Come qui anticipato: Vincenzo de Bellis è il nuovo direttore artistico di MiArt. Tante le novità, con una “centrale operativa” sempre più milanese e internazionale

Per i nostri lettori più attenti, la notizia – pur clamorosa – è in realtà una non-notizia: perché Artribune, che ancora una volta dimostra di azzeccarci, sempre, l’aveva anticipata di ben otto giorni, basandosi su rumors talmente forti da essersi poi verificati puntualissimamente. Ora, quindi, non facciamo che constatare una conferma: Vincenzo de Bellis è il nuovo direttore […]

Per i nostri lettori più attenti, la notizia – pur clamorosa – è in realtà una non-notizia: perché Artribune, che ancora una volta dimostra di azzeccarci, sempre, l’aveva anticipata di ben otto giorni, basandosi su rumors talmente forti da essersi poi verificati puntualissimamente. Ora, quindi, non facciamo che constatare una conferma: Vincenzo de Bellis è il nuovo direttore artistico diMiArt. E Frank Boehm potrà pensare a vacanze più rilassanti, visto che il suo passaggio per la fiera è durato giusto il tempo di pochi mesi.
I più ottimisti vedranno l’avvicendamento come prova di dinamismo e di adesione a una realtà in continuo mutamento, che quindi pretende decisioni altrettanto rapide e anche drastiche; non mancherà certamente chi invece vi vedrà uno nuova testimonianza di disorientamento nella dirigenza fieristica. Fatto sta che quello affidato al co-fondatore e co-direttore di Peep-Hole viene presentato come un “progetto ambizioso, in un’ottica di lungo periodo, in una fiera importante che rappresenti un punto di riferimento dell’arte moderna e contemporanea in Italia e un appuntamento di rilievo anche per gallerie e collezionisti internazionali”. Vincenzo de Bellis avrebbe accettato, infatti, solo dopo aver vista esaudita la sua richiesta (sacrosanta) di un contratto da tre anni.
Da tempo – ha dichiarato dal canto suo de Bellis – mi esprimo come curatore nel tentativo di ridefinire il senso dell’istituzione d’arte. Ho accettato un incarico così importante nell’ottica di un’ulteriore sperimentazione delle possibilità di strategie istituzionali alternative a quelle consuete. In un momento come quello attuale in cui il ruolo tradizionale delle istituzioni è in crisi, penso che le fiere d’arte siano dei modelli flessibili capaci di adeguarsi e cogliere la complessità del sistema con grande sintesi e incisività”.
Le basi su cui si fonda il suo progetto? Oltre alla conferma di Donatella Volontè come responsabile del settore Moderno, ad affiancare de Bellis di saranno fra gli altri Andrea Viliani, Alessandro Rabottini, il curatore indipendente Fionn Meade, la direttrice del Frac Champagne-Ardenne di Reims Florence Derieux, il curatore dell’International Project Space di Birmingham Andrew Bonacina. La comunicazione visiva, il progetto grafico ed editoriale saranno affidati ai creativi di Mousse dopo la discussa grafica della scorsa edizione, a conferma della rafforzata “milanesità” della piattaforma. Come preannunciato sempre da Artribune, la struttura della fiera continuerà a basarsi sulla compresenza di moderno e contemporaneo, ma ci saranno alcuni cambiamenti, con alcune sezioni aggiunte, altre sostituite, altre ancora modificate, “e il team nella sua interezza sarà coinvolto a pieno in questi cambiamenti”.

L’anticipazione di Artribune 

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