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Dorothy Iannone, fra arte e vita

Primo solo show nel Regno Unito per l’artista statunitense. Con opere che sottolineano l’intreccio inestricabile fra arte e vita nel lavoro di Dorothy Iannone. Qui un report dal Camden Centre, seguendo il filo di un’intervista con Maurizio Cattelan. Fino al 5 maggio.


Dorothy Iannone, I Am Whoever You Want Me To Be, 1970-71 - photo Jochen Littkemann - Courtesy of the artist & Air de Paris, Parigi

Dorothy Iannone, I Am Whoever You Want Me To Be, 1970-71 – photo Jochen Littkemann – Courtesy of the artist & Air de Paris, Parigi

A description of me and a description of my work wouldn’t be that different…”: sono le parole con le quali Dorothy Iannone (Boston, 1933; vive a Berlino) risponde alla domanda di Maurizio Cattelan che, nel 2006 in un’intervista per Flash Art, le chiede come descriverebbe la sua arte. Una strategia, quella dell’autobiografismo come filtro attraverso il quale esplorare temi come l’amore, la sessualità e l’arte stessa, che si percepisce immediatamente entrando nelle sale espositive del Camden Arts Centre di Londra, che ospitano la prima personale di Iannone in Inghilterra .
Movie People (2009), ad esempio, è una serie di ritagli di carta colorata montati su legno, che rappresentano e commentano le scene dei film preferiti dell’artista. Per ogni immagine, un testo riassume. A rendere Lezioni di Piano è una coppia nuda, stesa sulla tastiera. La donna, vista di schiena, distrattamente preme un tasto evidenziato dalla scritta “you take my heart”, che sprigiona la nota che l’uomo ascolta, rapito dall’incanto prodotto dal piano e dal peso dei corpi uniti nella musica.

Dorothy Iannone, An Icelandic Saga - photo Laura Crouchley

Dorothy Iannone, An Icelandic Saga – photo Laura Crouchley

Gli agenti esterni e soprannaturali hanno un ruolo importante. In An Icelandic Saga (1978-1986), 48 disegni e testi in cui si narra la storia di come Dorothy (Iannone) incontri e s’innamori di Dieter (Roth) durante i cinque giorni di vacanza a Reykjavik, è Eros il responsabile della vicenda rivoluzionaria che porta Dorothy ad abbandonare il marito, “my traditional Boston James”, e con lui una vita sicura, interessante e colta a New York, per l’ispirazione appassionante e bohèmienne che a prima vista (ma in realtà accecata già da Eros) intuisce nell’uomo in piedi sul molo che aspetta la coppia con un pesce fresco avvolto nel giornale sotto il braccio, così fresco lui stesso, fresco e punk. Quel Dieter, “that great, great beauty …. So fresh himself, so immersed in responsibility, so immersed in the urgency of his art…”; quel Dieter Roth con cui l’artista passerà i successivi sette anni in un’estasi creativa che commenta a Cattelan con queste parole: “From the moment I met him, until the time I left him, my relationship with Dieter was the inspiration of my art”.

Dorothy Iannone, Brokeback Mountain, 2010

Dorothy Iannone, Brokeback Mountain, 2010

L’avvincente storia che nella mostra a Camden si presenta nella forma di stampate su un enorme lenzuolo bianco che si muove a ogni porta o finestra che si apre, dando fiato alle parole e alle immagini, è esemplare del potere narrativo di Iannone e della sua fedeltà ai grandi amori letterari che, durante gli studi di letteratura a Boston, hanno dato forma alle sue ispirazioni romantiche. Miti che sembra, al pari delle immagini nei suoi lavori, trascinino i fatti della sua vita: “With Dieter no longer was I obsessed with the high love of Shakespeare’s Anthony and Cleopatra, now I had found my own…”.

Maria Pia Masella

Londra // fino al 5 maggio 2013
Dorothy Iannone – Innocent and Aware
CAMDEN ARTS CENTRE
+44 (0)20 74725500
[email protected]
www.camdenartscentre.org

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