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Le derive fluviali di Alex Bellan

Si direbbe una mostra sul paesaggio, che però non lo rappresenta ma lo richiama. E lo convoca attraverso i suoi relitti e le sue trasformazioni. A Verona, da FaMa Gallery, fino al 31 luglio.


Alex Bellan, A seconda, 2013, frame da video Hd

Alex Bellan, A seconda, 2013, frame da video Hd

La scoperta di pratiche dimenticate, il rinvenimento di detriti di trachite usati come materiali da costruzione: Alex Bellan (Adria, 1981; vive a Padova) ripercorre vie fluviali abbandonate e racconta – con installazioni e video – del lavoro e dell’economia dell’area Euganea cresciuta tra i colli e i corsi dei fiumi.
Una videocamera galleggiante scende lenta lungo la via dei “burci” da Battaglia Terme (Padova) al mare, guidata dai dislivelli dell’acqua e dall’alternanza delle maree, com’era in uso in passato. Un viaggio “a pelo d’acqua” nell’alveo che scorre come un corpo estraneo in un territorio trasfigurato, che sta smarrendo anche uno degli ultimi presidi della sua memoria, il Museo della Navigazione di Battaglia, condannato alla chiusura.

L’inesplorato e l’incognito sono intorno a noi, e torna alla mente la barchetta di Hans Schabus che nel 2002 navigava i canali sotterranei di Vienna.

Alfredo Sigolo

Verona // fino al 31 luglio 2013
Alex Bellan – Detriti
a cura di Elena Forin
FAMA GALLERY
Corso Cavour 25/27
045 8030985
[email protected]
www.famagallery.com

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