Milano forza nove! Tante le zone in cui è divisa la città, indagate da Corriere della Sera. Che lancia “Cartoline da Milano”: cinque fotografi di razza raccolgono gli spunti dei lettori per inediti reportage

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Stefano De Luigi – L’uscita della metropolitana della stazione di Porta Garibaldi. Zona 9

Esce dall’austera atmosfera di via Solferino, sempre più gotica da che il suo orizzonte si è arricchito delle guglie con cui Cesar Pelli ha trasformato Porta Garibaldi in Gotham City. Corriere della Sera lancia l’appello ai lettori, rigorosamente milanesi – di origine o adozione poco importa: servono spunti, suggestioni, immagini, emozioni e ricordi per raccontare l’intera città. Com’era, com’è, come sarà. Il primo quotidiano italiano lancia “Cartoline da Milano”, invitando a suggerire angoli, scorci e situazioni da immortalare; avviando un viaggio nelle nove diverse zone in cui è divisa, almeno a livello prettamente amministrativo, la città. La sfida, intrigante, è quella di individuare i luoghi più amati della piccola metropoli lombarda; costruire una vera e propria mappa emozionale, guida spirituale e mentale prima che turistica, alla scoperta di una identità spesso taciuta.
Qual è la Milano più amata dai milanesi? Quella che nell’eclettico profilo della Torre Velasca mescola medioevo e moderno, in un abbraccio sintetico tra le vicine guglie del Duomo e i più sprezzanti palazzi figli del boom? Oppure quella silenziosa e riflessiva, che si da appuntamento per le sessioni mattutine di yoga davanti alla Palazzina Liberty? Provare per credere, in edicola, il 27 gennaio e il 3 febbraio: inserto gratuito per l’edizione lombarda del quotidiano, con l’interpretazione che cinque maestri dello scatto hanno fatto delle indicazioni dei lettori. A firmare questo diario condiviso sono Alex Majoli, Stefano De Luigi, Franco Pagetti, Alessandro Scotti e Luca Campigotto.

 – Francesco Sala

 

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  • Angelov

    Il cielo sempre grigio di Milano, in realtà è una grandissima cupola di cemento armato che protegge la città da meteoriti e sguardi alieni.
    Essendo l’unica città al mondo a poter usufruire di tale meraviglia, ed essendo l’animo dei milanesi notoriamente timido e riservato, non se ne è mai fatta menzione pubblicamente prima d’ora.
    In anteprima mondiale, ecco dunque svelato, anche in concomitanza di un vigoroso maquillage che questa piccola Urbe necessita, in vista dell’Expo 2015, ad Artribune in esclusiva, questo incredibile mistero.
    Voglio aggiungere che a volte, e solo per ragioni di routine e di manutenzione, la cupola viene provvisoriamente spalancata, ed è così concessa ai milanesi una giornata di sole.
    Del resto la bellezza del nostro capoluogo è risaputa: ci sono degli scorci e delle prospettive così fotogenici, dei quali puoi avere una così ottima resa fotografica, anche non togliendo il copri obbiettivo.

  • Più che di luoghi bisognerebbe avere la fortuna di cogliere certi attimi, istanti di vita dove vedi il Milanese che scende dall’auto all’incrocio del semaforo in pieno inverno per togliersi il cappotto e donarlo all’uomo che chiede l’elemosina; oppure la signora che vede il vigile fare la multa al disabile e rivolgendosi allo stesso lo apostrofa: “fascista”! Questa è la Milano che porto con me!