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Nico Vascellari, Linda Fregni Nagler, Luca Trevisani. Ecco i vincitori del Premio Moroso: saranno loro a realizzare i propri progetti negli showroom di Milano, Londra e New York


Un momento del party alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia (foto veneziadavivere)

Appuntamento speciale, con forti accenti glam, alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia: inevitabile, quando in giuria ti ritrovi personaggi del calibro di Ross Lovegrove, Greg Lynn, Giulio Cappellini, Lorenzo Fluxà, insieme alla “proprietaria di casa” Angela Vettese. Giuria? Sì, quella dell’edizione 2013 del Premio Moroso, che ha selezionato i tre vincitori fra i dodici artisti finalisti. Si tratta di Nico Vascellari, Linda Fregni Nagler, Luca Trevisani, che realizzeranno i propri progetti rispettivamente negli showroom Moroso di Milano, Londra e New York.
Il premio consiste infatti nell’opportunità di creare una installazione site specific per i flahship store dell’azienda nelle tre importanti capitali del contemporaneo globale; lo scorso anno il riconoscimento era andato ad Andrea Mastrovito, Loris Cecchini e Dragana Sapanjos. I tre vincitori per il 2013 si sono imposti su una rosa di finalisti che vedeva in corsa anche Alek O., Salvatore Arancio, Davide Balliano, Sergio Breviario, Giulio Frigo, Paolo Gonzato, Nicola Martini, Alessandro Piangiamore, Andrea Sala.

www.moroso.it

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  • ahahah

    Stiamo schezando vero? Dai è uno scherzo…

    • Virgilio

      Fama di loro il mondo esser non lassa;
      misericordia e giustizia li sdegna:
      non ragioniam di lor, ma guarda e passa.

  • Rasoio

    Premio Moroso da chiudere . Penoso.

  • cros

    se la fanno e se la dicono, come in politica
    amici degli amici, mai un colpo coraggioso
    ma sempre gli stessi nomi, e che nomi !! Roba da far invidia!

  • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse

    si tratta del solito giochino autoreferenziale, dove la ditta X invece di fare cartelloni pubblicitari fa il premio….ennesimo premio. Per giovani precari, intrappolati nei codici dei loro nonni e genitor, pagati e tenuti in ostaggio in un paese per vecchi.

    Non a caso tutti e tre gli artisti lavorano su codici materici (Vascellari, Trevisani) e sul vintage (Fregni Nagler). “Giovani indiana jones” che citano il passato con la stessa facilità con cui postano su Facebook. Ma solo solo tronchetti sacrificali (tutti italiani, sono assenti fuori dall’italia..ma chi è presente oggi? Con codici così stanchi?) per il fuoco e per la giostra del premio, della residenza o della mostrina…e in tanti mangiano intorno a questo fuoco fatuo..

  • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse
  • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse

    vascellari e trevisani sembrano davvero arte povera 2.0…questa storia in italia dura da diverso tempo. Di Fregni Nagler ricordo una serie di foto in bianco e nero sul giappone…perfetta ikea evoluta…ma il problema NON sono gli artisti…quanto una critica totalmente assente…che non riesce a stimolare e rivitalizzare questi giovani vecchi…d’altronde un pubblico per rilevare certe deficienze NON esiste…se guardiamo le foto tra il pubblico SOLO addetti ai lavori..tra cui la Vettese….situazione kafkiana. La cosa preoccupante è che operatori come la Vettese o Bruciati, hanno tutto l’interesse nel mantenere un sistema autoreferenziale, perchè pubblico vuole anche dire giudizio del pubblico….ma questo giochino, Caro Andrea, non funziona….abbiamo visto come sono finite le cose a Monfalcone…e fra poco anche per la Vettese saranno tempi duri, se non si inizia a pensare al pubblico e alla critica.

    Con Kremlino vorremo suggerire un atteggiamento alternativo: http://whlr.blogspot.it/

  • Morimura

    Il pallone e’ mio e gioca chi dico io!!!! E ogni tre corner per me batto un rigore!!!

  • Angelov

    Si tratta di un Premio molto prestigioso, ed i nomi dei critici e curatori lo conferma, che può essere un trampolino di lancio, anche a livello internazionale, per dei giovani e talentuosi Vetrinisti.

    • Piccole Pesti

      E’ un premio cosi prestigioso che le liquidazioni nei showroom delle aziende andranno a ruba…

  • claudia frosi

    Ma per favore…Nico Vascellari adesso dopo il fallimento di una sperimentazione musicale anni 70 si dà alla pittura ? Questa è un azione dadaista , ditemi che è uno scherzo ? che brutta fine , opz scusatemi , Vascellari si è manifestato per quello che è sempre stato ; uno scherzo di carnevale , aaaaaaa troppo divertente .

    • marco

      :)

    • Piccole Pesti

      ma quale azione dadaista ? Se fossero vivi i dadaisti lo prenderebbero calci in c…

    • Fausto

      altro che un’ azione dadaista… questa è una sciagurata deriva nel nulla…i dadaisti erano contro il sistema dell’arte e lo attaccavano per distruggerlo nelle sue fondamenta..

  • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse

    Gli artisti fanno il loro lavoro, e un giudizio si dovrebbe sempre argomentare. Io non ho mai letto un testo critico su trevisani, vascellari o chi per loro. La critica è il problema, non certo gli artisti.

    Gli artisti sono solo il sintomo del problema-critica in italia. E aggiungerei del problema pubblico, che essendo abbandonato, assente o disinteressato necessita di un giovanistro alla vascellari che gli poga addosso per essere coinvolto. O necessita del new arcaic materico di Trevisani o dell’ikea evoluta di Fregni Nagler. Senza critica e senza pubblico la proposta diventa mediocre e al ribasso.

    Questi artisti presentano TUTTI una declinazione della medesima opera: trevisani è uguale a vascellari uguale a Fregni Nagler. Questo è il vero dramma. E questi premi vanno anche bene, come momenti di pubblicità della ditta X e momenti di esposizione e riflessione su gli artisti. Ma sono occasioni sprecate perchè non c’è apertura nella selezione e si selezione sempre la solita opera.

  • pietro c

    che tristezza

  • Esterrefatta

    Commenti noiosi.

  • mauri lugli

    Ottimo Premio! Giuria seria e di indiscussa esperienza ….
    Come sempre un po’ di invidia e di commenti banali, a volte noiosi. …

    • Fausto

      “Giuria seria”? Per l’arte, le giurie sono cose inutili che servono solo a gratificare pseudo-artisti e critici frustatrati…

  • Alex Giannotti

    La giuria non ha nessuna colpa! Ha premiato il meglio del peggio in concorso.
    In una cosa di zoppi vince il meno zoppo!!!!

