Ancora sulla mostra di Bacon e “baconiani” alla Strozzina. Quanto tempo era che a Firenze non si muovevano in duemila per un opening?
Come? Ne avevamo già parlato, e ve l’avevamo già fatta vedere? Sì, è vero: il nostro puntualissimo Simone Rebora aveva già documentato praticamente live, all’inaugurazione di giovedì 4, la mostra Francis Bacon e la condizione esistenziale nell’arte contemporanea, al Centro di Cultura Contemporanea Strozzina di Firenze. Con opere di Bacon, affiancate a quelle di cinque artisti internazionali come Nathalie Djurberg, Adrian Ghenie, Arcangelo Sassolino, Chiharu Shiota e Annegret Soltau, dei quali si indaga il legame con il grande irlandese.
E perché, allora, tornarci? A parte il fatto che avere altre immagini di una bella mostra non fa certo male, ma ora arrivano i dati, che parlano di un vernissage che ha richiamato qualcosa come 2mila persone. Che a Firenze era da tempo, che non si vedevano tutte insieme per un evento d’arte, e con l’aria che tira sotto il campanile di Giotto – vedasi chiusura di EX3, per dire – la cosa fa notizia. Per cui ecco qua ancora immagini, con un po’ di attenzione sui tanti che c’erano…








































Franziska Nori curatrice della Biennale di Venezia subito!
per fare che? guarda che Bacon ci ha lasciati, purtroppo. e la Nori senza il suo potente richiamo che dura nel tempo, ci avrebbe lasciato con quegli altri che godono di riflesso senza forza interiore e reale capacità di parlarci. I duemila sono andati lì, la larga maggioranza, come sarebbero andati da qualunque altra parte dove potessero poi dire che c’erano