Cultura ai tempi dei social network. Nasce #spreadyourculture: dove ognuno condivide i propri sapere personali, basta che siano originali…

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spreadyourculture

Tutto nasce da un’idea molto chiara: diffondere cultura applicando le regole auree dei social network; utilizzando, dunque, un sistema di circolazione dei contenuti potente, elastico e, soprattutto, alla portata di tutti. L’esperimento in questione si chiama #spreadyourculture ed è appena stato lanciato in rete, via Facebook, dalla museologa Claudia Pecoraro. Ma tutti possono partecipare. Basta postare sul proprio profilo FB contenuti che siano “culturalmente interessanti”, pescati da letture private, da ricordi scolastici, da passioni personali; e anche da fonti, per così dire, alternative, cui attingere senza troppi pregiudizi intellettuali. Insomma: il Calendario di Frate Indovino o il Manuale delle Giovani Marmotte vanno benissimo. L’importante è che le notizie pubblicate non provengano dalla rete stessa.
Comunque sia, l’appello riguarda l’intero popolo del Web. Se volete anche voi prendere parte a #spreadyourculture, basterà attenervi a tre semplici regole: pensare a contenuti che possano incuriosire una vasta platea di utenti, inserire l’hashtag nel post e, ovviamente, essere sintetici. Per certi versi, questo progetto sociale potrebbe ricordare Forse non tutti sanno che…, la leggendaria rubrica della Settimana Enigmistica; o anche, volendo essere meno pop, l’Encyclopedie di Diderot. #spreadyourculture, in fin dei conti, persegue intenti divulgativi piuttosto simili, seppur calati nella realtà digitale 2.0; una realtà, occorre dirlo, troppo spesso sottovalutata o tacciata di futilità. Come dire: oltre ai gossip, ai gattini neonati, alle cadute celebri, agli eccessi dell’ultraviolenza, a #thedress, anche la cultura personale, in rete, può farsi moneta di scambio…

Marco Andreoli

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