Parlare di degrado, in casa del degrado. A Volterra arrivano Luca Nannipieri e Philippe Daverio: serata per salvare il Teatro Romano, che è ridotto così…


La desolazione del teatro romano

Avere un teatro romano straordinario come quello di Volterra, voluto forse da Vitruvio, e non giocarselo sulla scena nazionale e internazionale è come avere Pirlo come giocatore e tenerlo a casa”. Con gli Europei di Calcio ancora freschi, è comoda la metafora calcistica: a utilizzarla è Luca Nannipieri, saggista e opinionista – e spesso polemista – per i quotidiani Il Giornale ed Europa. E lo fa per introdurre le condizioni di uno dei tanti esempi di scempio culturale che caratterizzano l’Italia: lo stato di malconservazione e degrado in cui versa il Teatro Romano di Volterra, che proprio per questo viene scelto per un dibattito dall’esemplare titolo Rovine d’Italia, una serata/evento patrocinata da Unesco e Ministero dei Beni Culturali.
Protagonisti lo stesso Nannipieri e Philippe Daverio, altro noto censore delle disfunzioni italiche, con un’inedita occasione di denuncia lanciata direttamente da dentro l’oggetto della stessa: il teatro, riaperto eccezionalmente per questa iniziativa. “Sembra una follia eppure siamo a questi livelli – prosegie Nannipieri -: il teatro è recintato da una rete da campetto di calcio; orribili pensiline in lamiera proteggono le parti archeologiche più delicate dal sole e dalla pioggia, ma di sicuro ne rovinano del tutto il fascino; quelle pensiline sorrette da tubi di metallo, che sembrano un parcheggio per le auto, le hanno tolte da anni da qualunque stazione balneare di Rimini e Viareggio perché sono appunto detestabili alla vista. Rimangono invece qui, in questo teatro che potrebbe essere una delle bellezze più forti e inquietanti della Toscana”. Anche Artribune vuole dare il suo contributo alla sensibilizzazione: eccovi nella gallery alcune foto inedite dello status quo del teatro…

www.teatroromanovolterra.it


Commenti
2 Risposte a “Parlare di degrado, in casa del degrado. A Volterra arrivano Luca Nannipieri e Philippe Daverio: serata per salvare il Teatro Romano, che è ridotto così…”
  1. Angelov scrive:

    E’ il semplice fatto che gli Italiani di oggi non sono all’altezza dei propri predecessori, ed infatti lo si vede dal modo in cui non sanno difendere le proprie Eredità Culturali, e quindi è come se ne fossimo stati diseredati spiritualmente, e per di più non siamo più additati dal resto del mondo come Modello Culturale da imitare, ma viceversa da evitare assolutamente, che ci fa sentire così unici e speciali forse?
    Perché solo chi si sente unico e speciale, osannato da falsi alleati e non criticato da autentici asini (Apuleio scusami), può sentirsi corazzato e legittimato nella propria matta bestialitate.

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