Il Metropolitan Museum si rifà il look e si affida a David Chipperfield. La New York dei musei si rinnova: a maggio inaugura l’ampliamento di Renzo Piano del Whitney Museum

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David Chipperfield - photo Davide Toffanin

David Chipperfield – photo Davide Toffanin

Avrà la firma di David Chipperfield la nuova ala sud-ovest del Metropolitan Museum di New York dedicata all’arte moderna e contemporanea (e forse anche le adiacenti gallerie di arte africana, oceanica e delle Americhe). Chipperfield è di recente salito agli onori della cronaca italiana per il caso MUDEC, il Museo delle Culture di Milano, progettato dall’architetto inglese, che ora è in rotta con l’amministrazione comunale accusata di inadempienze esecutive. Ma parliamo di una archistar che non ha bisogno di presentazioni: basti pensare alla sua direzione della Biennale di Architettura del 2012.
Il suo nome è stato scelto a seguito di un processo di selezione durato un anno e concluso il 10 marzo con votazione unanime del consiglio d’amministrazione del MET. Tre i criteri di scelta applicati, riferisce il direttore del museo americano Thomas D. Campbell: visione, esperienza e compatibilità, che hanno trovato perfetta rispondenza nei progetti museali dell’archistar britannica, dal Neues Museum di Berlino al Museo Jumex nel New Mexico, dalla nuova sezione del Saint Louis Art Museum alla galleria The Hepworth Wakefield.
Il MET si aspetta dallo studio britannico la progettazione di una struttura che sia in grado di accogliere le molteplici narrazioni dell’arte del nostro tempo. Si prevede inoltre di raddoppiare la metratura del roof garden e di studiare una soluzione per migliorare il dialogo tra il museo e il vicino Central Park. L’ampliamento del Metropolitan Museum andrà ad accompagnare un’altra nuova opera architettonica museale, l’ampliamento del Whitney Museum progettato da Renzo Piano, che, dopo quattro anni di cantiere, aprirà al pubblico il 1° maggio di quest’anno.

Marta Pettinau

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