Dall’Angelo Mai a Bologna: arriva all’Atelier Sì la formazione romana Bluemotion. Quattro proposte tra arte e politica, guardando a Pier Paolo Pasolini. E a Gianni Rodari

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Bluemotion Petrolio Safari © Melania Stricchiolo

Bluemotion Petrolio Safari © Melania Stricchiolo

Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo”: la conclusione dell’Antefatto a Grammatica della Fantasia di Gianni Rodari pare perfetta per sintetizzare l’idea alla base del progetto che la formazione romana Bluemotion, nata all’interno dell’esperienza artistica e politica dell’Angelo Mai, propone dal 25 al 28 marzo all’Atelier Sì di Bologna. Le donne e gli uomini di Bluemotion sono attivisti nel campo dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori dello spettacolo. Questa passione si riflette nel progetto che il gruppo propone al pubblico bolognese, SPRINGst: “È un omaggio alla primavera come strada, una riflessione sul racconto come dono, sulla sua capacità di essere strumento di ascolto e dialogo”, suggerisce la regista Giorgina Pi.
La prima proposta in programma, Favole al telefono (dal titolo dell’omonima raccolta del celeberrimo scrittore, pedagogista e poeta piemontese) “è un ambiente adatto a uomini e donne dai 6 ai 158 anni: si tratta di un’esperienza breve di dialogo telefonico con una persona sconosciuta. E ciò che si ascolta è una favola. Lo spazio ordinato e in penombra ospita la caotica gamma di favole che si nasconde dietro la cornetta, protegge il segreto che lega due persone che parlano al telefono senza conoscersi. E in questo piccolo incontro misterioso le favole diventano cartografie di vite, riti di passaggio, appunti di fantastica”. Si prosegue con lo spettacolo-concerto Bluemotion Petrolio Safari, ispirato a Petrolio di Pier Paolo Pasolini, “un viaggio desolato e sensoriale che sente di appartenere ad un solo genere: il safari”.
In cartellone anche l’incontro Con deliberato proposito – intenzioni creative negli spazi liberi: a partire dal lavoro di Bluemotion, intende “mettere a fuoco alcune nuove prospettive del rapporto tra produzione artistica e culturale, libertà, politica, sviluppo di nuovo pubblico e pratiche di interazione con il contesto urbano”. Il progetto bolognese si conclude con il concerto della Bluemotion band, con Dellera (Afterhours) come special guest.

– Michele Pascarella

www.bluemotion.info

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