Fuoriuso in operA. Torna la grande rassegna pescarese, nel nuovo palazzo di Mario Botta

Un videoreport di Alessandra Galletta per Artribune Television, che ci accompagna negli spazi di Fuori Uso a Pescara. Ad accompagnarci nel percorso espositivo c'è il curatore, Giacinto Di Pietrantonio


Autore: Alessandra Galletta
Assistente: Eleonora Valguarnera
Riprese: Andrea Giannonne
Montaggio: Cecilia Irene Massaggia
Grafiche: Laura Tonicello
Musiche: John Woodward

Giacinto Di Pietrantonio con “Giuseppe” di Sislej Xhafa, opera esposta per Fuori Uso 2012

Dopo qualche anno di pausa, torna “Fuori Uso”, la grande rassegna d’arte contemporanea ideata da Cesare Manzo, per gli spazi in disuso di Pescara. E torna, però, in una location che non è, stavolta, fuori uso ma non ancora in uso. Parliamo della nuova struttura progettata da Mario Botta, Opera, in cui è ancora in corso il cantiere: nell’attesa che i lavori vengano terminati, l’ampio open space del parcheggio è stato adibito ad area espositiva.
A introdurvi la mostra, nel videoreport realizzato per Artribune Television da Alessandra Galletta, c’è il curatore Giacinto Di Pietrantonio, in un tour che si sofferma su alcune delle opere esposte: la selezione copre oltre un secolo di storia dell’arte, partendo da mostri sacri come Marinetti e John Cage, per arrivare a giovani italiani come Pierluigi Calignano e Matteo Fato, passando per nomi internaizonali come Rirkrit Tiravanija e Sisley Xhafa, Pistoletto

Commenti
3 Risposte a “Fuoriuso in operA. Torna la grande rassegna pescarese, nel nuovo palazzo di Mario Botta”
  1. Vincenzo Merola scrive:

    Mi trovavo sulla costa sabato scorso per l’inaugurazione di una mia piccola personale a Termoli, così domenica ho fatto un salto a Pescara per il concerto di Wayne Shorter e Enrico Rava al Teatro D’Annunzio. Nel pomeriggio sono andato a vedere la mostra: a parte l’opera di Airò danneggiata (probabilmente dal vento) e qualche forzatura di troppo per inserire un paio di giovani artisti abruzzesi, l’operazione mi ha fatto riflettere. In particolare mi ha colpito l’eloquente silenzio dei tre pianoforti, che in quel contesto si carica ancor più di significato. Ho in mente un post sull’argomento, che spero di riuscire presto a scrivere…

  2. enrico scrive:

    sei grande Giacinto!!!!

  3. Mario Colombo scrive:

    E’ un miracolo riuscire ancora a fare delle mostre così. ovviamente fondate sul buoncuore degli artisti che prestano a fondo perduto le opere. Immagino abbiano pagato a malapena il trasporto e due euro di assicurazione.
    Lo strapaese di Giacinto vince sempre sopra ogni pianificazione. Propongo una fiction in cui fargli interpretare l’onorevole Di PIetro.

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