  • http://www.whlr.blogspot.it whitehouse

    Il problema sta nella fase precedente al premio e quindi nell’assenza di una scena vitale con critici veri e un pubblico vero. Si arriva a questo premi con i soliti noti, con opere e lavori stanchi.

    Questi commenti come questi premi sono frequentati solo da addetti ai lavori. E il Premio esiste perchè Moroso invece di fare una pubblicità decide di fare il premio per avere visibilità…che gli artisti debbano come premio allestire il negozio è abbastanza sintomatico della situazione….e del ruolo oggi dei vari trevisani e vascellari…questo è veramente noioso.

  • rasoio

    Va beh, Angela Vettese è da pensionare, questo si.
    E Bruciati, che è un pò più giovane per un un pò in panchina non starebbe male, così potrebbe meditare riguardo il proprio ruolo: critico e curatore maggiorenne o altrimenti allevatore di pollai.
    Come ha detto qualcuno in altri commenti gli artisti devono ricominciare ad organizzarsi da soli: il sistema è troppo ufficiale e autoreferenziale, bisogna recuperare una dimensione più propositiva e più rischiosa: si direbbe che qua si vada avanti con i tutori, se non con mamma e papà. Questi non sono artisti ma sono degli impiegatini e i giudici sono dei burocrati.
    C’è necessità di spazi meno regolati: mi vengono in mente l’East Villege della New York del passato e con le dovute proporzioni, la situazione torinese e milanese degli anni 80, primi 90, quando i gruppi di potere non si erano ancora organizzati

    Intervista a Corrado Levi – RITORNO AL FUTURO
    http://www.youtube.com/watch?v=SSJ4Y9ZjZUk

    Ma ora dovremmo cominciare a proporre delle alternative.
    innanzitutto: sono davvero questi artisti il meglio del peggio? Possibile che non ci sia altro? Possibile che al di là del peggio scartato non ci sia qualche outsider eccellente?
    Andiamo un pò a rivedere i meccanismi delle selezioni e vediamo di scardinare certe incrostazioni, intendo dire sia nei i filtri che nei filtrati.
    Forse basta guardarsi intorno senza seguire le conventicole. Forse bisogna imparare a fare delle rose di nomi più svicolate.
    Un criterio sbagliato secondo me è il limite di età che andrebbe tolto per molti di questi premi altrimenti andiamo avanti così all’infinito con la riproposizione periodica di ennesimi giovani senza futuro, tralasciando quindi ogni valutazione di carriere sulla lunga distanza: mi pare che l’arte è arte all’interno della realtà tutta e non solo all’interno di un’accidente anagrafico.
    Per il resto in effetti non so che altro di meglio potrei proporre e mi rendo conto che un po di buon senso e di coraggio non sono cose che si ottengono stabilendo regole: Luca Rossi non ha tutti i torti ma ora dovremmo cominciare ad andare sul concreto di proposte possibili

    • http://www.whlr.blogspot.it whitehouse

      Hai ragione criticare e basta non serve a molto. Ritengo che Kremlino possa essere un ‘alternativa: e quindi un contenitore aperto a tutti, previo confronto rispetto i contenuti. E una serie di progetti selezionati che lavorano sulla natura dell’opera, e quindi sulla natura della mostra, e quindi sulla natura del museo, e quindi sulla natura dell’artista, e quindi sulla natura dello spettatore e quindi, infine, sulla natura del cittadino.

      kremlino
      lion o gazelle?
      http://www.whlr.blogspot.it/2013/03/kremlino.html

  • http://www.atpdiary.com Elena Bordignon

    E’ veramente pietoso leggere queste cose. Mi sono imbattuta per sbaglio e mi vergogno degli editori che consentano un simile ‘circo’ di insulti e sciocchezze. Non c’è nessun rispetto né per l’azienda né per chi ha organizzato e curato questo progetto.

  • http://www.whlr.blogspot.it whitehouse

    Elena buona, ti affidi a internet e poi censuri e banni commenti argomentati sul tuo blog. Secondo me ti dovresti vergognare tu.

    Personalmente ho rispetto per Moroso e i suoi collaboratori. Si confonde l’argomentazione critica con l’insulto. Tipico Italiano. Mai offeso nessuno. Anzi Moroso dovrebbe riflettere su certe cose.

    Si tratta di un circolino autoreferenziale che propone opere da arte povera rivisitata. Ci sono sempre i soliti noti in lizza. Io stesso ho partecipato all’edizione precedente, ma non c’è modo di confrontarsi oltre i soliti codici. C’è chiusura nel confronto, non c’è capacità critica. Non si pensa al pubblico. Moroso dovrebbe ringraziare questi commenti e riflettere.

    Non c’è alcuna riflessione sul prodotto Moroso, su cosa significa e cosa potrebbe significare Moroso. Si cerca solo pubblicità e vetrinisti a costo zero.

    Io stesso ho commentato alcune dichiarazioni degli artisti in mostra sul blog di Elena Bordignon, e i lavori oltre a ripercorrere legittimamente codici del 900 (tramite formalismi e citazioni) non stanno in piedi. Per quanto tempo ancora prenderanno in giro collezionisti e quei 4 curiosi-amici?

  • http://www.whlr.blogspot.it whitehouse

    Per quanto mi riguarda il problema è prima, nel contesto che precede e che prelude a queste manifestazioni.

    Ovvero un contesto in cui non esiste critica, in cui il pensiero divergente viene ostracizzato e censurato, in cui non si pensa al pubblico sventolando uno snobbismo provinciale ed esterofilo, in cui la nostra scena milano-veneziana è bravissima.

    Cose scritte su Flash Art nel 2009: http://www.whlr.blogspot.it/2011/11/question-time-flash-art-italia-ottobre.html

  • http://www.galleriapack.com Giampaolo Abbondio

    Oggi Luca Rossi è in forma smagliante…non ne sbaglia davvero una!!! La cosa che mi viene in mente vedendo certi giurati e certi premiati è l’inbreeding…

  • gg genius

    mostra bersaniana, loffia, fichetta e un po’ noiosa

  • Angela Vettese

    La pensione, che pensiero genitile!
    Comunque, pensare che il problema dell’arte sia la critica è grave. Significa che si delega ai commentatori e ai promotori la potenza del proprio linguaggio. Non la pensavano così Frank Stella, Robert Morris, Damien Hirst, i nostri poveristi, quando hanno lanciato i loro movimenti e hanno scelto i loro scriba di riferimento. Come diceva Kurt Schwitters, “l’artista crea e il critico bela”. L’arte deve essere in grado di inventarsi il suo stesso contesto critico e curatoriale, come è sempre accaduto in presenza di proposte forti, almeno da cento anni a questa parte.

