Il cuore caldo delle nebulose. Cose cosmiche tra arte, scienza e… cucina

Capitano Cose Cosmiche a Milano: terzo e ultimo appuntamento con un energetico progetto di condivisione tra arte e scienza. Tavolo eretico dove sbattere la testa, senza l’insensata utopia di scovare a ogni costo linguaggi comuni. Vi raccontiamo di una iniziativa fresca e intelligente.


Bruno Muzzolini – Star Walk – 2012

Ci sono le stelle. E attorno alle stelle ruotano altri corpi celesti. Ci sono le nebulose. Complessi ammassi di rocce e gas che fluttuano e si spostano attorno a un nucleo incandescente. Cuori caldi che determinano un ordine apparentemente caotico, carambola cosmica che disegna traiettorie calcolate con precisione folle.
Anche Marta Fernandez Calvo, artista, decide di essere un cuore caldo. Si mette ai fornelli e riprende la processione di ospiti che si avvicinano per piluccare qualcosa: le prime timide circumnavigazioni, le partenze e i ritorni. Il filmato, passato al setaccio da più di un astronomo, riflette una struggente verità. L’ininterrotto passeggio dei convitati disegna orbite simili – in certi casi perfettamente sovrapponibili – a quelle millenarie delle stelle.
Capitano Cose Cosmiche a Milano: terzo e ultimo appuntamento con un energetico progetto di condivisione tra arte e scienza; tavolo eretico dove sbattere la testa, senza l’insensata utopia di scovare a ogni costo linguaggi comuni. “Gli scienziati sembrano ossessionati dalla necessità di divulgazione”, spiega Helga Franza, che insieme a Silvia Hell ha ideato il progetto e gli ha trovato casa negli spazi di Artra. “Ma gli artisti sono curiosi, vogliono andare alla radice delle cose”: e così niente filtri alla Piero Angela, nessuna science for dummies. Fisici e astronomi in galleria, con tutte le possibili e comprensibili preclusioni e prevenzioni del pesce fuor d’acqua, di chi ci entra come camminasse sulle uova: una tre giorni di lezioni e dibattiti; un faccia a faccia curioso e creativo, con gli artisti che presentano il proprio lavoro, danno vita a performance e si confrontano alla pari con docenti e ricercatori in arrivo da tutta Europa. Perché tutti hanno sempre qualcosa da imparare, se è vero che per molti degli accademici invitati “l’arte contemporanea si ferma a Picasso”.

Filippo La Vaccara – Untitled – 2012

La prima edizione dell’appuntamento, nata in modo quasi estemporaneo, aveva dato corpo alla pacifica invasione di una mostra di Jodice; nello scorso mese di giugno la seconda tappa di un tris che ha visto, nel suo epilogo, riflessioni condivise sull’idea di misurazione. Ospiti in arrivo dal Cern di Ginevra e da centri di astrofisica olandesi e inglesi; artisti selezionati con cura, per l’attinenza e l’aderenza del loro percorso a speculazioni di carattere scientifico. Con la preziosa esperienza del collettivo The 181, che scovata l’idea del progetto sulla Rete ha aggirato i limiti di un budget prossimo allo zero pur di arrivar dagli Stati Uniti e portare una performance interattiva di suggestione assoluta: un concerto per voce e Skype, con melodie in arrivo in diretta da Brooklyn e danze luminose a disegnare costellazioni nel buio. In tanti hanno guardato alle stelle: Bruno Muzzolini si affida a una app per segnare sul muro esterno della galleria la situazione astrale di quel preciso istante su Milano; Concetta Modica tratta materia organica come fosse Cometa mentre la stessa Helga Franza riporta, su video, il cielo sopra Dublino.

Cose cosmiche – veduta della mostra presso Artra, Milano 2012

Eccentricità nell’eccentricità l’operazione del Premio Cosmico: a giudicare i progetti di opere in nuce sono i visitatori, che comprano il proprio diritto al voto ottenendo in cambio una Calibro Nove su Carta. Trattasi di foglio sforacchiato a colpi di pistola: più paghi più sale la qualità della carta. Partendo dall’offerta minima di due euro per la semplice fotocopia.
Esaurita la trilogia, che ne sarà del progetto? In cantiere edizioni light, brevi puntate monotematiche a cadenza casuale e location ancora da pensare. In fin dei conti c’è tempo: infinito. E gli spazi si trovano. Basta guardare all’universo.

Francesco Sala

cosecosmiche.wordpress.com

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