l’articolo andava costruito così e le due storie sono state raccontate e analizzate separatamente. Il resto sono insulti gratuiti dettati dal risentimento.
      Non c’è motivo di prendersela: magari una critica (che non è infangare) può anche servire a far meglio la prossima volta. Un caro saluto.

      PS. aggiungo che sarei venuta volentieri all’inaugurazione ma nessuno del vostro staff comunicazione mi ha mai invitata. Non ho ricevuto comunicati nè altro, ho appreso tutto dalla stampa locale. E mi sono basata sulle foto e i testi ufficiali che sono stati diffusi da voi o dai colleghi.

      • BioArt.Lab

        NEGLIGENZA PURA … Chi è lei da dover ricevere un invito? Forse il risentimento nello scrivere l’articolo lo ha avuto proprio lei … Forse anche questo potrebbe esserle da monito a far meglio il suo lavoro in altre circostanze.
        Ripeto non mi sembra che per dover esprimersi, bisogna invitare tizio, caio o sempronio affinché ci sia equo giudizio … Risultato scadente? su qualcosa dove neanche è stata??? Mi fa ridere, a testimonianza abbiamo centinaia di commenti a caldo lasciati dai passanti!!! in certi versi è stato anche didattico, perché oltre i genitori che passavano con i propri figli, anche le scolaresche di passaggio si fermavano e con tanto orgoglio gli insegnanti e genitori spiegavano ai ragazzini la realtà di quanto successo!!!Abbiamo un quaderno con centinaia di commenti sia positivi che negativi, ma che comunque analizzano l’opera (e non sono critici) … LEI E’ UN’INCOMPETENTE E SCARSA OSSERATRICE… NON CHE ARROGANTE NEL GIUDICARE SENZA VEDERE O PRESENZIARE!Non ha constatato il contradditorio e neanche confermato il suo parere con la gente reale, poiché assente!!!poteva risparmiarsi l’articolo da RIPETO ARROGANTE IGNORANTE!!!

        • Helga Marsala

          mi scusi, non parlavo con lei, ma con Luca Bonanno ed SOS Scuola. Per il resto io non sono nessuno, ma di inviti ne ricevo diverse decine al giorno. Buonaserata.

          • BioArt.Lab

            Rispondevamo inizialmente in entrambi i casi, che comunque ci accomunano dato che era assente ad entrambe le iniziative e poi ci giudica … poi si è preso il tutto come personale metro di azione… è abituata male comunque … la esortiamo a rileggere l’ultima parte del nostro primissimo messaggio… magari alcuni inviti arrivano proprio da queste nostre domande … come mai non ci risponde?

          • Helga Marsala

            non ho capito, qual è la domanda?

  • Osservatrice

    Cara Helga,