A scuola di collezionismo. Al Centro Pecci di Prato primo corso per collezionisti d’arte contemporanea. Lezioni e workshop, per orientarsi nella selva dell’art system

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L'ingresso del nuovo Pecci di Prato

L’ingresso del nuovo Pecci di Prato

Capire come funziona il sistema dell’arte, scoprendone regole, meccanismi, segreti, contraddizioni, ruoli ed evoluzioni. Non così semplice. Certamente utile a chiunque frequenti questo mondo, per diletto o per mestiere. Galleristi, curatori, addetti stampa. E collezionisti, perché no. Sono proprio loro i destinatari del corso organizzato dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, il primo a livello internazionale che punti a fornire strumenti di analisi, strategie e competenze, individuati appositamente per il collezionista d’arte contemporanea.
Cosa si intende oggi con art system? In che direzione si muove il mercato dell’arte? Come funzionano le gallerie? Chi sono dealer e art advisor? Come ci si approccia ad un’asta? Quali gli errori da non fare quando si compra un’opera? Come comportarsi con il fisco? Come vengono costruite e gestite le collezioni private e quelle pubbliche? Come orientarsi nelle fiere? A queste e ad altre domande prova a rispondere “Collezionare arte contemporanea”, grazie all’apporto teorico di diversi professionisti del settore: Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Adriana Polveroni (direttrice di Exibart), Mario Cristiani della Galleria Continua; Alessandra Donati (Docente di Diritto Comparato all’Università di Milano-Bicocca), Chiara Zampetti Egidi (già Docente Sotheby’s Institute of Art),  Marco Altavilla (Galleria T293), Vincenzo de Bellis (Direttore Artistico miart); Carolyn Christov-Bakargiev (Direttore artistico dOCUMENTA (13) e 14a Biennale di Istanbul); Caroline Bourgeois (Curatrice della Collezione Pinault); Cristina Resti (Art Expert Senior, AXA ART).

Fabio Cavallucci

Fabio Cavallucci

Il corso si struttura in dieci incontri con i relatori, arricchiti da una serie di workshop, strutturati in singoli appuntamenti outdoor: una visita alla collezione nello storage del Centro Pecci, con Stefano Pezzato; un incontro con i direttori di alcune gallerie toscane; un’asta di opere a cura di Carlo Palli, collezionista e battitore d’asta; l’invito VIP al vernissage di Art Basel e la visita guidata alla fiera con Fabio Cavallucci, Direttore del Pecci; una visita alla Fattoria Celle, accompagnati dal suo fondatore Giuliano Gori. Il tutto concentrato dal 21 aprile al 7 luglio, con lezioni frontali ogni martedì, dalle 21 alle 23, presso il museo pratese.  La quota d’iscrizione per l’intero blocco, incluse i tour esterni,  è di 750 euro. Numero chiuso e dead line per le iscrizioni fissata al prossimo 20 aprile.

Info:
Coordinatore del corso Marta Papini
Tel. +39 0574 5317
[email protected]


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  • Giampaolo Abbondio

    A quando un bel corso sulla diversificazione degli investimenti tenuto da Bernie Madoff?

  • Antonio Martino

    Non ci sono scuole o corsi a cui partecipare per imparare a diventare collezionisti ma sul campo, anzi direi in trincea, visti i rischi che ci sono, ed in prima persona con una propria forma mentis e formazione e cultura e sensibilità verso il bello per crescere pure sui propri errori, necessari, ed imparare, ma non andando a lezione avendo come insegnanti tra gli altri pure i galleristi. Vuol dire questo entrare in pieno nel sistema attuale e creare non collezionisti autonomi ma degli automi manipolati, come ce ne sono già tanti oggi. Diverso l’approccio sarebbe impostando degli incontri pure in maniera critica verso molto dell’attuale sistema vigente e dominante evidenziandone le positività, in difetto, e le negatività, troppe…mi sembra eccessiva la pretesa di creare e formare collezionisti così. Non conosco nessun grande collezionista diventato tale andando a scuola. La passione e il vero amore verso l’arte, deve essere il leit motiv di ogni vera collezione, tutto il resto è altro, non romantico, diverso completamente dallo stato mentale e psicologico che contraddistingue ed è intrinseco al vero, autentico collezionista e che solo lui può spiegare e non altri addetti che possono essere pure di parte. Oggi c’è un abuso nell’uso del termine “collezionista”, che non vuol dire necessariamente avere miliardi con cui giocare per investire in arte e metterli a disposizione di quello che il sistema ti propina con superficialita’ e sogni di investimento economico, ma avere pure il coraggio di andare controcorrente e soprattutto studiare per conoscere la vera storia dell’arte e ragionare con la propria testa non con quella degli altri…in fondo penso che il vero collezionista sia una personalità un po’ eccentrica, complessa ed indipendente.
    Poi nessuno mette in dubbio la serietà e qualità di queste lezioni, ma mi sembra un po’ forzata ed eccessiva la pretesa, ed il fine, e cioè di formare con un “primo corso per collezionisti di arte contemporanea” motivo per cui pensare a nuovi potenziali collezionisti con il grembiulino e cestino della merenda, che vanno a lezione, mi fa sorridere. Oggi purtroppo si continua a far finta di nulla e pure l’ipocrisia e mancanza di coraggio di questo mondo dell’arte sta distruggendo tutto. Ma l’arte vera sopravviverà con tutto il suo ” buono “. Ad Maiora e come dice un grande vero Maestro ” Viva l’Arte “.

