Il ritorno del reale. Julius Baer a Lugano

La fotografia torna a guardare alla realtà: è l'assunto della mostra al Cantonale di Lugano, che propone una selezione di foto e video della collezione Julius Baer. Con Fischli &Weiss, Pipilotti Rist, Urs Lüthi e altri autori da scoprire.

Tra le 4.500 opere che compongono la collezione della banca Julius Baer, concentrata sull’arte contemporanea svizzera, la mostra al Cantonale seleziona solo fotografie e video. Opere di livello, con grandi nomi e autori da scoprire. Ma ciò che più conta è che il curatore Elio Schenini coglie l’occasione per imbastire una riflessione sul rapporto odierno tra la fotografia e il referente della realtà.
Il dibattito sull’argomento è annoso, ma è urgente ridefinirlo sulla base della progressiva emancipazione della fotografia dallo statuto di disciplina segregata dal resto dell’arte contemporanea. E soprattutto alla luce della sempre più massiccia dose di irrealtà cui siamo sottoposti, che si tratti di iniezioni da cavallo di immaginario (comunicazione, pubblicità…) o di realtà virtuale.
Schenini cita come punti di svolta recenti il riemergere dell'”economia reale”, il “fact checking” consentito dai social network e la teoria filosofica del nuovo realismo di Ferraris. Per concludere che, dopo la sbornia di onirismi seguita al passaggio dalla foto analogica a quella digitale, oggi fotografia e realtà hanno ancora un rapporto privilegiato, per quanto mediato dalla sublimazione dell’invenzione artistica.

Fischli & Weiss, Das Provisorium, 1985

Fischli & Weiss, Das Provisorium, 1985

Difficile valutare la rappresentatività generale di tale analisi, ma almeno rispetto alle opere in mostra la coerenza interna è perfetta. Dalle riflessioni sul paesaggio urbano di autori come Tobias Madörin e Annaik Lou Pitteloud emergono le storture di ambienti talvolta opprimenti, ma anche la volontà di riappropriarsi degli spazi da parte degli individui. La visione della natura è mediata dalla coscienza di una separazione forse definitiva con l’uomo, ma erompe comunque in tutto il suo fascino sublime, come nelle opere di Guido Baselgia e Claudio Moser.
Il mondo degli oggetti è un caleidoscopio che prende vita autonoma nel video di Lutz & Guggisberg e negli scatti di Fischli & Weiss, mentre diventa maestoso nella sua artificialità nella foto di Marc Latzel (pesci impacchettati in una confezione da supermercato). Il corpo e il volto, infine, raccontato da autori come Balthasar Burkhard, Urs Lüthi, Andrea Ehrat, è in tensione, contorto, oppure assorto in un’attesa silenziosa.
Tra i video, meritano la menzione almeno quello di Eberli/Mantel, con due bambini lasciati liberi di ritagliare banconote a piacimento; quello di Christian Marclay, che accosta un infinita gamma di scena cinematografiche in cui il protagonista risponde al telefono; e quello di Pipilotti Rist, il cui monitor è racchiuso in una borsetta.

Stefano Castelli

Lugano // fino al 18 agosto 2013
La realtà non è un luogo comune. Fotografie e video dalla collezione d’arte della Julius Baer
a cura di Elio Schenini
MUSEO CANTONALE
Via Canova 10
[email protected]
www.museo-cantonale-arte.ch

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Stefano Castelli

Stefano Castelli

Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica.…

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