Venezia verso la Biennale Arte. Pinault Collection, Fondazione Cini e Gallerie dell’Accademia insieme per la personale del vietnamita Danh Vo a Punta della Dogana: ecco come

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Danh Vo

Danh Vo

Pinault Collection, Fondazione Giorgio Cini e Gallerie dell’Accademia. Insieme. Le tre realtà museali si uniscono per Slip of the tongue, l’esposizione dell’artista vietnamita con passaporto danese Danh Vo appena presentata a Venezia. La mostra, che sarà allestita all’interno di Punta della Dogana e curata dallo stesso Vo e da Caroline Bourgeois, sarà arricchita da importati prestiti – sia da parte della Fondazione Cini che dalle Gallerie dell’Accademia – che andranno a dialogare con l’opera contemporanea, ma sempre dai connotati storici, di Danh Vo. In particolare il Self-Portrait (Peter) dell’artista vietnamita sarà accompagnato, a turno (perché i prestiti ruoteranno ogni mese), dalla Testa del Redentore di Giovanni Bellini, dai frammenti di una Trasfigurazione del XV secolo, dai Santi Benedetto, Tecla e Damiano di Giovanni Buonconsiglio (detto il Marescalco) e dal Mascherone di satiro della scuola di Tiziano (fin qui per gentile concessione del Mibact e delle Gallerie dell’Accademia) e dalle nove miniature, che vanno dal XIII al XV secolo, dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Cini, con il benestare di Luca Massimo Barbero. In totale, oltre a quelle di Vo, saranno 52 le gli artisti esposti, di cui ventiquattro mai presentati negli spazi della collezione Pinault. Ancora massimo riserbo su cosa verrà esposto nella retrospettiva di Vo, i cui particolari verranno rilasciati il 9 e 10 aprile prossimo.

– Paolo Marella

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  • L’esempio più squisito di Giovane Indiana Jones Internazionale, e ovviamente tutti In italia a scimmiottare questa tipologia di lavoro. Ma non tutti possono vantare un background così esotico. Dan Vo propone realmente una forma di archeologia di se stesso in relazione col mondo (ovviamente). Quello che carica di valore e aura le sue opere sono semplicemente le pubbliche relazioni, e il pubblico accetta quello che vede senza fare troppe domande; anche perché come criticare certi reperti da muse egizio? Ecco ancora che una certa “retorica passatista” (in italia ce ne sono tanti, tosati, biscotti, arena, calo, ecc ecc) sembra il modo per i giovani per farsi accettare da un paese per vecchi. Quando la mostra potrebbe essere già dove ci troviamo senza tanti fronzoli e a costo zero.

    • Vedi continui a non capire

      oggi gli artisti sono i galleristi che sanno promuovere e creare attenzione mediatica, oggi si lavora artisticamente sull’arte e su chi la fà, non saranno mica le opere ad avere un peso…

      anzi io proporrei una campagna ecologistica a favore del pianeta, basta opere, salviamo il mondo dall’arte, tutto questo inquinamento da vernissage, fiere mostre, torniamo alla natura e disegnamo sulla sabbia del mare!

      birbante non studi!

      d.o)

  • Eccolo il fantastico e presenzialista Danh Vo noto per il lavoro sulla statua delle libertà che oramai lo hanno visto anche nei villaggi più sperduti, un ottimo esempio di come si prende un”artista” e lo si promuove a tamburo battente, senza pietà in tutto il pianeta, complimenti al gruppo Pinault che sa fare sistema e business…

    bravissimi un esempio per tutte le larve che da noi non sbocciano mai persi nel loro bozzolo di inutili parole