    • rasoio

      ok sono d’accordo ma se anche lei è d’accordo perchè non si ritira?non le pare di stare da troppo tempo nello stesso posto?
      perchè non si dedica alla scrittura ? perchè non prova a scrivere qualcosa di meglio dei suoi manuali “divulgativi” per capire l’arte contemporanea, manuali che certo non sono un gran risultato dopo anni e anni di carriera?

      • rasoio

        Frank Stella? Morris? Hirst?Schwitter?E perche non Eistein, Musil e Thomas Pynchon o Thomas Bernard? Ma come scrive? per citazioni?o li ha conosciuti tutti di persona?
        inventarsi il contesto curatoriale quando ci sono più curatori da sfamare che artisti?
        ma dove vive lei?

      • http://vincenzomerola.blogspot.it/ Vincenzo Merola

        Ma sì… Torniamo al sorteggio e alla rotazione annuale delle cariche come ai tempi di Clistene: in politica, giacché le masse inneggiano al rinnovamento, nel pubblico impiego e anche nelle libere professioni! Abbiniamoci l’abolizione del valore legale dei titoli di studio e poi lanciamo i dadi… Tu che lavoro fai rasoio? Da quanto tempo? Vuoi scambiarlo con il mio?

        • rasoio

          caro merola ho fatto due anzi tre lavori in vita mia : uno manuale e faticoso per breve tempo , uno sul libero mercato per anni e uno grazie a titolo di studio e concorso vinto dopo dura selezione non protetta. Attualmente mi diverto a prendere a calci nel sedere i presuntuosi
          tu che lavoro fai invece?
          dove avrei parlato di rotazione annuale? non ho parlato neanche delle libere professioni (ma in effetti penso che avvocati e notai meriterebbero un pò di movimento per non parlare delle fondazioni bancarie ecc ecc ecc) e neppure del pubblico impiego ( e gli stipendi dei dirigenti eletti dai partiti?che mi dici?)
          quanto al tiro di dadi non me ne frega un emerito di Clistene ma mi sembra che i tiri di dadi, dati i risultati, li facciano i critici e i curatori italiani.
          non dire che sono un grillino perchè altrimenti sfoggi tutto il repertorio più originale

          • http://vincenzomerola.blogspot.it/ Vincenzo Merola

            Caro rasoio, mi dispiace di essere sembrato presuntuoso e ti chiedo scusa se l’ironia del mio commento ti ha offeso. Intendevo solo dire che non si può chiedere a qualcuno di “ritirarsi” solo perché fa il suo lavoro da molto tempo: per la povera Vettese mi sembra un po’ presto per la pensione e in tutta sincerità, sarebbero ben altri i personaggi che farebbero bene a “ritirarsi” per il bene del Paese. Tu chi vedresti bene al posto della Vettese?
            Ti chiedevo che lavoro fai per provare a farti capire che non è bello chiedere garbatamente a qualcuno di andare in pensione anticipata. Anche se a me, docente precario in attesa di stabilizzazione, qualche pensionamento in più farebbe certo comodo! Non è che sia particolarmente riconoscente alla Fornero! Poi, quanto all’arbitrarietà di certe scelte critiche, siamo d’accordo…

    • Piccole Pesti Crescono (e mordono)

      I nostri poveristi ?

      • AV

        Arte Povera, movimento artistico italiano nato attorno al 1966/7.
        Se ne possono non condividere i risultati, resta il fatto che nei libri di storia dell’arte stranieri e anche nelle mostre internazionali, l’Italia del Novencento viene identificata nelle arti visive con Futurismo, Metafisica, Arte Povera, Transavanguardia e alcuni grandi isolati. E ciascuno, compreso Morandi con Longhi, si è scelto il proprio critico preferito. Gioni non sarebbe alla Biennale senza Cattelan. Non disprezzo il ruolo di chi commenta o descrive o insegna, che è anche il mio, ma ritengo che la storia dell’arte la facciano in primo luogo gli artisti.

        • Savino Marseglia

          LO STAGNO DELL’ARTE INUTILE!!!

          Sarebbe un discorso troppo lungo di chi scrive la storia dell’arte a proprio uso e consumo. Fino a qualche tempo fa, una certa critica d’arte, (trascinata dalle mode artistiche internazionali), ha voluto storicizzare solo quegl’ artisti considerati “validi” dal sistema imperante dell’odierno mercato perverso dell’arte.

          In effetti anche la volontaria rinuncia a storicizzare altri linguaggi creativi (altrettanto validi e significativi), è stato un modo arbitrario per valorizzare solo quegl’artisti che facevano comodo a qualcuno in quel determinato momento storico.

          Molti critici possono compiere anche errori, talvolta a causa della loro stessa presunzione, talvolta per interessi di bottega, per disattenzione, talvolta perchè non vogliono mettere in discussione le loro teorie artistiche (spesso campate in aria) su alcuni artisti non alla moda del momento.

          Talvolta perchè condividono i dettagli delle loro teorie solo con un’elite autoreferenziale che la pensa allo stesso modo. Ciò per mantenere aperto una “commedia” e continuare la finzione di valorizzare solo linguaggi omologati o stantie ripetizioni pappagalesche delle cosiddette avanguardie storiche.

          In altre parole, si tratta sempre di linguaggi artefatti, ripetitivi! Qualcosa che non hanno nulla di originale, ma di cui parlandone e scrivendone, si etichetta un “movimento” o una “corrente” d’aria fritta da schiaffare poi su qualche libro d’arte. A continuare a credere a queste bazzecole che un tipo di arte sia qualcosa di speciale, mentre potrebbe essere semplicemente un garbuglio e valere meno di un bicchiere d’acqua.

          La storia dell’arte non la fanno gli artisti, tanto meno lo status di potere di crtici, curatori, ma solo una comunità sensibile, preparata che ne condivide linguaggi, contenuti, giudizi di valori. Oggi gran parte dell’arte contemporanea non è proclive alla condivisione del pubblico e dimostra tutta l’apatia e la rassegnazione che chiaramente è dato constatare nello stagno dell’arte inutile.

          • Fausto

            i difensori di questo stagno dell’arte non esprimono il loro dissenso, ma chiaccherano della sua forma degenerativa (che va continuamente a pezzi). Così’ essi cercano di distogliere lo sguardo del pubblico dal cambiamento….

    • artista pecorella kkk

      Vettese sarebbe lei critica che bela? Quando le torna utile i critici sono sviliti a pecore, commentatori e promotori, poi spuntano i lupi. Stile riconoscibilissimo, il suo. Pone dinnanzi all’artista una richiesta qualitativa altissima (richiesta, badate bene, di eccellenza “teorica”, oltre che tecnica, qualitativa e stilistica) sapendo bene che così abbassa contemporaneamente la soglia minima di diritti professionali e di correttezza che appunto in quanto artisti ci sono dovute obbligatoriamente nel momento in cui ci interfacciamo con una dimensione istituzionale dove i critici contano eccome se contano. Lì allora le pecore critici tolgono la maschera e mostrano i dentoni

      • Savino Marseglia

        IL CURATORE-PASTORE DI ARTISTI ADDOMESTICATI!!!

