Endorsment Artribune per le elezioni a Roma. Monica Scanu, già nello staff di Umberto Croppi oggi in lista civica per Marino, è la persona giusta per chi ancora avesse voglia di votare

Countdown sempre più stretto per la tornata di elezioni amministrative: ed Artribune non rinuncia all’abitudine di andare a dare un’occhiata ai programmi dei candidati in campo, con speciale attenzione ovviamente alle tematiche artistico-culturali. Nel caso di Roma, quest’anno, la rivista gode poi di un punto di vista privilegiato: avendo una propria collaboratrice, l’architetto Monica Scanu, […]

Countdown sempre più stretto per la tornata di elezioni amministrative: ed Artribune non rinuncia all’abitudine di andare a dare un’occhiata ai programmi dei candidati in campo, con speciale attenzione ovviamente alle tematiche artistico-culturali. Nel caso di Roma, quest’anno, la rivista gode poi di un punto di vista privilegiato: avendo una propria collaboratrice, l’architetto Monica Scanu, direttamente in campo, candidata nella lista civica in appoggio al candidato sindaco Ignazio Marino, che tutto il mondo dell’arte si sta orientando a sostenere.
Elezioni senza speciali emozioni e senza contenuti di qualità, con uno sciattume dal quale spiccano pochi candidati: e dal quale di distanzia anche Scanu, se non altro per l’approccio fortemente improntato alle problematiche culturali. Un candidato che rappresenta l’anello di congiunzione tra Marino e Umberto Croppi, personalità – di cui lei era la più stretta collaboratrice, quando era in carica come assessore – che era riuscita a tenere alto il livello della atroce giunta Alemanno almeno dal punto di vista della cultura. Croppi infatti, fino a qualche settimana fa candidato sindaco, ha poi com’è noto rinunciato a correre appoggiando Marino.
Alcuni highlight del programma della candidata? Racchiusi nel “Manifesto per l’Arte Pubblica e Qualità Urbana”, teso a riportare Roma “sul palcoscenico internazionale della contemporaneità con proposte di alta qualità, producendo e scambiando cultura, conoscenza e informazioni tra i cittadini e il resto del mondo”. Che fare? Riqualificare la relazione tra pubblico e privato sul modello cultura impresa, mettere a sistema l’arte, come patrimonio materiale e immateriale comune, promuovere e organizzare la formazione e l’aggiornamento “sia dei cittadini, di tutte le età, che dei dirigenti pubblici e responsabili di comunicazione istituzionale,  attraverso didattica, master, work shop e seminari”.

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Redazione

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