Cresce Alserkal Avenue, distretto dell’arte di Dubai: 76mila metri quadri in più per gallerie internazionali, un centro eventi e ristoranti esclusivi. In attesa dell’Expo 2020…

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Il nuovo distretto galleristico di Dubai (foto Alserkal Avenue)

Il nuovo distretto galleristico di Dubai (foto Alserkal Avenue)

Dubai è uno di quei centri internazionali in pieno sviluppo economico e urbano che negli ultimi anni si sono fatti largo per sedersi al tavolo delle grandi metropoli del contemporaneo. La fiera Art Dubai, al momento in pieno svolgimento, ne è un sintomo. Alserkal Avenue è invece una conseguenza. Nel 2007, nel quartiere industriale di Al Quoz, il distretto di Alserkal Avenue si trasforma rapidamente in un concentrato urbano di gallerie, residenze per artisti, studi, coworking e spazi alternativi per l’arte. A differenza di quartieri galleristici come Chelsea di New York, Tophane di Istanbul o Mayfair di Londra, risultato di naturali fenomeni di evoluzione urbanistica, l’innesto di gallerie e spazi per l’arte nei capannoni industriali di Alserkal Avenue è stato promosso dalla famiglia omonima che ne detiene la proprietà.
Attualmente sono ventuno le realtà insediate, compreso un museo privato, ma dal prossimo inverno apriranno nuovi business, in particolare gallerie internazionali che, dopo aver testato la capacità di acquisto della regione nelle passate edizioni di Art Dubai, hanno deciso di aprire una filiale permanente nell’emirato arabo. Tra queste, la Leila Heller Gallery di New York, la Jean-Paul Najar Foundation di Parigi e la MB&F M.A.D. Gallery, con sedi a Ginevra e Taipei. A darne notizia qualche giorno fa,  Abdelmonem Bin Eisa Alserkal, nominato patrono delle arti per due anni consecutivi dal governo degli Emirati Arabi Uniti. Ad Akserkal Avenue le maestranze sono già all’opera per ampliare il distretto di 76mila metri quadri. Prevista anche l’apertura di un centro polifunzionale per proiezioni, performance e spettacoli, con ampi spazi aperti e ristoranti d’alto livello. Pare che Dubai si stia già preparando ad accogliere l’Expo universale del 2020. Italia, guarda e impara…

– Marta Pettinau

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