Nico Vascellari versione techno-folk. A Sassari una performance sonora che codifica in un sound inaspettato la tradizionale Discesa dei Candelieri: ecco il video

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La Discesa dei Candelieri di Sassari

La Discesa dei Candelieri di Sassari

Teatro Civico di Sassari, buio in sala e sipario chiuso. A interrompere il silenzio consono al luogo, una traccia di tamburi, solenne, incalzante, ipnotica. È l’apertura di Ascesa (Preludio), performance sonora di Nico Vascellari (Vittorio Veneto, 1976), andata in scena sabato 3 maggio, a conclusione di Candelieri Residencies Art Program. Giunto alla seconda edizione, organizzata dall’associazione Progetto Contemporaneo, con la curatela di Micaela Deiana e Giangavino Pazzola, il programma mira a mettere in dialogo artisti contemporanei con una tradizione sarda centenaria, la Discesa dei Candelieri, che dallo scorso anno è annoverata nel patrimonio immateriale dell’Unesco.
Vascellari era stato invitato in residenza lo scorso agosto per un’immersione in questa grande festa religiosa. Da un artista così interessato al rapporto e alla contaminazione tra arti visive e suono, non ci si poteva che aspettare un approccio e un esito performativo/sonoro. Nei venti minuti dell’intervento, l’iniziale traccia di tamburi si è costruita con ritmo crescente attraverso la somma di sonorità proprie della Discesa dei Candelieri, appositamente campionate in studio, e suoni elettronici e distorti. Ad accompagnare visivamente la traccia sonora, una mise en scène con una processione composta da sei persone che, ruotando un’asta con apposta all’estremità superiore una torcia elettrica, hanno percorso ripetutamente il perimetro della platea del teatro.
Assicurato l’effetto straniante e destabilizzante sul pubblico non solo nell’assistere ad un’insolita interpretazione della festa religiosa più sentita e partecipata a livello locale, ma anche nella fruizione di un sound che ci si aspetterebbe di sentire in un club più che in un teatro storico, abituato ad ospitare generi alti e altri. Nel video, alcuni momenti della performance…

– Marta Pettinau

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