Roma Updates: cari visitatori della fiera Roma Contemporary (specie stranieri), per capire questo nostro paese andate alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. E poi ci dite

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Gli specchi di Alfredo Pirri e sullo sfondo la nuova installazione di Alberto Di Fabio

Ve lo ricordate il “marziano a Roma” di flaianesca memoria? Oggi per capire la città e il paese di cui la città è capitale dovrebbe recarsi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Dovrebbe farlo in questi giorni durante i quali a Roma si svolge Roma Contemporary, una fiera internazionale d’arte contemporanea che attira visitatori anche dall’estero. Dovrebbe andarci in questi weekend di maggio che straripano di turisti che affollano il centro storico, ma che non disdegnano una deviazione a Villa Borghese e poi, fatalmente, cascano nella mole neoclassica della Gnam, in numero sorprendentemente elevato.
Ebbene sabato tutta questa moltitudine di turisti, ma anche di famiglie italiane, avrebbero ad esempio trovato tutta l’ala dell’Ottocento chiusa. Per mancanza di personale. Chissà se la causa è un organico ridotto all’osso oppure un eccesso di assenze più o meno giustificate per malattia o altro. Giustappunto in un sabato di maggio quasi-estivoi, con il mare di Ostia e di Fregggene –l’unica località litoranea con tre consonanti di fila- a far da richiamo irresistibile. Un danno enorme per il museo. Un danno enorme per la collezione. Una figuraccia enorme con i visitatori ed un peccato enorme, perché la Galleria Nazionale d’Arte Moderna è stata riallestita da non molto ed oggi è un museo bellissimo: assurdo obbligare chi viene a vederlo di perdersene una parte.

Le porte chiuse della sezione ottocentesca

Ma non è tutto. Un altro problema della Gnam è quello delle inaugurazioni. A Roma si va agli opening a partire dalle otto, anche nove di sera. Per questioni di lavoro, di logistica, o banalmente perché ci sono tante aperture e per vederle tutte occorre parecchio tempo. Ebbene il personale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna (rileggete il nome con calma e coglietene il significato di ogni parola: Galleria-Nazionale-di-Arte-Moderna… capito, no?) non sente ragioni: alle sette e mezza di sera si chiude baracca, anche se fuori c’è una folla inferocita che vuole entrare, vedere, partecipare, vivere una esperienza culturale. È capitato anche mercoledì scorso quando centinaia di persone si sono dovute perdere la presentazione dell’intervento di Alberto Di Fabio. “Abbiamo provato a chiedere di allungare gli orari e avremmo anche pagato di tasca nostra” ci hanno raccontato gli organizzatori. Come è andata? “Il personale sarebbe anche stato d’accordo, per loro si trattava di guadagnare un po’ in straordinari, ma i sindacati ci hanno bloccato: prima di ottenere cambi di orario occorre passare per almeno tre tra vertenze e consultazioni sindacali”.

L'Ottocento da dietro il vetro...

Un bel giorno, quando questo paese sarà completamente cancellato dalla carta geografica del pianeta qualcuno si piglierà la briga di fare la classifica dei colpevoli di tale sparizione e i sindacati non dovranno temere: un posto sul podio sarà per loro. Al di là di questo è ben comprensibile come questi due semplici esempi, in un museo, siano l’emblema di come si è avvitato su se stesso questo nostro paese. Zero elasticità, incapacità di far girare le economie anche quando sono disponibili e alla portata, patrimoni stupendi (magari sui quali si è investito per riqualificarli) resi infruibili e lobby di quart’ordine che cercano di perpetrare se stesse con la strategia di imbrigliare qualsiasi tentativo di riscatto morale, sociale, etico, civico dei cittadini. . La Galleria Nazionale d’Arte Moderna neppure lo sa, ma è un impeccabile microcosmo dell’Italia. In bocca al lupo…

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  • attanaz

    Non sono un grande appassionato di sindacati, ma, al momento, fra i colpevoli dell’affossamento del Paese, li vedo in bassa classifica… Ma se serve un capro espiatorio vanno sempre benone, vado bene anch’io, attenzione a non buttarla troppo sul qualunquismo, questo sì in ottima posizione!