        In realtà, il “curatore-pastore” è un lupo travestito da pecora che ha il compito di addomesticare l’artista remissivo e obbediente alle regole perverse che imperano nell’odierno sistema autorefernziale dell’arte. Ha il compito di guidare un’artista prescelto dal mercato finanziario o uno di suo gradimento e condurlo nel suo pecorile.

        Il curatore-pastore, nella sua apparenza bonaria, annulla la libertà, il ruolo dell’artista, la sua personalità. Ne fa insomma una “pecora-artista” rendendolo così poco critico, obbediente e poco reattivo della sua condizione di pecora. In sintesi ne fa un suo succubo, un dominato, un vinto!

        Ma in cambio di questa sottomissione di “felicità in ovile” lo fa progredire nell’Olimpo dell’Arte e verso il successo economico e mondano. Quando la sua “pecorella-artista” viene attaccato da altri “pastori-lupi” lo difende a denti stretti “, sempre con l’apporto continuo della sua critica arbitraria e della sua piacevole e autorevole guida di “curatore-pastore”.

        Una sifatta sottrazione di libertà operativa dell’artista viene perpretata abitualmente nella maggior parte dei circuiti ufficiali dell’arte.
        Curatori e finti teorici della creatività hanno annientato il lavoro e il ruolo dell’artista in un “ovile-rooms”, esclusivo, lontano dalla realtà e dalla vita di una comunità di persone che non si identifica affatto in esso.

  • http://www.whlr.blogspot.it whitehouse

    Cara Angela, lei confonde i PR con i critici. O meglio i curatori-PR con i critici. Per critico intendo una persona capace di rilevare le luci e le ombre di un artista e di un lavoro, non persone capaci solo a selezionare quello che metterebbero nel loro guardaroba. Il critico è colui che connette l’opera al pubblico. Mentre oggi il pubblico italiano dell’arte contemporanea è fatto dai soli addetti ai lavori e pochi curiosi, solitamente amici di famiglia. Come se al cinema ci fossero solo artisti, registi e sceneggiatori….se lei di fronte a questa autoreferenzialità risponde che è colpa dell’artista…si possono ben capire i tagli alla cultura. Non c’è alcun attenzione al pubblico (perchè si pensa che il pubblico sia idiota) e il pubblico è abbandonato e privo di opportunità.

    Serve un lavoro su tre versanti: pubblico, critica e progettualità. Dal punto di vista progettuale e del linguaggio, vengono reiterati i soliti artisti, ormai giovani-vecchi in “un paese per vecchi”, invito all’articolo “Giovani indiana Jones” su questa rivista. Vascellari, come Trevisani, sono stati sovraesposti nella culla e quindi bruciati (Andrea Bruciati) e oggi fanno opera da anni 60-70….incredibile. In questo modo pensano di essere saggi e con una retorica passatista vogliono tanto essere accettati in un paese per vecchi. Una sindrome arrendevole significativa. Cosa legittima ma molto stantia.

    Ma per questo sto appunto organizzando Kremlino : http://whlr.blogspot.it/

  • Angela Vettese

    Per Whitehouse: eviti di scrivermi in privato e-mail lanuginose con frasi quali “Io la stimo e per questo le chiedo un confronto critico. In qualche modo le voglio bene, ed è sempre stato così.” (13 gennaio, ma da mostrare ne ho molte altre). Eviti di propormi di partecipare a workshop tenuti da Enrico Morsiani. Eviti di chiedermi interviste. Servilismo privato/aggressività pubblica, che coppia ripetitiva.

  • http://www.whlr.blogspot.it whitehouse

    Cara Angela, lei ragiona come si potrebbe ragionare a Porta a Porta. Servilismo privato?????????

    Io la stimo, ma questo non vuol dire non criticare il suo operato che spesso tende al conflitto di interessi e ad altre degenerazioni. Ma stimo la sua passione e la sua costanza nel lavoro. Spesso le sue scelte su alcuni artisti. Quindi? E’ lei che si vuole circondare di ruffiani..stia attenta sono i peggiori

    Aggressività pubblica??? Lei sogna…non conosce l’aggressività…quella che spesso viene esercitata nei miei confronti solo perchè argomento ed entro nel merito delle cose.

    Certo, propongo in tutta italia i workshop a cui collaboro con Enrico Morsiani (il 6 aprile saremo in Molise). Sono workshop molto utili rivolti al pubblico ma anche a quegli studenti molto spesso illusi e delusi da certe scuole…

    Quindi io non smetterò mai di tendere la mano, a lei come a tutti.

    un abbraccio

  • http://vincenzomerola.blogspot.it/ Vincenzo Merola

    Questa discussione è proprio da non perdere!
    Luca Rossi ripete il solito patetico copione, nel tentativo ormai disperato di mettersi in evidenza smontando il lavoro degli altri. Indiana Jones e l’Ikea maledetta… Caro Luca, non ne possiamo più, su alcune cose avrai anche ragione ma ti prego, cambia ritornello, sembri un disco rotto! Inoltre, mi rendo conto che il crowdfunding (o crowdfooling?) è di moda, ma vedere la squallida questua che hai organizzato su whitehouse mi ha messo davvero tristezza. Ti stiamo proprio perdendo definitivamente!
    Elena Bordignon si scandalizza per il “circo” dei commenti… Capisco che a volte un livello così basso possa suscitare indignazione, ma non credo che la censura sia la giusta soluzione. I commenti pietosi andrebbero ignorati, confidando nell’intelligenza di chi legge. In assenza di volgarità o di insulti gratuiti, censurare è un atto di debolezza e di insicurezza che ti sconsiglio di praticare sul tuo interessante blog, che seguo con piacere. Va da sé che non condivido il tuo monito agli editori di Artribune: il libero commentario è a mio parere uno dei punti di forza di questa testata.
    Infine Angela Vettese che si offende per lo stalking di Luca Rossi! Mi auguro sinceramente che il commento sia stato scritto da qualcuno che si diverte a utilizzare il suo nome a sproposito. Non posso credere che le critiche spuntate di un blogger anonimo abbiano intaccato l’autostima della professoressa a un punto tale da spingerla a scendere sul piano del battibecco personale. Ho ammirato la sua classe quando ha accettato il confronto rispondendo con la solita fermezza e il consueto equilibrio alle domande del Rossi (che allora aveva priorità differenti rispetto al racimolare “offerte libere”). Se ora pensa, come me, che il suo flaming non sia degno di nota, perché alimentarlo?
    Il web può essere spazio costruttivo di confronto: lo sanno Luca Rossi, Elena Bordignon e Angela Vettese, perché hanno dato prova di saperlo utilizzare in tal senso. Vi prego, cercate/cerchiamo di tornare su un livello più alto e di riprendere a discutere civilmente, mettendo da parte le rivalità e gli interessi contrapposti. Accettate un piccolo consiglio? Per Luca Rossi: scaccia l’ansia dell’affermazione (soprattutto economica!). Per Elena Bordignon: impara a tollerare i commenti che non condividi e non lasciarti tentare dalla censura. Per Angela Vettese: torni a dialogare serenamente con i suoi detrattori (più o meno servili) dimostrando quanto vale, oppure li ignori semplicemente (come tra l’altro sa fare benissimo). Il suo primo commento lasciava ben sperare. A proposito: Luca esagera a sostenere che il problema dell’arte sia in primo luogo l’assenza di critica, ma negare ogni responsabilità è altrettanto sbagliato. Non mi dirà che è davvero d’accordo con la provocazione di Schwitters e che ha trascorso la sua vita a belare?

