Arte pubblica al MuFoCo. Con le Vetrinette in mostra

Al Museo di Fotografia Contemporanea, il 14 marzo inaugura “Vetrinetta”, un progetto di Paolo Riolzi con un’anima ibrida: artistica e militante. Un percorso iconografico, microstorico e antropologico che si interroga sull’identità collettiva, attivando la collettività.

Print pagePDF pageEmail page

Paolo Riolzi – Vetrinetta - Agostino Pirania, 140x120

Paolo Riolzi – Vetrinetta – Agostino Pirania, 140×120

Ex assistente di Gabriele Basilico, Paolo Riolzi ha uno stile documentario e asciutto. La sua ricerca artistica lo ha portato da qualche anno a prendere in esame la vetrinetta come oggetto d’arredo che raduna, custodisce e mostra biografie (fatte) di oggetti. Da marzo il suo esperimento è protagonista di una mostra site specific di fotografie in scala 1:1, a rappresentare l’oggetto vetrinetta in modo indicale, con la massima obiettività e neutralità.
Sono quasi tutti di età avanzata i cittadini che hanno accettato di collaborare al progetto”, spiega il curatore Matteo Balduzzi. “Hanno aperto la porta di casa, offerto un caffè all’equipe di ricercatori del MuFoCo e raccontato la propria storia, descrivendo uno per uno gli oggetti della loro vetrina domestica”.

Il realismo fotografico, che entra nelle case e cattura storie vissute e immaginate, risponde a una sete di ricostruzione di vicende umane, ma soddisfa anche un istinto esibizionista e voyeuristico. In questo senso, il progetto sembra quasi in parentela con i reality televisivi.
A noi è sembrato il contrario. Cioè che in questo caso non abbia prevalso tanto l’istinto esibizionista, semmai il bisogno di creare una cornice condivisa per dare alle persone la tranquillità di mostrarsi. La mostra è un antidoto alla mentalità da reality, e vuole favorire la costruzione di un paesaggio umano attraverso l’incontro fisico e il dialogo.

Paolo Riolzi – Vetrinetta - Ornella Schiavon, 135x100

Paolo Riolzi – Vetrinetta – Ornella Schiavon, 135×100

Un progetto socialmente militante?
Un progetto caldo e articolato, con un lato umano e sociale e uno artistico-formale. Il focus non è esporre, ma favorire azioni che riattivino l’oggetto. Aprendo le case, anche la vetrinetta autocentrata e autocelebrativa diventa parte di un tutto. Siamo dei pezzettini di società, nessuno ha senso da solo.

Al tempo dell’usa e getta e delle immagini digitali, Instagram e Pinterest sembrano la versione contemporanea della vetrinetta.
Ci sono delle somiglianze. Come la vetrinetta, Instagram e Pinterest sono bacheche esposte in una dimensione semiprivata. Nella vetrinetta fisica gli oggetti sono più muti, mentre online la condivisione avviene su più piani. E se attraverso la vetrinetta rielaboriamo un’automemoria, le risonanze psicologiche delle bacheche virali andrebbero scandagliate.

Paolo Riolzi – Vetrinetta - Milda Di Giacomo, 220x150

Paolo Riolzi – Vetrinetta – Milda Di Giacomo, 220×150

Parte dell’installazione è una grande vetrinetta pubblica all’esterno del MuFoCo. Che fine farà, dopo la mostra?
Scomparirà. La documenteremo e farà parte del catalogo e dell’archivio digitale legati al progetto. Gli oggetti verranno restituiti.

Margherita Zanoletti

Cinisello Balsamo // fino al 6 settembre 2015
inaugurazione: 14 marzo ore 17
Paolo Riolzi – Vetrinetta
a cura di Matteo Balduzzi
MUFOCO
Via Frova 10
02 6605661
[email protected]
www.mufoco.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/42966/paolo-riolzi-vetrinetta/

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community