Daverio e Manazza svelano a Milano la vera identità dell’artista-sotto-pseudonimo Felipe Cardeña. Che si tratti del nickname di Alessandro Riva (condannato per pedofilia) lo sanno tutti. Dunque cosa riveleranno?


Misterioso ed eclettico artista”. Così il website della MyOwnGallery, la concept gallery piazzata all’ingresso di Superstudio Più, a Milano, parla di Felipe Cardeña, di cui presenta – dal 1 al 18 ottobre – la mostra Poesie della fine del mondo, curata da Philippe Daverio. Fin qui tutto regolare, si sa di questo nom de plume che circola da tempo per l’artworld, qualcuno apprezzerà, altri meno, i suoi “collage colorati di simboli, fiori, visioni lussureggianti e icone sacre dalle più diverse religioni”.
Ma poi qualcuno vuole fare di più: per “bucare” a livello di comunicazione – la piazza milanese è dura, iperconcorrenziale – arriva la “bomba”: arriva cioè un comunicato che strilla “Esclusivo!! Lunedì 1 ottobre alle 19 Philippe Daverio e Paolo Manazza sveleranno la vera storia di Felipe Cardeña…”. E qui cadono tutti i veli: già, perché per chi appena frequenti il mondo del contemporaneo nostrano “la vera storia di Felipe Cardeña” è misteriosa quanto il famigerato segreto di Pulcinella. Si tratta dello pseudonimo dietro al quale si cela Alessandro Riva, il critico e curatore (ora anche artista) che ha difficoltà o impossibilità ad operare con il suo vero nome dopo lo spiacevole episodio della condanna a sei anni – passata in giudicato lo scorso anno – per molestie su minori.
La conferma? Uno dei comunicati è arrivato anche con mittente Rubino Ricò, altro noto pseudonimo di Riva al quale, una volta pagati i debiti con la giustizia, auguriamo di riabilitarsi completamente e tornare a dare il proprio contributo di fantasia, sguardo e vivacità alla scena artistica italiana. Questa volta senza bisogno di pseudonimi.

Commenti
3 Risposte a “Daverio e Manazza svelano a Milano la vera identità dell’artista-sotto-pseudonimo Felipe Cardeña. Che si tratti del nickname di Alessandro Riva (condannato per pedofilia) lo sanno tutti. Dunque cosa riveleranno?”
  1. Carmi scrive:

    Che horror vacui sia…idee zero, spiritualità zero (e chi ne puo’ discutere poi? non ci sono nemmeno referenti degni di questo nome tra critici e artisti). Avrà parecchio da chiedere a varie divinità mondiali per i suoi crimini..

  2. mik scrive:

    La Repubblica,2012-06-12

    Si firma Cardeña, ma è Alessandro Riva

    SI CHIAMA Betty la nera il collage con pin-up che tinge di “giallo” la mostra sul kitch curata da Gillo Dorfles che apre oggi alla Triennale. Felipe Cardeña, artista catalano classe 1979, fantomatico autore dell’ opera, è infatti uno pseudonimo usato dal critico e curatore Alessandro Riva, finito nel 2007 al centro di una brutta storia di abusi sui minori. Amico e collaboratore di Vittorio Sgarbi ai tempi dell’ assessorato alla cultura di Milano, promotore di giovani artisti italiani con Italian Factory, Riva è stato condannato in via definitiva a sei anni di reclusione nel 2010. Proprio Sgarbi, che ha inserito Cardeña nella selezione del padiglione Italia alla scorsa Biennale di Venezia, conferma la vera identità dell’ artista e racconta di aver visto personalmente Riva al lavoro sui collage di Cardeña quando era agli arresti domiciliari. Alla First Gallery di Roma una personale di Cardeña, in programma fino a settembre, è curata invece da Philippe Daverio, che precisa di aver sempre parlato con l’ ex-moglie di Riva, Silvia Fabbri.A sua volta la Fabbri sostiene che Cardeña sarebbe un collettivo di cui lei stessa fa parte.
    SIMONE MOSCA
    12 giugno 2012 14 sez. MILANO

  3. Indignato scrive:

    Che vergogna! Un paese senza pudore, senza dignità e senza etica, dove un pedofilo condannato viene riabilitato come se nulla fosse. Provo compassione per Riva, ma schifo per chi ancora lo sostiene.

Lascia un commento