  • http://vincenzomerola.blogspot.it/ Vincenzo Merola

    Questa discussione è proprio da non perdere!
    Luca Rossi ripete il solito patetico copione, nel tentativo ormai disperato di mettersi in evidenza smontando il lavoro degli altri. Indiana Jones e l’Ikea maledetta… Caro Luca, non ne possiamo più, su alcune cose avrai anche ragione ma ti prego, cambia ritornello, sembri un disco rotto! Inoltre, mi rendo conto che il crowdfunding (o crowdfooling?) è di moda, ma vedere la squallida questua che hai organizzato su whitehouse mi ha messo davvero tristezza. Ti stiamo proprio perdendo definitivamente!
    Elena Bordignon si scandalizza per il “circo” dei commenti… Capisco che a volte un livello così basso possa suscitare indignazione, ma non credo che la c e n s u r a sia la giusta soluzione. I commenti pietosi andrebbero ignorati, confidando nell’intelligenza di chi legge. In assenza di volgarità o di insulti gratuiti, c e n s u r a r e è un atto di debolezza e di insicurezza che ti sconsiglio di praticare sul tuo interessante blog, che seguo con piacere. Va da sé che non condivido il tuo monito agli editori di Artribune: il libero commentario è a mio parere uno dei punti di forza di questa testata.
    Infine Angela Vettese che si offende per lo stalking di Luca Rossi! Mi auguro sinceramente che il commento sia stato scritto da qualcuno che si diverte a utilizzare il suo nome a sproposito. Non posso credere che le critiche spuntate di un blogger anonimo abbiano intaccato l’autostima della professoressa a un punto tale da spingerla a scendere sul piano del battibecco personale. Ho ammirato la sua classe quando ha accettato il confronto rispondendo con la solita fermezza e il consueto equilibrio alle domande del Rossi (che allora aveva priorità differenti rispetto al racimolare “offerte libere”). Se ora pensa, come me, che il suo flaming non sia degno di nota, perché alimentarlo?
    Il web può essere spazio costruttivo di confronto: lo sanno Luca Rossi, Elena Bordignon e Angela Vettese, perché hanno dato prova di saperlo utilizzare in tal senso. Vi prego, cercate/cerchiamo di tornare su un livello più alto e di riprendere a discutere civilmente, mettendo da parte le rivalità e gli interessi contrapposti. Accettate un piccolo consiglio? Per Luca Rossi: scaccia l’ansia dell’affermazione (soprattutto economica!). Per Elena Bordignon: impara a tollerare i commenti che non condividi e non lasciarti tentare dalla c e n s u r a. Per Angela Vettese: torni a dialogare serenamente con i suoi detrattori (più o meno servili) dimostrando quanto vale, oppure li ignori semplicemente (come tra l’altro sa fare benissimo). Il suo primo commento lasciava ben sperare. A proposito: Luca esagera a sostenere che il problema dell’arte sia in primo luogo l’assenza di critica, ma negare ogni responsabilità è altrettanto sbagliato. Non mi dirà che è davvero d’accordo con la provocazione di Schwitters e che ha trascorso la sua vita a belare?

  • http://www.whlr.blogspot.it whitehouse

    Caro Vincenzo Merola, il mio anonimato è solo nei tuoi occhi…io non sono anonimo.

    Non capisco cosa ci sia di male nel chiedere un’offerta libera per un servizio di visite guidate che implica costi e ore di lavoro….tu Vincenzo vivi nel paese delle meraviglie???

    Io penso che tu picchierelli a caso solo per la tua ansia da affermazione, ma questa è solo una mia opinione.

    Luca

    • http://vincenzomerola.blogspot.it/ Vincenzo Merola

      Non c’è niente di male, se sei in possesso di licenza per esercitare la professione di guida turistica e se paghi le tasse su ciò che guadagni. Ma hai ragione tu. Io vivo nel Paese delle meraviglie, non conosco bene le regole del Paese dell’improvvisazione. A quale Paese assomiglia la nostra Italia? A quale vorresti che assomigliasse?

  • http://www.whlr.blogspot.it whitehouse

    Purtroppo in questi commenti si aggira la brutta sindrome italiana dove tutti cercano di argomentare le mediocrità di tutti per salvare la propria presunta mediocrità: se tutto è sbagliato anche il mio errore è legittimo ed è al sicuro. Quando avviene questo nei commenti è veramente molto brutto.

    Invece bisognerebbe argomentare luci ed ombre, senza buttare il bambino con l’acqua sporca. Il bambino-Vettese io non lo butto, ma ne rilevo le criticità. Come rilevo in Merola e in tanti aspiranti addetti ai lavori una spiacevole acredine, invidia, desiderio di ridimensionare gli altri per salvare se stessi….molto brutto.

    • http://vincenzomerola.blogspot.it/ Vincenzo Merola

      Caro Luca, sono così invidioso che verrò anche al tuo “corsopratico” il 6 aprile. Ho così tanta acredine che leggo ancora il tuo blog, nonostante sia diventato noiosissimo e ripetitivo. Sei l’unico che può rilevare criticità? Mi dai il permesso di rilevare qualcosa? Ti senti ridimensionato se ti dico che whitehouse era molto più interessante prima che i link per le donazioni diventassero più numerosi dei post? Quanto al mio essere aspirante addetto ai lavori, non preoccuparti, non sono un potenziale concorrente. Sono felicissimo della mia occupazione di insegnante. Per fortuna mi pagano per qualcosa che so fare meglio. L’arte per me è solo un vizio e una necessità, non una professione.

      • Cristiana Curti

        Caro VIncenzo, non sono partenopea, ma lasciatelo dire nel modo forse più scorretto: si ‘nu galantommo! Chapeau.

