Arts & Foods e Cucine & Ultracorpi di Germano Celant aprono alla Triennale di Milano. Il cibo totale visto dall’arte fa entrare Expo nel vivo. Ecco le immagini

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Arts&Foods, Triennale di Milano 14

Due itinerari distinti e intersecanti, tra arte e design, dipinti, sculture e arredi, suppellettili e oggetti in edizione limitata. Spalmati fra giardini, piano terra e primo piano: alla Triennale si inaugurano i due progetti griffati Germano Celant, Arts & Foods e Cucine & Ultracorpi: due realistici viaggi, nel tempo, nell’essenza, nella sostanza e nella forma del cibo. Tra nutrimenti rappresentati e rievocati, gli spazi interni ed esterni dell’istituzione milanese rispondono alle esigenze di immergere il pubblico all’interno di visioni tematiche percettive, conformandosi a differenti livelli di lettura.
A partire dal piano terra – nonostante i lavori di allestimento siano ancora in corso – Arts&Foods. Rituali dal 1851 lascia intravedere con fierezza la totalità del proprio carattere ricognitivo. Il percorso, costellato di vetrine salvaoggetti, dipinti, tableaux vivants, diorama, sculture, corredi, suggestioni sonore, video proiezioni, fotografie e documenti, si estende per 7mila metri quadrati e si suddivide a livello spaziale in tre settori.
A piano terra, l’ingresso della mostra si presenta a lato della biglietteria, sviluppandosi lungo tutta la Curva est. Qui, gli allestimenti di Italo Rota scansionano, attraverso 15 ambienti domestici e non, una parte rilevante della storia italiana raccontata attraverso l’evoluzione dei mondi del consumo, ma anche di corredi per esterni, luoghi dalle differenti scale prospettiche posti gli uni accanto agli altri. Segmenti predisposti alla produzione, alla presentazione e infine all’assunzione del cibo. Il percorso prosegue con il secolo breve, che tra gli anni Sessanta e Settanta del Piano terra si snoda come un richiamo nei confronti della fitta e, forse, più spettacolare sciarada di lavori contemporanei proposta al piano superiore, provocando un flusso interminabile di ingredienti ingigantiti e brand ripetuti come nomi dissacrati. Un promemoria ispessito da allestimenti fitti che presenta con ritmi e regolarità cangianti 2mila lavori, tra Depero, Oldenburg, Gupta, Fischli, Roth, Spoerri, Morandi, Schifano.
Al Triennale Design Museum, invece, elettrodomestici da cucina nel corso degli anni, spaziando dal frigorifero al microonde, dalla caffettiera al tostapane, dal tritarifiuti alle cappe assorbenti, dai bollitori ai mixer, dalle friggitrici alle gelatiere. Qui Cucine & Ultracorpi, ispirato al libro di fantascienza L’invasione degli Ultracorpi, scritto da Jack Finney nel 1955, anche negli spazi diretti da Silvana Annicchiarico mostrano oggetti alieni che si infiltrano nella società terrestre assumendo le sembianze degli esseri umani per sostituirsi a loro e attuare così una rivoluzione interna. Il percorso desidera illustrare la lenta quanto inesorabile trasformazione degli utensili da cucina in macchine e automi. Un’armata di invasori che dalla metà del XIX secolo con l’avvento dell’industrializzazione è dilagata arrivando a sostituire molte pratiche umane dell’elaborazione culinaria.

– Ginevra Bria

www.triennale.org

 

 

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