Parigi con gli occhi di Brassaï

Palazzo Morando, Milano – fino al 20 giugno 2015. L’antologica dell’ungherese non solo permette di conoscere uno dei fotografi più importanti del XX secolo, ma anche di esplorare Parigi in tutti i suoi meandri.

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Veduta notturna su Parigi da Notre-Dame, 1933-1934 © Estate Brassaï

Veduta notturna su Parigi da Notre-Dame, 1933-1934 © Estate Brassaï

Brassaï (Gyula Halász / Braşov, 1899 – Èze, 1984) si invaghisce della Ville Lumière quando è ancora un bambino e questa fascinazione per la capitale francese se la porterà avanti per tutta la giovinezza, fino a quando, nel 1924, scaduto il divieto per gli ex soldati nemici alla Prima guerra mondiale, può stabilirvisi definitivamente. L’incontro con la fotografia avverrà solo cinque anni dopo, ed è con questo mezzo che Brassaï riesce a portare a compimento il suo percorso formativo a livello artistico e a rendere omaggio alla città da lui così tanto amata. Ma la Parigi di Brassaï non è solo la Ville Lumière; è, anzi e soprattutto, una Parigi ai limiti e dei limiti.

Torre Eiffel, 1932 © Estate Brassaï

Torre Eiffel, 1932 © Estate Brassaï

La mostra antologica presso Palazzo Morando dà conto di tutto il percorso artistico del fotografo ungherese grazie alle oltre duecento foto d’epoca esposte, provenienti dall’archivio Estate Brassaï. Ideata per il Comune di Parigi da Philippe Ribeyrolles e curata da Agnes de Gouvion Saint Cry, la mostra approda a Milano, nell’ambito del progetto di Expo in città grazie al contributo della Fondazione Alinari e all’Istitut Francois di Milano.  Il percorso si snoda, in un allestimento un po’ anemico, attraverso una serie di sezioni tematiche che permettono di ripercorrere la parabola artistica di Brassaï, a partire dalla sua passione per i grandi ed eleganti boulevard, per poi passare alla Parigi notturna fotografata con taglio surrealista.

Picasso, rue des Grands-Augustins, 1939-1940 © Estate Brassaï

Picasso, rue des Grands-Augustins, 1939-1940 © Estate Brassaï

La mostra continua con il suo lavoro per Harper’s Baazar negli atelier degli artisti, quindi l’amicizia con Picasso da cui riceverà l’incarico di fotografare le proprie sculture. Non mancano tutta la serie di fotografie che realizza ai vari graffiti che trova in città, da cui era profondamente affascinato, che lo spinsero a utilizzare la fotografia come strumento artistico per coglierne meglio l’essenza e cui dedicherà oltre quarant’anni di ricerche. Infine troviamo una serie di nudi, le fotografie fatte in occasione dell’esposizione universale del 1937, e tutta una serie di scatti fatte al circo e alla Parigi dei flâneur.

Montmartre, 1932 © Estate Brassaï

Montmartre, 1932 © Estate Brassaï

Al termine della mostra non si può non avere l’impressione che Brassaï sia di fatto una sorta di fotografo ufficiale della Parigi Anni Trenta: tutta la sua indagine fotografica appare un calco allo spirito della capitale francese, di cui oltre ad apprezzare l’incredibile e ovviamente insindacabile qualità artistica si apprezza anche la qualità documentaria delle fotografie.
L’unica pecca rimane la totale assenza di tutta la produzione artistica posteriore agli Anni Trenta, limitando la mostra agli aspetti più conosciuti e scontati del percorso dell’artista.

Dario Moalli

Milano // fino al 28 giugno 2015
Brassaï. Pour l’amour de Paris
a cura di Agnès de Gouvion Saint-Cyr
PALAZZO MORANDO
Via Sant’Andrea 6
02 88465735
[email protected]
www.costumemodaimmagine.mi.it

MORE INFO:
www.artribune.com/dettaglio/evento/43179/Brassai-pour-lamour-de-paris

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  • Simone

    Un grande