  • unonuovo

    scusate, ma io sono nuovo di questi blog e circoli (meglio dire circo?).
    non capisco se le critiche/offese che le persone fanno a certi curatori, artisti ecc ecc siano scaturiti da una grave anzi gravissima forma di gelosia e abbandono.
    ma mi chiedo, se vi sentite tanto superiori, in qualsivoglia pratica/livello/vita, ma perchè sprecate il tempo a giudicare e giudicare e giudicare?
    secondo me molto semplicemente rosicate in una maniera quasi orgasmica!
    vi lamentate perchè nessuno apprezza il vostro lavoro, evidentemente non fa per voi, cambiate lavoro, non tutti possono avere il privilegio di fare l’artista.
    e smettete di offendere delle persone che si sono costruite una carriera, è una cosa davvero imbarazzante!

    ultimo appunto ma questo luca rossi o whitehouse che ad ogni articolo è li pronto a commentare, ma va a lavorare!
    fatti na vita no?!
    se tutto il tempo che sprechi nel rosicare lo impiegassi nel approfondire il tuo lavoro a quest’ora chissà magari avresti fatto una personale al moma!
    eddai su ragazzi ma che combinate! andate a zappare!

  • Arthur Cravan

    Mi chiedo, ma qualcuno hai visto le opere esposte a Venezia e i relativi progetti presentati dagli artisti invitati? E poi, chi tra voi ha la competenza necessaria per valutare un’opera d’arte? Non basta osservare le immagini su internet o fondare il proprio giudizio su informazioni superficiali. Per qualità intendo, oltre alla dimensione ideativa e di riflessione da cui l’opera prende avvio e si fonda, anche quella “materiale”, che in molti casi va attentamente considerata.

    Un maglioncino buttato a terra in mezzo a una stanza di una galleria non sempre è un gesto artistico. Potrebbe, ma si chiede in questo caso che esso si collochi su un piano epistemologico, o meglio di filosofia dell’arte. Ma in questo caso, conta la biografia critica dell’artista, la sua capacità di reggere il piano teorico con argomenti ben più “corposi” delle considerazioni sull’Ikea e Indiana Jones.

  • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse

    @Arthur: se sai leggere puoi vedere che la mia critica non si riferiva tanto alle opere quanto alla pratica del premio X che si propone in un contesto chiuso in cui non esiste un confronto critico aperto, capace e leale. Per “capace” intendo logico e fondato sul buon senso, con un po’ di consapevolezza storica. Non c’è nessuna riflessione sulla natura dell’opera? Sul ruolo di artista, su cosa sia il museo…e finisce che gli artisti vincono la possibilità di fare i vetrinisti per Moroso….fa te. Ti consiglio di seguire Kremlino.

    Che poi gli artisti propongano una sorta di archeologia del passato o una ikea evoluta mi sembra di averlo argomentato ampiamente in molte altre sedi. Trevisani sempre più materico, Vascellari sempre più arte povera con corteccie, palia e concertini punk gggiovani. Fregni Nagler con una raffinata escursione fotografica sul bianco e nero, o su quella pratica giapponese riferita al 1700 o a quella lingua fischiata delle isole Gonorrea (no questa era la Francesca Grilli). Insomma, penso che i giovani si stiano sempre di più rifugiando in una certa retorica del passato, sia attraverso codici materici e informali (new arcaic direttamente dagli anni 60) o attraverso citazioni semplicistiche dal passato (story story I lov yu, arena, biscotti, grilli, ecc ecc). QUESTA NON è UNA CRITICA NEGATIVA O DI ODIO, è SOLO UNA CONSTATAZIONE.

    @unonuovo: facile dire “andate a zappare” mentre si sprecano certe giostrine autoreferenziali. Na na staremo quà ad oltranza a costo di andare casa per casa..

  • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse

    figurati, oggi puoi scrivere da qualunque posto, anche mentre zappi, in mezzo alle mucche. Comunque è ammirevole il tuo tentativo :))

    Il problema è come questi giovani siano costretti a essere “già vecchi” per essere accettati in un paese per vecchi. Di come si perdano nel citazionismo, girando per mercatini dell’antiquariato o dentro ad archivi storici, o solo nella soffitta della nonna, sprecando opportunità, quando invece è così straordinario e stimolante mettere in discussione la natura e la definizione delle cose. Tutto quì.

  • Esterrefatta

    Tutto ciò mi fa paura, intendo i commenti.

    • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse

      perchè ti fa paura? Perchè in riviste on line, di cinema per esempio, non troviamo queste situazioni? Perchè nel cinema il pubblico vive un grado di maggiore dimestichezza e alfabetismo. Per l’arte contemporanea esiste un disagio che non trova pace: da una parte le opere sembrano incomprensibili o insignificanti, e dall’altra parte c’è come una soggezione del pubblico a toccare e del critico ad argomentare.

      Senza luoghi e opportunità, ecco che si finisce nei commenti, dove il pubblico coincide con gli addetti ai lavori (tutti in questi commenti lo sono come in quella foto della folla al premio moroso)..in un gioco dove tutti difendono il proprio film o il proprio clan (vedi Elena Bordignon) e cercano di ridimensionare il film altrui…questo circolo vizioso può essere interrotto solo dalla critica e dal pubblico…o da un artista che decide di fare il critico e il pubblico contemporaneamente…

  • unonuovo

    ma così facendo tu proponi un misero tentativo di creare un tuo clan, e quindi sei forse diverso da tutti quelli che con immenso ardore critichi?

    tu non proponi critiche costruttive.

    oltre che criticare al limite dell’offesa, cosa fai per questa situazione che odi?

    purtroppo il lavoro dell’artista come tutti gli altri lavori è fatto di gavetta e paraculo, indipendentemente dalla qualità dell’arte che si fa.
    come tutti gli altri lavori bisogna accettare delle regole, almeno all’inizio finchè non si hanno le capacità di dettare le proprie regole.
    è facile criticare e basta, così mi sembri il classico sinistroide dell’arte contemporanea, quello che muore dalla voglia di far parte del sistema che tanto odia, ma che non ha l’umiltà di capire a pieno il sistema.

  • rasoio

    caro unonuovo che tanto nuovo non sei il sistema l’abbiamo capito benissimo e non ci piace

  • unonuovo

    l’avete capito e……?
    avete deciso di passare le vostre giornate a criticare?

  • http://www.whlr.blogspot.it whitehouse

    @Unonuovo:

    1) Le mie critiche sono sempre costruttive. Infatti entro spesso nel merito, argomentando e indicando vie alternative. Riflettendo oggi sul ruolo di artista e sul mestiere di giovane artista…in un contesto in cui tutti ormai sono “artisti” che postano su facebook…ecc ecc ecc ti consiglio di seguire whitehouse e cercare il primo sommario per vedere cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo.

