La Svezia alle porte di Milano. Tra grog e polpette l’atelier di Duilio Forte si anima per un fine settimana all’insegna dei tradizionali mercatini di Santa Lucia. E dell’arte: ecco la fotogallery dell’allestimento

Il cappotto e il berretto rossi, lo sappiamo, glieli ha ficcati indosso la Coca Cola: Babbo Natale starà pure in Finlandia, ma in quelle parti d’Europa il suo appeal costruito a tavolino non ha mai attecchito troppo bene. A certe latitudini domina Santa Lucia: ne sanno qualcosa in Svezia, dove la sera del 12 dicembre […]

Il cappotto e il berretto rossi, lo sappiamo, glieli ha ficcati indosso la Coca Cola: Babbo Natale starà pure in Finlandia, ma in quelle parti d’Europa il suo appeal costruito a tavolino non ha mai attecchito troppo bene. A certe latitudini domina Santa Lucia: ne sanno qualcosa in Svezia, dove la sera del 12 dicembre si preparano i dolcetti per il giorno successivo, festeggiato tra canti, processioni e tutto il corollario. Ne sa qualcosa Duilio Forte, uno che di svedese ha molto: la mamma, innanzitutto; e da lì una certo fascino atavico per i miti e i racconti nordici; l’evidente passione per il legno, tra i suoi principali supporti creativi. E naturalmente il riconoscimento della figura di Santa Lucia. Porte aperte al suo atelier, allora, sabato 15 e domenica 16 dicembre (per entrare è necessario registrarsi sul sito www.atelierforte.com): primo week-end utile a portata della notte magica in cui lo spirito della santa irradia i puri di cuore. Misticismo a parte, l’occasione è ghiotta per scoprire un luogo che non può non essere definito fiabesco; nascosto oltre quelle colonne d’Ercole rappresentate dal ramo est della tangenziale di Milano. Là dove la città prova, almeno un po’, a ricordarsi cosa vuol dire essere una campagna.

Un dedalo inestricabile di spazi e ambienti, su più livelli; colmi di lavori, strumenti, oggetti, libri, materiali: tutto ciò che è stato, è, o sarà un’opera d’arte. Un labirinto che si svela al pubblico – occhio a non perdervi! – per un’edizione rivista e corretta dei tradizionali Loppis svedesi, improvvisati mercatini delle pulci, che spuntano come funghi nei giardini, cortili e garage. Piccoli eventi spontanei, autogestiti, dove può accadere un po’ di tutto: e nel loppis dell’Atelier Forte poteva succedere qualcosa che non fosse a misura d’arte? Draghi di metallo che pendono dai soffitti; piccole e meravigliose macchine teatrali; enormi cavalli di Troia che nascondono nel ventre, sospese in cima a vertiginose palafitte, saune intriganti: l’atelier si trasforma ne “La foresta dei mondi”, allestimento incantato che affascina e disorienta, immersione da sogno in un goloso universo creativo. Che si accompagna alla presentazione di libri, anche fantasy; lezioni introduttive di lingua svedese e immancabili merende tipiche: tra grog, polpette e knäckebröd. E se ci mettiamo che su Milano sono scesi una quindicina di centimetri di neve, la magia è compiuta.

– Francesco Sala

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Francesco Sala

Francesco Sala

Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di…

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