Progetto Nova a Santo Stefano Magra. Ecco tutte le foto di un’incredibile ex fabbrica che vuole emergere con pratiche di qualità. Arrivano i bandi per l’assegnazione dei primi spazi


Progetto Nova, Santo Stefano Magra 12

Idee, suggestioni, spunti, rischi, passerella di buone e di cattive pratiche internazionali. Tanta partecipazione anche se più da lontano che, purtroppo, dal territorio circostante. Nello sfidante incrocio geopolitico dove intersecano Liguria, Toscana ed Emilia si sono svolti venerdì e sabato i due giorni di dibattiti che hanno dato avvio al Progetto Nova, all’interno della ex Fabbrica Vaccari di Santo Stefano di Magra.
La partita è vasta e pur, per ora, giocata dal piccolo comune della Lunigiana (con suo visionario sindaco Juri Mazzanti) e in parte dalla Regione Liguria, ha una portata potenziale molto ambiziosa. Si tratta di un ex stabilimento per la produzione di laterizi e ceramiche (peraltro di altissima qualità) che insiste su una superficie di una quindicina di ettari. Tutti ancora allestiti a capannoni, magazzini, palazzine per uffici, forni; spesso con architetture di grande fascino che abbiamo voluto mostrarvi in queste immagini. La proprietà è divisa in cinque. Una piccola parte l’ha già acquistata il Comune, il grosso è di una multinazionale austriaca, poi ci sono dei proprietari italiani, e uno tra questi si è convinto a conferire parte dei suoi spazi in comodato gratuito al Comune di Santo Stefano per 8 anni. Il Comune, dal canto suo, ha optato per mettere questi spazi a gara al miglior offerente.
Stiamo pensando di assegnare una parte degli spazi previo pubblico incanto“, ci ha spiegato il sindaco Mazzanti, “e per un’altra parte ragionare in ottica di inviti. Non chiediamo soldi a chi vorrà entrare, ma chi vince deve provvedere a sistemare gli spazi e a renderli agibili. E poi deve garantirci una ricaduta sociale. Nella ex palazzina degli uffici invece faremo libreria, urban center e residenze per creativi“. Un progetto virtuoso che però non può esaurirsi con la progettazione degli spazi che il Comune si trova a gestire, ma che deve confrontarsi con tutto il resto dell’ex fabbrica, destinata a trasformarsi in un autentico quartiere contemporaneo fatto anche di residenze, commerci, formazione. D’altronde, pieno com’è di edifici, strade e piazze, l’opificio un quartiere lo sembra già ora. Si tratta solo di far tornare le persone a viverci, a lavorarci, a dormire, a comprare, a mangiare. Un progetto culturale che deve andare pari passo con un progetto di sviluppo immobiliare. Una sfida, poi, che deve puntare a portare al suo interno nuovi contenuti culturali, non certo attrarre a sè i pochi contenuti che esistono sul territorio inaridendolo.
Stiamo anche noi pensando di partecipare ai bandi e di prendere uno spazio in questo luogo“, ci racconta Massimo Biava della Galleria Cardelli&Fontana di Sarzana, “ma non certo per trasferirci e abbandonare la nostra sede, piuttosto per fare qualcosa in più“. I bandi saranno pubblicati da lunedì 17 marzo sul sito del comune e su quello del progetto. Auguriamoci sia l’inizio di una buone esperienza di trasformazione urbanistica. Intanto, a chiusura della due giorni organizzata da Fitzcarraldo e dopo gli interventi di tutti gli ospiti, è arrivata a sorpresa l’apertura di Expo2015: “raccontiamo questa storia al Padiglione Italia” ha detto Paolo Verri, che del Padiglione è direttore dei contenuti, “cerchiamo proprio storie così“…

www.progettonova.it
www.comune.santostefanodimagra.sp.it

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