    2) Come ogni critica argomentata esiste un effetto reale e logico, che implica linguaggio e quindi la definizione di una natura per l’opera (che non è novità ma è RINNOVATA CONSAPEVOLEZZA), e quindi una nuova natura per la mostra, e quindi per il museo, e quindi per l’artista, e quindi per lo spettatore, e infine per il cittadino. Ti consiglio di seguire ( e semmai partecipare, mi sembri un artista tanto per cambiare) a Kremlino: http://www.whlr.blogspot.it/

    • unonuovo

      non sono artista per ora, non penso che debba essere io ad autoproclamarmi artista, sono uno che fa cose e che con queste cose vorrebbe dire altre cose, che siano interessanti o no non mi importa.
      purtroppo non ho il papi che paga, non ho fatto ne accademia e ne niente, odio i mercatini vintage e la gene che si veste vintage, odio le inaugurazioni e specialmente lo spritz, faccio il cameriere ma non a londra (sarebbe facile).
      voglio vivere e guadagnare con le cose che faccio, e se per questo devo fare il paraculo, rompermi le scatole dcc….bè ben venga!

  • Matteo Vanni

    Questi artisti non sono male, il premio era estremamente circoscritto ad una regione, loro sono i selezionati. Moroso è un privato, il suo premio è una delle possibilità del fare. La giuria è quella, niente di assurdo secondo me, va tutto bene.
    Bordignon allibita per i commenti…sarà…sicuro sul suo blog passa quotidianamente lo straccio e tutto è piu’ profumato. LR sbraitano come al solito, senza però ricordarci che che anche voi operate una discreta censura dei commenti su WH.
    Poi ci sono storpi dilettanti che parlano di zoppi, il che davvero è il massimo dello spasso.
    Tutto questo polverone per 3 show room d’arredamento?
    Ma….vi rendete conto di come siete messi?!
    LR come credi tu di dialogare con un brand del design e progettare un loro show room? o quell’altro dilettante che fa i quadretti kitch?!
    Questi artisti dovranno per forza mediare all’interno di questo dialogo, non è una mostra personale all’interno di un’istituzione, è un lavoro differente, dice bene chi li canzonava con “vetrinisti”, secondo me è una patata bollete.

    Detto questo vi state pure scannando a vicenda?!
    E’ evidente che vi sfuggono le coordinate d’insieme: sembra che 3 blog in croce, 3 regioni del nordest, 3 show room siano l’universo in nome del quale dovete assolutamente battagliare…che pochezza

    • gelato

      cosa ne pensi dello sbiancamento anale? va molto di moda

      • Matteo Vanni

        Sembra piaccia molto nonostante il costo del trattamento non sia esattamente alla portata di tutti, ma con o senza crisi un must rimane un must anche per il popolino (vedi l’iPhone).

        Personalmente non mi interessa

  • amoreritorna

    a me piacciono molto i soldi e le macchine di una volta tipo le bugatti.
    da grande vorrei fare il giovane artista e per questo chiederò al mio papi se mi paga la retta dello iuav che ci sono i laboratori con gli artisti quelli famosi e che io non ho tanta voglia di studiare, cioè mi piace tipo l’arte, le installazione, le performance e allora ho pensato di fare questa scuola. e poi esporre e fare le mostre. mi piace lo spritz aperol e le cose vintage, tipo i mercatini o camden town, una volta ci sono stato con la ryanair. che togo.

    • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse

      ahahahahaha carino, è vero. Ma io la vedo come una selezione all’entrata, cioè sei più artista se lavori come cameriere a londra che se fai lo iuav…questo quelli tosti lo sanno :D

  • Angelov

    C’è un’aspetto della professione di un artista che viene dato spesso per scontato, e cioè “il saper far accettare agli altri le proprie opere”; alcuni artisti sono disposti anche a pagare un caro prezzo per questo, ridursi ad una presenza anonima, quasi scomparire in favore delle loro creature.

    Questo è in netto contrasto a quello che invece spesso avviene, dove le opere vengono letteralmente imposte allo spettatore, e dove la figura dell’artista assume un ruolo quasi mitico, forse per compensare alla povertà del lavoro esibito.

    Per alcuni questo è sentito come una provocazione; con loro l’Effetto Parrocchia, o Club Privè dell’Arte Contemporanea non funziona; ad allora visto che si ha a disposizione una tecnologia come il web, e visto che il tutto è impostato su una visione della libertà in divenire e progressiva…

    Ho solo tentato di esprimere il mio punto di vista su tutta la faccenda.

  • http://www.opendiary.com/entryview.asp?authorcode=D933535&entry=10006&mode=date Charlotte

    What an extremely positive and inspiring article. I really am sincerely impressed with your articles. You offer helpful stuff. Keep it up. Keep blogging. Really looking forward to seeing your next article.

  • gerardo

    in effetti, si tratta di andare a fare i vetrinisti aggratiss….. quanto rumore!

  • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse

    ecco che elena bordignon ci presenta i tre progetti vincitori: http://atpdiary.com/exhibit/i-3-progetti-vincitori-del-premio-moroso-2013/

    Velo pietoso sulle ennesime foto da mercatino dell’usato di Linda Fregni Nagler. Ma facendo così si va alla Biennale…quindi si può ben capire perchè spopolano le fotine in bianco e nero…lo stesso Gioni parte da una citazione e una foto in banco e nero…Giovani perduti senza l’aggrappo di una citazione del passato..

    Trevisani un po’ molto brandizzato, anche se molto serio nel progetto; il mega puzzle è un lavori extra didattico e facile facile.

    Vascellari commovente. Dopo aver subito una sovraesposizione da record (penso che abbia fatto più personali lui in italia che Picasso in tutta la sua carriera) ovviamente non sa più cosa fare e decide bene di cavarsela vincendo lui il premio, ma invitando poi gli altri artisti a proporre delle opere sul supporto che vuole lui e nel modo che vuole lui..non male. Mi vado ad asciugare le lacrime di commozione per questo suo desiderio di voler condividere. Ma scusa..Nico, un concertino punk anni 70 dentro al negozio Moroso no??? Chissà perchè fino ad oggi non ha mai voluto condividere il tuo spazio..atteggiandoti per mostre e aperitivi come giovane star navigata…

    La sovraesposizione subita da molti giovani artisti italiani ha decretato fatalmente la loro cristallizzazione in forme non ancora robuste. E il risultato sono questi progetti carpiati (parlo sempre di Nico) dove una comprensibile assenza di idee viene travestita da condivisione. E poi giustificata a forza. Significativo comunque. Se non sei d’accordo con i Premi non ci partecipi…mentre mi sembra che sia il quarto o quinto premi a cui partecipa il nostro Nico…ma lui ha tanta energia da dare.

