Un italiano al vertice di Sotheby’s. Domenico De Sole, ex manager Gucci, è il nuovo presidente della casa d’aste, che annuncia anche il nuovo CEO Tad Smith

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Domenico De Sole

Domenico De Sole

Sono giorni di nuovi insediamenti, ai piani alti di Sotheby’s. Dalla scorsa settimana, la nota casa d’aste inglese ha un nuovo amministratore delegato, che dal 31 marzo sostituirà a tutti gli effetti il dimissionario William F. Ruprecht, in carica dal 2000. Si tratta di Tad Smith, classe 1965, professore alla Stern School of Business alla New York University e brillante carriera manageriale con ultima tappa alla Madison Square Garden Company, il colosso americano dell’industria dello sport e dell’intrattenimento. In un momento storico in cui Sotheby’s punta a rinnovarsi, il consiglio d’amministrazione ha orientato la sua scelta verso un leader carismatico di alto profilo, senza alcuna esperienza pregressa nel settore delle vendite d’asta, ma con le competenze giuste per costruire una nuova strategia aziendale. E Tad Smith deve avere delle ottime carte, considerato il contratto quinquennale stellare che gli è stato offerto, che prevede 7,2 milioni di stipendio all’anno, più bonus annuali sino ai 6 milioni di dollari.

Tad Smith

Tad Smith

Ma le novità ai piani alti di Sotheby’s sono in realtà due: Tad Smith sarà infatti affiancato dall’italiano Domenico De Sole, ex manager Gucci, presidente di Tom Ford International e membro del board di Gap. Parliamo del manager che assieme a Tom Ford rilanciò Gucci quando era in crisi, riportandola al top. E non può non colpire il fatto che Gucci era alle dipendenze di Francois Pinault, oggi proprietario di Christie’s, mentre ora De Sole si ritrova a fargli concorrenza dalla testa di Sotheby’s. De Sole, già parte del Cda della auction house, è stato nominato presidente. È la prima volta che le due cariche sono separate: Smith e De Sole lavoreranno fianco a fianco nel portare Sotheby’s un passo avanti alla sua rivale storica, Christie’s, attualmente alla ricerca del nuovo CEO, dopo le dimissioni dell’ex amministratore delegato Steven Murphy, lo scorso dicembre.

Marta Pettinau

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