Sarà firmato da Rem Koolhaas l’allestimento del Padiglione Cina alla Biennale di Venezia. Non solo Fondazione Prada per lo studio OMA

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Rendering del progetto di OMA per il Padiglione Cina (courtesy OMA)

Momento di fuoco per Rem Koolhaas e il suo studio d’architettura OMA. E non solo per l’impegno milanese con la nuova Fondazione Prada, che pure – si veda la nostra news appena pubblicata – sembra aver accumulato qualche ritardo che difficilmente si risolverà del tutto per l’opening di inizio maggio. Ma ora – solo per restare in Italia – arriva la notizia che l’archistar olandese è stata incaricata di progettare gli allestimenti del Padiglione della Cina alla Biennale d’Arte di Venezia 2015, al via pochi giorni dopo.
OMA, ben noto in Cina dove ha uffici a Pechino e Hong Kong, lavorerà per la mostra intitolata Other Future, una collettiva che allineerà diversi creativi cinesi, tra cui il compositore Tan Dun, architetto Liu Jiakun e regista Wu Wenguang. E lo studio – che si spera abbia avuto notizia dell’incarico prima dell’annuncio ufficiale – anticipa che il progetto prevede l’utilizzo di proiezioni digitali, in un contesto destinato a collegare le opere esposte all’interno del padiglione con quelle all’esterno. Il team di progettazione, guidato dal partner di OMA Michael Kokora e dal regista Dongmei Yao, collaborerà con Kayoko Ota, il curatore del padiglione giapponese all’ultima Biennale di Architettura.

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