    • Helga Marsala

      Antonio, nessun cestino e grembiulino, nè nessuna pretesa – credo – di insegnare come si ama e si sceglie l’arte. Penso sia semplicemente un’occasione per imparare un po’ di cose sul sistema dell’arte, incontrando dei professionisti, scambiandosi idee, facendo delle esperienze. Così come c’è chi si paga un corso di ceramica o di giapponese, una persona incuriosita o interessata all’arte contemporanea va a studiarsi un po’ di mercato, comunicazione, attualità. E magari un neofita si appassiona davvero e poi continua da sè il suo cammino, con lo slancio di cui parli tu. Non ci vedo niente di male.

      • Antonio Martino

        Cara Helga, innanzitutto ho grande stima e simpatia ed amicizia per te, e non ero a conoscenza del tuo far parte del corpo dei docenti di questo corso. Importante avere la possibilità di dialogare ed esprimere il proprio giudizio con libertà ed onesta’ intellettuale,anche se controcorrente, come ognuno è libero di organizzare qualsiasi cosa e tutti possono parteciparvi. Sono fermamente e sempre di più convinto del mio pensiero alla luce della tua risposta, come sicuro che sia un mio giudizio strettamente personale e non una verità oggettiva da imporre, anche se il tuo lapsus nel paragonare l’Arte alla stregua del corso di ceramica o di giapponese, fa riflettere…

        • Helga Marsala

          Ma io non faccio parte del corpo docenti! Dove sta scritto? Per il resto nessun lapsus e nessun paragone. C’è chi è appassionato di lingue orientali e chi di mercato dell’arte. Non ritengo i primi inferiori. E non vedo nulla di male nel frequentare un corso con docenti qualificati per avere nozioni in più e fare delle esperienze. In qualunque campo.

          • Antonio Martino

            Ok cara Helga, bene così. Ho capito male sulla tua partecipazione e ti chiedo scusa. Non ho mai detto che c’è qualcosa di male a frequentare il corso, per carità…. Ho espresso un giudizio personale, essendo collezionista da 25 anni e penso di poterlo fare liberamente…. Rimango della mia idea e continuo a pensare che fare un corso di ceramica o di lingua o cucina giapponese siano una cosa rispettabilissima, ma diverse. Ma va bene così, buona giornata

          • Helga Marsala

            certo che sono diverse! ci mancherebbe. Ma materie relative al sistema dell’arte si insegnano nei corsi per curatori, nelle accademie, nelle università. Chiaro che non ti trasformano in un collezionista (ma nemmeno in curatore), poi ognuno ci mette la sua storia, il suo talento, la sua sensibilità. Ma sono interessanti lo stesso. Insomma, che male c’è? Buona giornata Antonio. Stima ricambiata :)

          • Antonio Martino

            Grande Helga, a parte il male, che in arte non può esserci, vediamo l’argomento da due ottiche completamente diverse… Costruttivo contraddittorio, con stima, simpatia e affetto, A

  • Antonio Martino

    Non avevo letto che si paga pure

  • ruote telluriche

    Vergogna ai presuntuosi che danno lezioni di collezionismo.
    Il Pecci comincia malissimo!
    Gente, comprate quello che vi pare e non badate a queste idiozie

  • Il problema di questi corsi non è l’idea di fare un corso, ma le persone che tengono il corso e l’impostazione del corso stesso. Perché si proviene da un sistema in cui non è assolutamente chiaro quale sia oggi il valore e la funzione dell’opera d’arte. Il pericolo Wanna Marchi è sempre dietro l’angolo. L’arte oggi, oltre valori storici consolidati e qualcosa degli anni 90, è soprattutto IKEA EVOLUTA. Quindi tanto vale proporre “ikea evoluta consapevole”. Il valore oggi dell’opera è questa consapevolezza tra opera, contesto e intenzioni dell’artista. L’unico spazio politico ancora praticabile, dove fare la rivoluzione, è il proprio privato, la propria cassetta degli attrezzi che abbiamo in fondo alla nostra mente e alla nostra casa; dalla cassetta del “fai da te” possiamo trovare un museo in casa: http://www.myduchamp.com

    • Antonio Martino

      Paradossale per me tutto l’argomento, sono stato già abbastanza chiaro e pure molto diplomatico nell’andare controcorrente. L’intervento poi dell’artista e blogger, Luca Rossi, irrilevante e sottilmente di parte, ai fini della discussione, anche perché penso non ci sia molto più da commentare in merito. Buona Pasqua.

      • Ciao Antonio, grazie della tua risposta. Non credo molto irrilevante. Anzi direi centrale: non è COSA ma è COME. Non si tratta di EDUCARE al collezionismo ma di creare un contesto per riflettere sul “collezionismo”. E per fare questo bisogna avere il coraggio di spogliarsi nudi e mettere il dito nella piaga: quale VALORE oggi per l’Opera d’Arte? Per rispondere a questa domanda gli addetti ai lavori sono spesso le persone meno indicate. Con Affetto, Luca Rossi

  • Vanni Bassetti

    Quando vi porteranno in gita dal signor Gori, chiedete a lui quanti e quali corsi per collezionisti ha dovuto fare!