Deconstructing reality. Siria, Israele, Palestina: tre video dall’inferno della guerra

All'indomani della strage nel Canale di Sicilia, con 700 esuli inghiottiti dal mare, tre video riportano al tema dei conflitti e delle macerie. Anche l'arte riflette sui luoghi della disperazione: tre storie che arrivano dall'area del Mediterraneo, selezionate dalla rassegna "Deconstructing reality"

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Amir Yatziv, Detroit #024, c-print, 60 x 70 cm

Amir Yatziv, Detroit #024, c-print, 60 x 70 cm

Lo spazio pubblico e le sue dinamiche – storiche, sociali, culturali, architettoniche – lette attraverso il filtro dell’arte. Un’indagine che Marco Trulli porta avanti nell’ambito della ricerca curatoriale “La ville ouverte” e che si declina, adesso, attraverso la video rassegna “Deconstructing reality”, primo step di un programma messo a punto da Cantieri d’Arte, in collaborazione con BJCEM, atteso dal 23 aprile negli spazi di Biancovolta, a Viterbo. In mostra opere di artisti dell’area del Mediterraneo, tutte orientate a una pratica di decostruzione urbana, sovvertendo simbologie, confini, luoghi, grammatiche note: operazioni di sconfinamento, rivolta o riscrittura, affrontando i temi del conflitto, della guerra, della memoria collettiva, delle mitologie e dei destini che legano una comunità.
All’indomani dalla strage avvenuta nella acque del Canale di Sicilia, con 700 corpi ingoiati dal Mar Mediterraneo, tre di questi video diventano una possibile testimonianza poetica, giunta da esperienze di confino e di resistenza. Laddove la fuga resta l’unica chance, per chi è disposto a sfidare l’eventualità della morte, contro la certezza della morte stessa. Sono cifre da genocidio, oramai, quelle che si contano nel grande esodo clandestino. Mentre una certa forma di realismo, nella pratica dell’arte, prova a spostare l’orrore verso una dimensione simbolica, per provocazione, per denuncia o per riscatto. Altre maniere d’immaginare gli spazi del conflitto. Decostruendo il reale.

Amir Yatziv – Detroit
2009, Israele
Courtesy: AmirYatziv e Laveronica Arte Contemporanea

Una città araba a misura di logiche militari. Spazio urbano che non conosce dimensione umana, concepito per accogliere gli addestramenti dell’esercito israeliano, nei deserti del Negev. Detroit è un luogo che non c’è. Città fittizia e algida, di cui alcuni urbanisti provano a decifrare la natura, studiandone le piante. Niente di reale, niente di vivo, nessuna linea empatica, né radici né funzione sociale: l’occhio della camera esplora, inquieto, la solitudine di una fredda maquette, tra piccole case tutte uguali, distese di sabbia e suoni sinistri che tagliano il cielo. Finto, anche quello. Saturo dell’eco di battaglie lontane.

Randa Maddah – Light horizon
2012, Siria

Quando le rovine diventano, nel tempo di una narrazione impossibile, luogo domestico per rituali intimi. Lavare i pavimenti, apparecchiare una tavola, sedersi con lo sguardo verso l’orizzonte, contemplando il paesaggio. La tensione visiva è tutta nel paradosso che infrange il desiderio contro la realtà. Una donna, la sua casa in pezzi, un’idea di futuro, l’attesa: speranze da mettere in scena, in un teatro di macerie. È la Siria devastata dalla guerra, in uno scorcio del villaggio di Aint Fit, distrutto dalle forze israeliane nel 1967.

Khaled Jarrar – BADminton
2013, Palestina
Courtesy: Ayyan Gallery, London

Israele e Cisgiordania, divise da un’alta muraglia, edificata nel 2002. Simbolo delle infinite tensioni che attraversano quell’area calda, il muro diventa qui una “rete” per una partita di badminton. Si gioca senza guardarsi in faccia, nell’assurda distanza che trasforma pochi metri di terra in una soglia infernale. Khaled Jarrar sfida Jeremy Hutchinson, anche lui artista, mettendo in scena un paradosso drammatico, legato alle dinamiche dei territori palestinesi e ai concetti di potere, di interdizione, di sacrificio delle libertà personali.

Helga Marsala

“Deconstructing reality”
a cura di Marco Trulli
Artisti: Laura Cazzaniga, Democracia, Irene Dionisio, Khaled Jarrar, Tzion Abraham Hazan, Randa Maddah, MoussaSarr, AmirYatziv
Biancovolta, Viterbo
Opening: 23 aprile 2015, ore 17.50 – fino al 26 aprile
lavilleouverte.tumblr.com, arte.cantieri.blogspot.it

 

 

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