E questa la chiamereste pornografia? Ecco la (castissima) foto che accusa Ai Weiwei. Una nuova scusa delle autorità cinesi per segregare l’artista-attivista
Alzi la mano non tanto chi è d’accordo sulle accuse di pornografia legate alla foto che vedete qui sopra, ma anche soltanto chi se ne sente disturbato. È qualcosa di ridicolo solo parlarne: eppure per le autorità cinesi è qualcosa degno di un procedimento penale. Per lo meno, lo è se sul banco degli imputati siede Ai Weiwei.
Già, perché in questi giorni sono scaduti i termini che limitavano la libertà dell’artista-attivista dopo l’accusa di frode fiscale, vicenda anche questa “accessoriata” di episodi che sarebbero comici, se non ci fossero di mezzo i diritti della persona. Basti pensare che dopo la contravvenzione di 15 miliardi di yuan (1,7 milioni di euro), in Cina è partita uno sottoscrizione popolare per sostenere Ai Weiwei, che però è stata anche questa vietata dalla polizia. C’è stato qualcuno che è arrivato ad inviare denaro all’artista in buste nascoste dentro ceste di frutta, e addirittura con banconote trasformate in aerei di carta fatti planare nel giardino della sua casa.
Insomma: scaduti i termini, riguadagnata la libertà? Nemmeno per idea, perché resta in piedi il procedimento legato alla foto, titolo One Tiger, Eight Breasts: capi di imputazione, bigamia e pornografia…



















Questa foto non è per niente pornografica: è solo oscena.
quoto in pieno :)
…Be’ però, dai….chi cerca trova….
C’è qualcosa che mi sfugge negli interventi Angelov e Santoro: ma di cosa parlano?
Quale giudizio critico espongono?
Come giudicherebbero L’origine du Monde di Courbet o all’estremo opposto la statua amplesso di Koons e Cicciolina?
E mi fermo qui per evitare una storia dell’arte in Bignami.
Osceno è il pensare osceno (me lo diceva moltissimi anni fa il mio prof. di estetica)
Chi cerca trova…?
Mia cara artribune ma nel tuo sito si argomenta di arte o di che?
Scusa se ti ho ricordato il tuo professore di estetica.
L’Origine del mondo, è un quadro bellissimo; e la statua amplesso di Koons, è un’opera di ottimo artigianato.
La foto di un qualsiasi uomo, sovrappeso e circondato da quattro ragazze non particolarmente belle, tutti nudi, non avrebbe percorso migliaia di chilometri, se non perché questo signore è una persona speciale.
Ma essere una persona speciale in un regime comunista, e sbandierarlo pubblicamente, è forse vietato?
Da quello che è accaduto dopo, sembrerebbe di si.
Oltretutto la foto fa senz’altro parte di un contesto che non è dato conoscere.
Il mio commento, lo devo ammettere, era proprio “a pelle”.
A livello di “battuta”.
Ma non siamo in Cina, e quindi ho pensato fosse legittima.
Ma basta con questi furbacchioni travestiti (ed in questo caso svestiti) da artisti. E soprattutto basta con questo Ai Weiwei, finto martire da società dello spettacolo. Se ne approfittano perché nessuno ha più uno straccio di pensiero critico.
… a proposito di pensiero critico e di “furbacchioni”: l’artista di cui pesantemente porti
il nome aveva (mi pare abbia ha anche ora) problemi con l’analisi critica.
Ricordo infatti che nel 1914 prendeva a schiaffi l’immagine in creta di Croce.
Gesto d’arte futurista degno di Wei Wei, tra le cui prime opere/azioni voglio ricordare
quella dove rompeva, in tre scatti fotografici, un’anfora cinese.
Questa foto non è per niente pornografica, è buffa.
Potrebbe anche trattarsi di un gruppo di Nudisti, in posa per una foto-ricordo da inviare a degli amici lontani.
Si, questa potrebbe anche essere una delle molteplici soluzione di questo difficile Rebus.