Il Giubileo come Expo? Una proposta per Roma

L’àncora di salvezza sul dissesto della cultura nella Capitale del Paese – dissesto di cui incessantemente parliamo da anni – potrebbe in maniera inaspettata giungere dal Vaticano. E uno zampino avrebbe potuto metterlo un certo Francesco Rutelli…

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Castel Gandolfo, Papa Francesco visita Benedetto

Castel Gandolfo, Papa Francesco visita Benedetto

UN GIUBILEO LOW COST
L’annuncio del Giubileo Straordinario da parte di Papa Bergoglio schiude opportunità impensabili per una città che ha totalmente perduto, dal punto di vista della programmazione museale, il treno di Expo 2015, ma che ora ha la chance di prendere quello del Giubileo 2016.
L’allure del cambio di millennio non c’è, i soldi che vi furono allora non ci sono (3mila miliardi e mezzo di lire), non c’è neppure un papa dallo spessore di Giovanni Paolo II, sebbene Francesco abbia un seguito non indifferente. Quel che potrebbe esserci è l’afflusso di pubblico da tutto il mondo. Anzi, la quantità di pellegrini e di turisti che utilizzeranno il Giubileo come scusa per visitare la Città Eterna potrebbe aumentare perché la propensione a spostarsi è enormemente aumentata rispetto al 2000. Ci sono le low cost e all’epoca non c’erano. Ci sono i treni veloci e allora non c’erano. Insomma i 25 milioni di arrivi che si calcolarono al cambio Di millennio sono alla portata e la questione di quali servizi dare a tutte queste persone deve essere posta.
Senz’altro strade pulite, legalità e decoro (e già qui siamo in grande ritardo), ma poi anche servizi culturali. Se hai degli ospiti che stanno in città due o tre notti non puoi pensare che girino solo per basiliche a confessarsi.

ll Quirinale

ll Quirinale

MUSEI IN ABBANDONO
Mentre Milano con Expo attrezza la sua offerta culturale e inaugura nuovi musei come il Mudec disegnato da David Chipperfield, Roma vive una débâcle culturale non indifferente, soprattutto per quanto riguarda l’impegno del Comune di Roma. Paradossalmente ad esser più a rischio sono quegli spazi che vennero aperti sul chiudersi degli anni Novanta, proprio in vista dalle celebrazioni giubilari. Le Scuderie del Quirinale vennero aperte a dicembre del ’99 con una grandiosa mostra sui Cento capolavori dell’Ermitage, oggi questo spazio e tutti quelli gestiti dal Palazzo delle Esposizioni sono gravemente a rischio a causa dei tagli comunali. Il Macro venne aperto a settembre del ’99 con una mostra dedicata a Duilio Cambellotti e oggi quello stesso museo, dopo un quindicennio di alterne vicende e dopo decine di milioni di investimenti, è stato di fatto abbandonato dall’amministrazione.

Macro

Macro

UN’OPPORTUNITÀ PER LA CAPITALE
Nell’ambito delle programmazioni che il Commissario per il Giubileo dovrà fare non sarebbe male considerare questi aspetti, sfruttare i finanziamenti previsti per il grande evento per dare ossigeno alle programmazioni di questi spazi. Far partire, poi, progetti nuovi ma veloci e sostenibili visti i pochi mesi a disposizione: c’è il progetto di apertura al pubblico del Quirinale che andrebbe alimentato (il nuovo Capo dello Stato sembra essere decisamente d’accordo) e potrebbe costituire un’attrazione inedita per centinaia di migliaia di persone; c’è la grande idea di William Kentridge per i muraglioni del Tevere fino ad oggi bloccata da patetici veti soprintendenziali; c’è una città che negli ultimi anni si è scoperta capitale della Street Art con centinaia di muri che possono trasformarsi in avvincenti percorsi attraverso le periferie.
Non sarebbe stata una cattiva idea far coordinare tutto questo da una figura come quella di Francesco Rutelli, come si era ipotizzato nei primissimi giorni post-annuncio papale. Non tanto e non solo per la sua esperienza nella città di Roma, quanto per il suo passato da Ministro della Cultura. La sua nomina avrebbe potuto garantire un ruolo anche culturale ai fondi che il Paese deciderà di investire sul Giubileo del 2016.

Massimiliano Tonelli

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #24

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