  • gerardo

    ancora….. quanto spreco di energie.
    Nonostante legga argomentazioni valide (seppur opinabili) mi viene da ridire: si tratta di andar a fare i vetrinisti aggratiss.

  • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse

    caro gerardo, il fatto di commentare cose apparentemente insignificanti è un esercizio utile soprattutto se queste cose sono sintomatiche di una situazione sociale e politica che va ben oltre il ristretto ambito dell’arte….

  • http://tranqui2.blogspot.it d.s.k. >>> kozz

    Vettese che rinfaccia le email di Luca Rossi… proprio lei che fa agli artisti “certe proposte”. Una volta che eravamo davanti al portone delle Bevilacqua mi ha invitato “di sopra” pké mi voleva “dare un libro”…. Se davvero i critici d’arte fossero come ce li dipinge lei che cita la frase di Kurt Schwitters, “l’artista crea e il critico bela”, allora non dovrebbero, prima di riconoscere a livello istituzionale il valore un artista, cercare di appurare il suo grado di disponibilità ad essere manipolabile e sottomesso. La sottomissione alle logiche di lobby è una variabile fondamentale, per certi critici, nella scelta di un artista. Molto più importante della qualità delle sue opere…

    • http://www.whlr.blogspot.com whitehouse

      Angela Vettese ha problemi con me perchè MAI prima di me qualcuno aveva argomentato e giudicato il suo lavoro…cosa che avviene e dovrebbe avvenire in ogni settore. Quindi vuole screditare rendendo pubbliche le nostre conversazioni (solito giochino dei senior con i giovani) quando invece io ho sempre argomentato la mia stima critica verso di lei…tanto è vero che l’ho invitata due volte a dialogare sul mio blog….questi critici sono come Bersani oggi

      • http://tranqui2.blogspot.it d.s.k. >>> kozz

        Vettese vuole bloccare il dibattito sull’arte cercando di intimidire chi si pone in una
        posizione analitica rispetto alle sue idee e le sue scelte… Io intanto ho schiaffato online una recensione del saggio-groviera “L’arte Contemporanea” (Il Mulino), un testo pieno di buchi, contraddizioni, come di consueto nel suo stile manipolatorio…

        http://tranqui2.blogspot.it/2013/03/il-saggio-groviera-larte-contemporanea_6755.html

  • gerardo

    Mettiamola così:

    Linda Fregni Nagler: sulla sua vittoria, non c’erano dubbi.
    Ma se Gioni non l’avesse invitata alla Biennale (buon per lei, con l’augurio che faccia un’ottimo lavoro) i Moroso & Co non se la sarebbero filata.

    Vascellari: ottima la scelta dell’azienda, che stando al progetto del suddetto, realizzerà 12 vetrofanie (o altro da vetrina), passando agli occhi dell’opinione pubblica poco attenta per ” brand impegnato nell’arte contemporanea e soprattutto nella promozione di giovani talenti”.
    Tutto da vedere quanti saranno i pirla che accetteranno la proposta di Vascellari, regalando così un lavoro a Moroso.

    Trevisani: era in must, probabilmente il lavoro più versatile.
    La sua nebulosa, fa un sacco di fumo che ammorbidisce i contorni.
    In ogni caso il lavoro migliore tra i tre scelti, o se non altro, il più diretto.
    Viene da chiedergli però: Luca, ma qualche spicceto, Moroso, te lo da?

  • http://www.sponza.it marino sponza

    Premio Moroso. Scorrendo il frasario riversato sull’evento emergono le continue siglature di comodo. Quelle poche persone che s’identificano assumono così un grado di civiltà consolidata che si staglia ben visibile sopra una massa informe senza nome. Le persone consapevoli del proprio esprimere, se ritengono che l’argomentare abbia la sostanza del proprio pensiero, lo connotano con il proprio nome e cognome. Certo, internet consente le più misere e anonime risposte, mascherate da partecipazione al dialogo. Una stessa persona può corrispondere quasi con se stessa per quanti nickname ritiene di adoperare assumendo ogni volta un profilo e un ruolo di gioco diverso. Proprio un gioco futile, infantile e anonimo che si configura con il nascondere la propria timidezza e insicurezza dileggiando le evidenze degli altri, tenendosi però ben nascosti.
    L’arte contemporanea ha una grande capacità complessiva per sondare e interpretare tutto quello che è l’esistito, l’esistente e l’accadibile; gli artisti riescono a farlo quando, analizzando le componenti e i loro sviluppi, sanno condensare le risultanze nelle icone che espongono come chiavi per aprire le porte della comprensione. Considerando che dai Vostri interventi sembrano uscire dei desiderata, viene da chiedersi perché con la forza profusa non organizzate Voi alcuni eventi in piena autonomia. Potreste così dimostrare di avere buona padronanza delle complesse difficoltà per proporre, scegliere e gestire esposizioni che riteniate validanti.
    Per il dialogo con il pubblico forse bisognerebbe uscire dal proprio ruolo di fare arte e percorrere un iter che preveda di entrare in una mostra, porsi davanti alle opere e chiedere agli autori di spiegarle. Poi scrivere in modo il più possibile lineare, semplice, discorsivo, quello che si è capito della lirica dell’autore senza ricorrere a citazioni, riferimenti a correnti artistiche, filosofiche o altro. Con questi brevi testi confrontarsi poi con l’artista stesso e con i visitatori per capire forse come le emozioni dell’arte possano essere trasposte al pubblico.
    Il curatore Andrea Bruciati non è all’altezza? Sì, è vero, uno o due centimetri di più sul tacco delle scarpe forse servirebbero a farlo meglio individuare tra il pubblico. Alla ditta Moroso serve visibilità per le sue vetrine? Vorrei centinaia di ditte che nei loro luoghi internazionali esponessero le opere dopo aver profuso energie e risorse economiche per organizzare dei premi e ospitare gli artisti nelle loro sale d’esposizione; chapeau alla Moroso che con Bruciati è una apripista.
    Le Vostre obiezioni sono ben accette se sono firmate. marino sponza

  • Anonimo

    @marino: ho sempre visto l’uso dell’anonimato in rete come una possibilità, mai come un limite. In un mondo come quello dell’arte fatto di relazioni e pochi spazi, non mi stupisce che un artista giovane, o un giovane operatore del settore, preferisca celare la propria identità dando peso ai concetti che esprime più che al ruolo che riveste. So che questo dibattito viene portato avanti su altri blog ed esistono strumenti per contrastare l’uso di identità nascoste o plurime Eppure molti siti, come lo stesso artribune, adottano una politica aperta. Perché?

  • snoppdogg

    ma sta angela vettese che libri ha scritto degni di nota nel dibattito internazionale? nessuno.

    è una brava a scegliere questi post vetrinisti tristi pieni di soldi