YAP Maxxi. Intervista allo Studio Corte

Contaminazione. È questa la parola chiave per capire cos’è Corte. Un coworking “elettivo” che aspira a essere molto di più. Fondato a ottobre del 2013, in pochi anni è diventato un punto di riferimento per la scena creativa romana. Nel loro studio, nel cuore del quartiere Esquilino, si sono avvicendati mostre, lecture, workshop e corsi, spaziando dall’architettura al design, dalle arti visive alla musica. Del progetto vincitore dello YAP Maxxi (la mostra sarà da giugno a settembre), di chi sono e di cosa vogliono diventare ne abbiamo parlato con loro.

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Corte - viste del plastico consegnato per Great Land, progetto vincitore dello Yap Maxxi 2015

Corte – viste del plastico consegnato per Great Land, progetto vincitore dello Yap Maxxi 2015

Una breve auto-presentazione. Cosa e chi è Corte?
Corte è le persone che ci lavorano. Il progetto nasce come evoluzione professionale e umana di quattro architetti, da sempre curiosi di intrecciare le proprie vite lavorative con figure provenienti da altri ambiti e con diverse esperienze. Ma il loro è stato solo il primo passo. Corte vive e cresce grazie alle realtà autonome e indipendenti, dallo studio di architettura all’agenzia di design fino al freelance della creatività o della comunicazione, che vi entrano per condividere non solo un luogo di lavoro ma un modo di intenderlo.

Corte non è uno studio associato ma un coworking “elettivo”. Quali sono le differenze di approccio in un lavoro corale?
Sono curiosità e utilità a fare la differenza. Condividere uno spazio di lavoro stimola a essere ricettivi e a mettersi in discussione. Per questo, lavorare a progetti condivisi è un esercizio di equilibrio continuo tra il rispetto delle sensibilità degli altri e l’istinto ad assecondare le proprie. La magia è coglierne l’utilità, sapere che il risultato finale sarà di tutti e che tutti arriveranno un passo oltre i propri limiti. Scoprendo nuove opportunità di business e persone interessanti.

Corte - membri e collaboratori del coworking

Corte – membri e collaboratori del coworking

Avete vinto il concorso dello YAP Maxxi. Un risultato che non si preannunciava scontato, avendo rivali di buon livello. Cosa può aver fatto la differenza?
Poter contare su approcci eterogenei di grande qualità, mettendoli tutti sullo stesso piano. Investiamo molto sul confronto tra architettura, comunicazione, arte ed eventi, concentrandoci sulla necessità di trovare una sintesi. È questo il valore di Corte: esprimere il massimo delle potenzialità in ogni ambito e fare in modo che tutti possano beneficiarne.

Come avete appreso la notizia? E cosa rappresenta per voi questa vittoria?
Siamo stati avvisati ufficialmente via mail. La vittoria è per tutti noi la conferma di quali potenzialità abbia l’approccio che sperimentiamo e un’indicazione fondamentale per affinare la mira nei progetti futuri. YAP è la tappa di un percorso in continuo divenire, che ha nella sua capacità di evolversi una delle virtù più importanti.

Great Land è gioco, natura, oasi urbana. È convivialità, relax, gusto. Descrivete il progetto per YAP in altre dieci parole. 
Uno stralcio di vita campestre inserito in un set urbano.

Corte - particolare in resina del plastico consegnato per Great Land, progetto vincitore dello Yap Maxxi 2015

Corte – particolare in resina del plastico consegnato per Great Land, progetto vincitore dello Yap Maxxi 2015

Lo YAP si contraddistingue per essere un esercizio di stile, a cavallo tra architettura costruita e installazione. Ha un tempo preciso, un costo ridotto e deve convivere con un edificio iconico. Da dove si comincia?
Da un bel respiro profondo! Gli allestimenti sono un tema molto stimolante, hanno bisogno di mostrare il loro carattere senza ambiguità, allenando le doti di sintesi dei progettisti. La piazza del Maxxi è una location prestigiosa con le sue peculiarità, l’abbiamo affrontata come facciamo sempre, a partire dalle sue caratteristiche e immaginando un’installazione che ne esaltasse le potenzialità.

I giurati hanno scelto la vostra idea “per la sua capacità di abbinare la chiarezza di un progetto ad alto tasso di astrazione con la qualità d’uso di un parco culturale offerto alla città”. Chiarezza e astrazione, quindi. Vi ci ritrovate?
Molto, e speriamo che ci si ritrovino anche i visitatori. Saranno loro a dirci che progetto è Great Land, il modo in cui lo racconteranno agli amici e come lo vivranno. Abbiamo lavorato perché sia descrivibile in una battuta e inviti a rimanerci il più a lungo possibile, chiaro nell’immagine complessiva e capace di stimolare il desiderio di scoperta.

Corte ha al suo interno una struttura metallica tralicciata, disegnata ad hoc e studiata per ospitare le postazioni di lavoro. Dettaglio dell'angolo

Corte ha al suo interno una struttura metallica tralicciata, disegnata ad hoc e studiata per ospitare le postazioni di lavoro. Dettaglio dell’angolo

Il titolo del vostro progetto dichiara più o meno apertamente di strizzare l’occhio al tema di Expo, Nutrire il pianeta, energie per la vita. Cosa vi ha spinto a fare questa scelta?
Il programma di quest’anno chiedeva di tenere conto della contemporanea presenza di una mostra che indagherà la relazione tra lo spazio e il cibo. Il picnic è diventato l’espediente per raccontare l’avvicinamento al cibo da parte dell’uomo e la sua relazione con la natura, contemporaneamente metafora di un approccio conviviale e presupposto di socialità.

In cosa il vostro progetto si differenzia rispetto ai lavori visti negli anni scorsi nella piazza del Maxxi?
La nostra fetta di paesaggio si staglia al centro della spianata, servita all’interno di un vassoio che la distingue rispetto al contesto, rimarcando l’esistenza di un mondo esterno e di uno interno al progetto. Sono i due livelli di fruizione a fare la differenza:, il primo che invoglia alla scoperta della scena, il secondo fondato sull’esperienza, sull’esplorazione del brano di territorio finalmente conquistato.

Progetti futuri? A cosa state lavorando?
Siamo impegnati su molti fronti: diverse sono le professionalità che lavorano a Corte e tante le attività su cui siamo coinvolti, assieme o in modo indipendente, nei campi dell’architettura, della comunicazione, dell’arte e degli eventi culturali. L’obiettivo è rimanere aperti alle proposte ambiziose e costruire negli anni un gruppo che sappia garantire la massima qualità su progetti sempre più trasversali.

Zaira Magliozzi
si ringrazia Giulia Mura

www.fondazionemaxxi.it/2015/02/11/yap-maxxi-2015/
www.benvenutiacorte.it

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