Un master per diventare educatori alla cittadinanza. Attraverso l’arte contemporanea. Succede in Piemonte

Il Castello di Rivoli
Si chiama Educational Management per l’arte contemporanea il master presentato stamane al Castello di Rivoli. Frutto di una collaborazione fra il Dipartimento Educazione del museo, il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università del Piemonte Orientale e dell’En.A.I.P. Piemonte, e finanziato dalla Regione Piemonte nel quadro della Direttiva Alta Formazione (il costo del master è di 300 euro, cifra significativamente più bassa in confronto a percorsi formativi afferenti la medesima area), il master si svolgerà da giugno 2012 a marzo 2013. Obiettivo: formare i futuri formatori nell’ambito dell’educazione all’arte contemporanea.
Che non significa essere meramente in grado di raccontare una storia interessante alle scolaresche assiepate intorno a una installazione, bensì fornire strumenti professionali a persone che siano in grado di fungere da intermediatori. Con la prospettiva tutta civile di formare cittadini globali, che siano tali grazie alla conoscenza delle proprie “radici” storico-artistiche, in una sana commistione fra conservazione e innovazione. Per dirla con il direttore universitario del master, Michele Dantini, si tratta di formare figure che a loro volta possano attivare la “dimensione performativa delle humanities”.
Per ora è possibile effettuare una preiscrizione, in attesa della prova di ammissione (al termine della quale saranno scelti i 18 partecipanti) e dell’esito del bando di concorso volto a selezionare i docenti.
- Marco Enrico Giacomelli
www.enaip.piemonte.it/html/master_2012/master_arte.html


















altri disoccupati in vista!
bisogna solo essere piemontesi per iscriversi, piccolo particolare
non è vero, non è necessario essere residenti in piemonte.
Pazzesco: pagare per poi cercare lavoro….
il costo di 300 euro non è per cercare lavoro ma la quota di partecipazione ad un master universitario. mi risulta che i master normalmente costino alcune migliaia di euro.
Quindi è sottinteso che bisogna possedere la residenza in Piemonte?
Peccato…
A me non risulta affatto che sia necessaria la residenza in Piemonte. Ma per sicurezza si può inviare una mail per chiedere conferma.
“dimensione performativa delle humanities”…. ma che accidenti signfica? tutta fuffa!! la magnifica Università Avogadro ha pensato di farsi un po’ di soldini, tra l’altro con una serietà assurda: non si sa quando ci saranno le selezioni, non si conoscono le date di svolgimento del corso, e si parla fumosamente di “lauree deboli”, senza specificare quali. Cioé: se ho una laurea in filosofia sono uno sfigato? Beh, è un messaggio incoraggiante! Se sono dottore in, mettiamo, giurisprudenza ma non trovo lavoro da due anni sono “debole” anch’io? Ma perché Artribune diffonde questi pacchi?
La “magnifica” università Avogadro è uno dei partner, capofila è enaip piemonte e l’altro partner è associazionedidee in collaborazione con il dipartimento educazione del castello di rivoli, zonarte, FAI ecc. Mi pare quindi difficile che sia un’operazione a “uso e consumo” dell’università.
le lauree deboli sono quelli indicate dal bando (lettere, filosofia, storia…….) ed hanno priorità sulle altre. non è questione di essere sfigati o meno, il problema è se quelle lauree fanno trovare facilmente lavoro o no.
per quanto riguarda le date sono pubbliche: inizio corso 6 giugno 2012, selezioni l’8 maggio 2012. Fine a marzo 2013. Le date sono presunte perché essendo un master tutti gli atti devono essere pubblici attraverso i bandi e quindi suscettibili di far variare di alcuni giorni le date previste.
possono partecipare al master tutti i laureati disoccupati (indipendentemente dalla regione di residenza).
gent.le Quintiliano,
con “dimensione performativa delle humanities” si intende: avvicinare l’arte (e in genere la progettazione culturale di area umanistica) da punti di vista non esclusivamente storici, volti alla conservazione di repertori, archivi, collezioni chiusi. Invece interessarsi ai modi attraverso cui determinate competenze storiche e sociali possono contribuire a modificare le politiche culturali, le “mentalità”, le “rappresentazioni”, l’informazione e l’uso dell’informazione presso questa o quella comunità linguistica (la nostra italiana, ad esempio). Ricerca diviene opinione pubblica, competenza diffusa, innovazione sociale.
Con i miei più cordiali saluti MD
Gentile dott. Dantini, crede che possa partecipare al master pur dovendo terminare la vecchia scuola di specializzazione in beni storici artistici?
Sarei in dirittura d’arrivo a Siena…
Questo punto è fondamentale perchè esiste un vuoto tra le “migliori” pratiche e il pubblico, i mass media e il sistema politico. Alla Nomas di Roma hanno presentato il report di due artisti olandesi sull’era di Berlusconi. Il tema non si può affrontare se non si parte dal VUOTO occupato da Berlusconi ( a livello politico e culturale), dagli Sgarbi e dai Luca Beatrice. Queste iniziative vorrebbe assorbire questo vuoto. Il punto problematico e critico è la ricaduta concreta di queste iniziative e la formazione degli operatori. Cosa faranno? Cosa viene insegnato loro? ???
Sto collaborando, insieme ad Enrico Morsiani, ai contenuti e alle strategie di un corso “pratico” rivolto all’uomo della strada. Il luogo deputato per il corso è il pub mentre ogni “lezione” fonde improvvisazione teatrale, didattica e arte contemporanea. Non si tratta di vedere chi lo ha più lungo, ma solo di segnalare e favorire alcune iniziative con una precisa ricaduta (a tutto il pubblico tra i 15 e i 100 anni) e una precisa proposta formativa. Quì un articolo che parla del corso, una goccia nel mare ma, a mio parere, un esempio virtuoso da incoraggiare in tutte le città italiane:
http://www.arteliberatutti.com/articoli/438
Italia, paese dei pezzi di carta inutili…