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E Grimaldi portò la Fiom in galleria. O no?

Massimo Grimaldi allestisce da Zero... una personale dedicata a concetti di prossimità e lontananza. E di verità e possibilità. Tra installazioni di grandi dimensioni e lightbox formato cammeo, il percorso tocca alcuni punti del suo immaginario, scoprendo paesaggi come vastità. A Milano, fino al 18 maggio.


Massimo Grimaldi, Bayerischer Wald 1985, 2013

Massimo Grimaldi, Bayerischer Wald 1985, 2013

La figura del noto sindacalista Landini domina a distanza la personale di Massimo Grimaldi (Taranto, 1974). Negli spazi délabré della galleria Zero… l’artista pugliese sceglie di bucare la riservatezza della rappresentazione bidimensionale avvicinando ogni immagine scelta alla lontananza della realtà. Tanto con la serie di lightbox, quanto con la stampa Bali, l’artista compone il suo album di viaggio nel tempo della figurazione a ritroso, alterandola. Di fronte, la strutturazione armonica di una playlist-ritratto, March 2013, stabilisce la giusta distanza tra sostanza e immaterialità, conferendo ai lavori a parete, disposti anche nella seconda sala, un tono di esotismo relativo, tra connessioni sintetiche e analogie inedite. L’intero percorso, scandito da lavori site specific, restituisce all’intera visione di Grimaldi un respiro libero, un motu caratterizzato da un’insolita, lucida incisività.

Ginevra Bria

Milano // fino al 18 maggio 2013
Massimo Grimaldi – Landini
ZERO…
Via Tadino 20
02 87234580
[email protected]

www.galleriazero.it

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  • Beppe

    Terribile. Sembra l’intero di una filiale di un’agenzia interinale. Siamo apposto…

  • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse

    Grimaldi è stanco, e come molti artisti della sua generazione (a mio parere sacrificati da un sistema immaturo e poco professionale) permane ossessivamente a fare “personali da museo” nella giovane galleria privata. Che è giovane da 10 anni…

  • http://buonsens.blogspot.com CoDa

    C’è qualcuno che riesce a fornire maggiori dettagli sui lavori esposti xchè dal testo e dalle foto (anche quelle sul sito della galleria) non si capisce granchè? Purtroppo non riesco a vedere la mostra. grazie

  • Alex Gianotti

    Grimaldi non avendo le idee chiare si preoccupa essenzialmente di confondere le idee degli altri in questo e’ abilissimo!! E altrettanto abili sono i galleristi che proponendo il nulla riescono farsi dare soldi da collezionisti sprovveduti.

  • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse

    Questa mostra è stanca, ma solitamente il lavoro di Grimaldi non è male. Quanto meno nella sua assolutezza cerca un confronto con il presente, sia esso il sistema o la realtà. Il problema è sistemico: i canali di raccomandazione che hanno aiutato Grimaldi (ma come lui possiamo avere ogni stagione nuovi garuttini) è lo stesso sistema che non gli ha permesso di migliorare il suo lavoro.

    Grimaldi sostiene che le sue opere non sono tigri ma le sabbie mobili che le hanno inghiottite. Non lo so. Sciuramente anche le sue opere sono fatte in parte di un materia fatta di luoghi e relazioni. Se i raggi del sole, come relazioni tra punti, incontrano un luogo, ecco che abbiamo l’opera. Servirebbe un’argomentazione critica capace per ridimensionare luoghi e relazioni.

    …plays..
    varsavia, 2013.
    (kremlino project)

  • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse