Marc Chagall a Roma: la vita, l’amore e la pittura

Chiostro del Bramante, Roma – fino al 26 luglio 2015. Dal primo incontro con Bella all’illustrazione della Bibbia e delle favole di La Fontaine. Memorie e fantasie di Marc Chagall in più di cento opere (e parole). Un artista che ci metteva il cuore.

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Marc Chagall, Studio per The Cattle Dealer, 1912 - Israel Museum, Gerusalemme

Marc Chagall, Studio per The Cattle Dealer, 1912 – Israel Museum, Gerusalemme

Lei passeggiava sul ponte di Vitebsk quando, “d’improvviso, davanti a me apparve un cappello”. Lui se l’era appena tolto, allargando le braccia in un gesto gentile. Il ponte non è il primo incontro ma è come se lo fosse, tra Bella e Marc Chagall (Vitebsk, 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 1985). E non è un caso se questo e altri episodi del loro amore sono raccontati nelle pagine di First Encounter di Bella, i cui disegni di Chagall aprono la mostra Love and Life. Un amore che fa volare, come nell’illustrazione del Compleanno di lui, quando Chagall decise di ritrarla in un dipinto: due volti e una linea sola, mentre il quadro davanti a loro li raffigura sospesi nell’aria.
La mostra ricostruisce due percorsi, intellettualmente simbiotici. La vita di Bella è narrata nel suo libro Burning Lights e in From my Notebooks: momenti che vanno dalle ricorrenze ebraiche come il Seder, in cui le famiglie attendono la visita del profeta Elia, alle gite in carrozza con il babbo, Vitebsk sullo sfondo. Un’atmosfera incantata e nostalgica, figure che si assomigliano popolano i sottili disegni di Chagall (soprattutto inchiostri di china).

Marc Chagall, La passeggiata, 1919 - The Israel Museum, Jerusalem

Marc Chagall, La passeggiata, 1919 – The Israel Museum, Jerusalem

L’altra vita è quella dell’artista, raccontata nell’autobiografia Ma Vie. Anche qui Chagall illustra ricordi, come quando la mamma voleva portarlo a scuola ma lui insisteva per andare dal pittore Penne perché nella vita voleva dipingere e alla fine vinse lui. Chagall li chiamava “quadretti”, cui la tecnica dell’incisione conferiva maggiore spessore di tratto; ma in essi confessava di celare “l’enigma della mia pittura”.
Una pittura trasformata in consapevolezza a Parigi, dove l’artista conobbe il Cubismo, che però gli dava i crampi.  “Che mangino pure la loro porzione di pere quadrate sui loro tavoli triangolari!”. E ripudiava anche il naturalismo, l’impressionismo e Cézanne. “Non dite che sono bizzarro! Al contrario, sono realistico. Amo la terra”.

Thérèse Bonney, Marc Chagall, Parigi, 1923 - Israel Museum, Gerusalemme

Thérèse Bonney, Marc Chagall, Parigi, 1923 – Israel Museum, Gerusalemme

Lo stile dell’artista emergerà sempre più in tutta la sua realistica fantasia con tre grandi fonti letterarie. La Bibbia, disegni e incisioni in cui compare un colore vivo; Le Anime Morte di Gogol, la cui umanità greve è rappresentata con acqueforti caricate di dettagli; e Le Favole secentesche di La Fontaine, in cui l’amore per la terra di Chagall è libero di dipanarsi nella raffigurazione di animali umanizzati e uomini animaleschi.
Dopo pochi ritratti, la mostra riserva nell’ultima sala i quadri forse più celebri, non sempre disposti con coerenza. La caduta dell’angelo è presentimento di tragedia. Le sofferenze degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale sono rappresentate con la loro Crocefissione in una Vitebsk che pare un campo di sterminio. Ma le tele vicine trasfigurano l’amore di Chagall per la sua Bella in un sentimento universale, con le figure degli innamorati che non resistono a librarsi in aria o sembrano un fiore tra i fiori.
Diceva Chagall: “Se creo qualcosa usando il cuore funzionerà, se uso la testa sarà molto difficile”. Bella e Marc non sono i soli a volare.

Marco D’Egidio

Roma // fino al 26 luglio 2015
Chagall. Love and Life. Opere dalla Collezione dell’Israel Museum
a cura di Ronit Sorek
CHIOSTRO DEL BRAMANTE
Via della Pace
06 916508451
[email protected]
www.chiostrodelbramante.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/41871/chagall-love-and-life

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