In laser we trust
Maurizio Mochetti è in mostra a Roma alla galleria Stefania Miscetti. Con il suo progetto, l’artista mette in relazione quattro ambienti di vita spazialmente contigui, ma concettualmente molto distanti tra loro, per mezzo del raggio laser.

Maurizio Mochetti – Orizzonte degli eventi 2012 – photo Giorgio Benni
Il dato interessante di questo progetto, persino commovente nella sua schiettezza, è l’aver messo in comunicazione ciò che vi è di più “astrattamente” contrapposto – ovvero linearità e circolarità, che come nella celebre sequenza dell’astronauta che fa footing in 2001 Odissea nello spazio, si dimostrano poi descrivere un tutt’uno – con quanto risulta invece antitetico su un piano prettamente “umano” – ovvero da una parte i concetti “positivi” di agio e libertà espressiva (la casa, l’arte e gli spazi ad essa dedicati), e dall’altra quello diametralmente opposto – perché indesiderabile – di reclusione.
Episodio felice nella carriera pluridecennale dell’artista, ed esemplificazione in termini installativo-ambientali della tesi contenuta/formalizzata nella celeberrima opera-statement di Bruce Nauman The true artist helps the world revealing mystic truths.
Pericle Guaglianone
Roma // fino al 30 settembre 2012
Maurizio Mochetti – Orizzonte degli eventi 2012
STUDIO STEFANIA MISCETTI
Via delle Mantellate 14
06 68805880
info@studiostefaniamisetti.com
www.studiostefaniamiscetti.com
- Maurizio Mochetti – Orizzonte degli eventi 2012 – photo Giorgio Benni
- Maurizio Mochetti – Orizzonte degli eventi 2012 – photo Giorgio Benni
- Maurizio Mochetti – Orizzonte degli eventi 2012 – photo Giorgio Benni
- Maurizio Mochetti – Orizzonte degli eventi 2012 – photo Giorgio Benni
- Maurizio Mochetti – Orizzonte degli eventi 2012 – photo Giorgio Benni
- Maurizio Mochetti – Orizzonte degli eventi 2012 – photo Giorgio Benni
- Maurizio Mochetti – Orizzonte degli eventi 2012 – photo Giorgio Benni
- Maurizio Mochetti – Orizzonte degli eventi 2012 – photo Giorgio Benni
- Maurizio Mochetti – Orizzonte degli eventi 2012 – photo Giorgio Benni





























insomma, la luce che genera lo spazio